Attenzione alle auto elettriche cinesi

Oggi ti parlo di società quotate negli Stati Uniti che però hanno la loro sede centrale in Cina e si occupano di produzione di auto elettriche. 

Lo spunto viene dal fatto che le consegne di Nio (NIO), XPeng (XPEV) e Li Auto (LI), che tutti noi ormai conosciamo, per il secondo mese consecutivo sono scese. 

Infatti le consegne di produttori dei veicoli elettrici cinesi – tutte e tre quotate negli Stati Uniti – sono diminuite per il secondo mese consecutivo stando ai dati di febbraio.

Le azioni ovviamente sono scese già martedì e si sono leggermente riprese grazie al recupero della borsa statunitense. Questo perché gli investitori non hanno digerito molto i dati che sono usciti da tutte e tre le società contemporaneamente. 

Nio ha consegnato poco più di 6.000 veicoli a febbraio, in calo dai 9.500 che aveva fatto a gennaio e dai 10.500 di dicembre. XPeng ha consegnato anche lei circa 6.000 auto a febbraio, in calo dai 13 mila di gennaio dei 16 mila di dicembre mentre LiAuto ha consegnato poco più di 8.000 veicoli a febbraio, in calo rispetto ai 12 mila di gennaio dai 14 mila di dicembre.

In totale il trio ha consegnato 20.770 veicoli a febbraio in calo rispetto ai 34.800 consegnati a gennaio e oltre i 40 mila di dicembre. 

Va detto che in genere il Capodanno lunare rende febbraio un mese debole per le consegne, come si evince dai dati storici di consegna di tutti i prodotti in Cina.

Inoltre non dobbiamo dimenticare l’impatto che ha avuto il Covid-19. Una delle città più colpite è stata senza dubbio Changzhou, dove ha sede la fabbrica di produzione delle auto di LiAuto. Ovviamente le carenze di forniture e hanno influito sulla produzione delle auto, ma la società ha detto che sta adottando misure aggiuntive per garantire l’approvvigionamento e salvaguardare la produzione per evitare di bloccare la produzione con l’obiettivo di ridurre i tempi di attesa e la consegna ai propri utenti. 

Per quanto riguarda XPeng invece i cali di produzione sono più da attribuire ad una riorganizzazione interna degli impianti che è stata fatta approfittando del momento stagionale di debole lavoro. I livelli di piena produzione sono ripresi alla fine di febbraio quindi ci si aspetta che a marzo i dati saranno decisamente migliori. Del resto organizzare gli impianti con una tecnologia aggiornata non è affatto un aspetto negativo e inoltre c’è anche un’altra notizia positiva per quanto riguarda gli investitori: sempre stando ai dati di febbraio su base annua le consegne combinate di febbraio sono cresciute del 106%. Questo tasso di crescita è aumentato rispetto all’87 % su base annua realizzato a gennaio e febbraio anche se c’è stato un calo, si è registrata una percentuale di vendita maggiore rispetto alle percentuali di vendite ottenute a gennaio. Tutti questi dati sono relativi a XPeng.

Tornando ad un discorso più generale c’è da segnalare che le consegne a gennaio sono diminuite in parte anche perché i consumatori si sono affrettati ad acquistare auto a dicembre per poter rientrare negli incentivi che il governo cinese ha stanziato per l’acquisto di veicoli elettrici. Infatti a partire dal primo gennaio 2022 alcuni incentivi sono stati ridotti fino al 30% a seguito di un cambio di politica del governo che sta lentamente eliminando gli incentivi da questo settore.

Nelle ultime sedute tutti e tre i titoli sono riusciti un po’ a scrollarsi di dosso i numeri deboli e sfruttando il recupero dell’indice anche loro sono riuscite a risalire un po’ la china, anche se i numeri in generale rimangono pesanti.

Da inizio anno nel mercato americano Nio e XPeng hanno perso entrambe il 28% mentre LiAuto ha contenuto le perdite, cedendo solo un 5%.

L’inflazione, l’aumento dei tassi di interesse e il conflitto tra Russia e Ucraina hanno certamente indebolito la volontà di molti investitori a detenere titoli growth con quotazioni estremamente elevate. 

Questi tre titoli fanno parte di quelle società che sono cresciute veramente tanto durante il periodo pandemico quindi è assolutamente normale che ci sia anche una normalizzazione per quanto riguarda i valori di queste tre società. 

Detto questo io starei molto attento perché oltre alla normalizzazione c’è da prestare molta attenzione al progressivo taglio sugli incentivi.

Questo è un tema a mio avviso molto più importante rispetto ad un calo che potrebbe anche essere salutare, visto le quotazioni raggiunte durante la pandemia.

I cinesi hanno preferito queste macchine a Tesla proprio per effetto di questi incentivi che hanno abbassato molto i prezzi sulle auto elettriche cinesi. Ora che il governo sembra intenzionato a spostare questi incentivi sul settore immobiliare togliendoli a quello delle auto elettriche è molto probabile che i cinesi scelgano auto occidentali che, non va dimenticato, incontrano molto di più i gusti dei consumatori in Cina che non le auto locali.

Questo potrebbe causare un calo nelle vendite importante, rendendo questo calo dei prezzi più strutturale e non solo ciclico. 

Quindi prima di farti ingolosire da questo calo delle quotazioni pensaci bene, perchè dietro potrebbe non esserci solo una normalizzazione dei prezzi, ma anche una presa di coscienza che la prospettiva degli utili futuri sarà sensibilmente diminuita per effetto dell’eliminazione degli incentivi.

Credimi, al momento non sono queste le occasioni che si nascondono nel mercato. 

Io e il mio team abbiamo già messo gli occhi su qualche titolo interessante che presto inseriremo in portafoglio.

Per sapere di che titolo si tratta e quando è il momento di comprarlo non devi far altro che entrare nella famiglia PascaProfit.

Per info 392 51 86 777. 

Al tuo successo.

Giuseppe

 

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