Amazon registra la prima perdita trimestrale dopo 7 anni

Amazon, il più grande e-commerce del pianeta, registra la prima perdita trimestrale dopo 7 anni.

Sono appena uscite le sue trimestrali e neanche il colosso americano è riuscito a scampare al crollo del mercato degli acquisti online.

Le entrate di Amazon sono comunque aumentate di circa il 7% nel periodo da gennaio a marzo, ma parliamo del ritmo più lento in circa due decenni da quando molti consumatori sono tornati alle abitudini pre pandemia…

Con i negozi aperti, infatti, una buona parte è tornata ad acquistare presso uno store fisico.  

E sappiamo benissimo che Amazon non ha negozi… 

Motivo per cui, nel primo trimestre 2022 ha registrato una perdita di 3,8 miliardi di dollari.

Tutt’altra storia rispetto al primo trimestre 2021…

In quel caso l’azienda registrò profitti per 8,1 miliardi di dollari grazie al boom degli ordini online.

E pensare che parliamo di appena un anno fa…

Ma è evidente come le trimestrali riflettono le diverse correnti che ora stanno agitando il settore tecnologico. 

La quantità di prodotti venduti da Amazon durante il trimestre è stata sostanzialmente stabile rispetto a un anno fa.

Tuttavia la società ha registrato un – 3% su base annua nel segmento dei negozi online…

Il calo più grande fatto registrare dalla società dal 2016 ad oggi. 

Ma c’è dell’altro.

Infatti questi risultati derivano anche dalla partecipazione di Amazon nel mercato dei veicoli elettrici con il produttore Rivian Automotive.

Una casa automobilistica di cui si parlava davvero molto bene, ma quest’anno ha visto le sue azioni crollare di oltre il 65%.

Amazon possiede circa il 18% di Rivian…

Quindi lo scivolone di quest’ultima ha causato perdite per 7,6 miliardi di dollari al colosso statunitense.

Ma vedi…

Personalmente credo che il punto sia un altro.

Perché il calo di questo trimestre è vero può incidere, ma alla fine dei conti neanche più di tanto.

Quello che deve farci riflettere è che la stessa società ha segnalato l’arrivo di una maggiore incertezza. 

E stiamo parlando di Amazon…

Un colosso che sembrava senza freni.

Una di quelle società che viene definita unstoppable. 

Mentre ora il management prevede un reddito operativo per il trimestre in corso che va da una perdita di 1 miliardo di dollari a un profitto di 3 miliardi. 

Ma d’altronde lo sappiamo…

La Pandemia prima, e la guerra in Ucraina ora, stanno sottoponendo numerose aziende a sfide decisamente insolite.

Tuttavia, un punto positivo in questo momento per Amazon continua ad essere il business cloud dell’azienda: Amazon Web Services.

Infatti le vendite sono aumentate di circa il 37% nel primo trimestre (18,4 miliardi di dollari). 

La società in questo momento si trova però anche a fare i conti con costi davvero molto elevati.

Per questo ha aumentato il prezzo della sua iscrizione a Prime – negli Stati Uniti – a 139$ all’anno rispetto ai 119$ precedenti. 

E questo mese ha introdotto addirittura un supplemento del 5% che dovrebbe combattere l’aumento dell’inflazione.

Ora la società si aspetta che il suo evento di punta, lo Shopping Prime Day di luglio, possa portare a un aumento del fatturato nel terzo trimestre. 

Un altro punto importante di Amazon sono i competitor.

Abbiamo affrontato un tema analogo proprio durante una diretta in cui ti ho parlato di come Netflix sia stata affondata dai suoi competitor e come Tesla cominci a scricchiolare di fronte a fette di mercato perse, soprattutto in Cina.

Se te la sei persa, la trovi qui.

Ma qual è il principale competitor di Amazon su suolo statunitense?

Walmart.

La più grande catena al mondo nel canale della grande distribuzione.

In questo momento, il confine tra Amazon e Walmart sta diventando sempre più sottile.

E mentre le due società cercano di mantenere le proprie fette di mercato al dettaglio, stimate in circa 5 trilioni di dollari, provano a prendere piede anche nella nicchia di mercato rivale.

Ed è forse proprio a causa di Walmart che marzo per Amazon è stato il primo mese dall’inizio della pandemia, in cui le vendite di e-commerce sono diminuite rispetto al periodo dell’anno precedente.

Viceversa, le vendite nei negozi sono aumentate. 

Questo è quanto emerge dai dati di MasterCard, che tiene traccia di tutte le transazioni effettuate sulla propria rete di pagamenti.

Ma i problemi per Amazon potrebbero non essere finiti…

Infatti l’azienda, ha un altro grosso problema: i continui tentativi da parte di dipendenti di sindacalizzarsi. 

A New York, i lavoratori del magazzino di Staten Island hanno votato all’inizio di questo mese per fondare il primo sindacato dell’azienda negli Stati Uniti.

Amazon ha presentato ricorso contro i risultati ritenendo inappropriato  comportamento dell’agenzia federale che ha supervisionato il voto. 

Ora gli esperti e gli analisti del lavoro hanno affermato che una diffusa sindacalizzazione potrebbe costringere l’azienda a modificare i benefici e le politiche interne, il che potrebbe portare a una moltiplicazione dei costi in futuro e quindi ad un un abbassamento dei suoi livelli di fatturato nei prossimi anni. 

Quindi Amazon, prossima al suo più grande Split azionario (20 a 1) che potrebbe portare tantissimi nuovi investitori, si trova ad affrontare tre grandissime sfide. 

  • L’aumento dell’inflazione
  • Competitor sempre più agguerriti
  • La sindacalizzazione dei suoi dipendenti.

Le sfide in questo particolare momento sono molte e, come abbiamo visto anche nei PascaDaily precedenti, non è solo Amazon a farne le spese.

Questo significa che ci dobbiamo allarmare?

Ovviamente no, però, come sempre, bisogna tenere gli occhi aperti.

 

Al tuo successo,

Giuseppe

 

 

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