Alla fine Powell si è arreso, l’inflazione non è transitoria

Quest’anno l’inflazione è diventata il rischio da cui tutti sembrano volersi proteggere. E’ necessario proteggersi dall’inflazione, ma questa protezione sul portafoglio potrebbe essere costosa. La cosa più importante da ricordare è che nessuna singola strategia è una panacea.

Il rischio di un calo del potere di acquisto va combattuto in diversi modi.

Una decina di giorni fa, Jerome Powell, il presidente della FED, ha ammesso che l’ inflazione potrebbe non essere “transitoria” (pensa te), come la Fed aveva a lungo insistito.

Ora sembra che i fattori che spingono l’inflazione al rialzo rimarranno anche nel prossimo anno. Powell di fatto ha solo confermato ciò che pensavamo tutti.
L’aumento del 6.8% a novembre può sembrare un colpo molto duro, ma se pensiamo in una ottica annuale, come andrebbe fatto, non è così drammatico. Ancora!!

I prezzi delle case sono aumentati di quasi il 20% nell’ultimo anno.

Gli affitti sono aumentati del 10% nelle principali città negli ultimi 12 mesi.

Anche dopo il forte calo nelle ultime settimane, il prezzo del greggio è ancora in aumento di circa il 45% rispetto a un anno fa.
Non c’è da stupirsi che sia in corso il “panic buy” per combattere l’inflazione.

Finora nel 2021, fino al 31 ottobre, gli ETF specializzati in obbligazioni protette dall’inflazione hanno incassato 34 miliardi di dollari. Più di qualsiasi altra categoria di fondi obbligazionari.

I titoli del Tesoro protetti dall’inflazione proteggono dall’inflazione misurata dall’indice dei prezzi al consumo.

I TIPS non sono una soluzione completa, perché possono subire perdite significative se i tassi di interesse aumentano, riducendo o addirittura annullando il beneficio della loro protezione dall’inflazione.

Negli ultimi decenni, le materie prime sono state una efficace copertura contro l’aumento del costo della vita e alcuni nuovi fondi scommettono che continueranno.

Tuttavia, la crescente popolarità delle materie prime potrebbe limitare i loro rendimenti nel lungo periodo e il loro passato potere di combattere l’inflazione potrebbe indebolirsi in un mondo guidato dalla tecnologia.

Quindi anche le materie prime non sono una panacea.

Passiamo alla prossima strategia, titoli che potrebbero beneficiare dell’aumento dell’inflazione. Ciò significa spesso società che detengono o sfruttano terreni, energia o minerali.

Aziende che potrebbero andare bene, ma i politici e le banche centrali sparano incentivi per continuare immettere denaro nel sistema finanziario. Ciò può portare a più speculazioni e volatilità, e la volatilità è nemico del nostro approccio.

Alla fine le stiamo provando tutte. I TIPS, i mercati emergenti con i loro debiti gestibili ma altamente volatili, le materie prime che hanno già corso tanto, alcuni titoli azionari capaci di combattere l’inflazione a spese di una probabile alta volatilità.

Quindi?

Alla fine si torna sempre alla soluzione più ovvia ma più rischiosa. Se sei preoccupato per i costi immobiliari o energetici, dovrai essere più aggressivo, tenendo presente che il tuo portafoglio azionario esistente è probabilmente già una discreta copertura contro un’inflazione moderata.

L’inflazione è come il fisco, solo che non invia cartelle esattoriali e non puoi sfuggirgli.

Come dico sempre la conoscenza è uno degli antidoti migliori al rischio di inflazione, infatti se conosci tutti gli strumenti finanziari sai anche come proteggerti al meglio nei momenti di inflazione.

 

Se non l’hai ancora fatto ti consiglio di iniziare leggendo il mio ultimo libro, dove spiego nel dettaglio come proteggersi dall’inflazione.

Clicca qui per saperne di più.

 

Al tuo successo

Giuseppe Pascarella

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