2 trappole da evitare quando incontri un titolo a basso prezzo

Tutti sul mercato siamo a caccia di “affari”.

 

Su cosa sia poi effettivamente un “affare” le opinioni sono molto contrastanti.

 

Per alcuni un affare è una azienda che ha un enorme potenziale di crescita, anche se al momento non ha ancora fatto un dollaro di utile, per altri invece un affare è un’azienda che al momento è prezzata ad un livello inferiore rispetto al proprio valore intrinseco.

 

Per chi, come me, è più vicino al cosiddetto “Value investing” trovare un affare significa andare a scovare un titolo che al momento è sottovalutato dal mercato, sapendo che nel tempo il prezzo salirà per uniformarsi al vero valore intrinseco dell’azienda.

 

Ma questo approccio apre la strada ad un altro problema: Quand’è che possiamo effettivamente dire che un’azienda è sottovalutata?

 

Infatti non è sufficiente che un’azienda presenti dei multipli bassi per avere la certezza che quel titolo sia effettivamente sottoprezzato.

 

D’altronde, come ho già scritto qualche tempo fa in un articolo, se bastasse fare due semplici divisioni per trovare le aziende migliori da acquistare, chiunque fosse in possesso di una calcolatrice diventerebbe immensamente ricco.

 

La realtà è molto più complicata di così ed è sempre bene ricordare l’immortale frase del mitico Warren Buffett: “È meglio comprare un business meraviglioso ad un prezzo equo piuttosto che un business discreto ad un prezzo meraviglioso”.

 

Quindi quando un prezzo è eccessivamente basso è sempre bene prendersi un po’ di tempo per capire il perchè questo accade, evitando di fiondarsi immediatamente ad acquistarlo temendo di perdere l’occasione della vita.

 

La fretta è sempre una cattiva consigliera, specie se stiamo parlando di investimenti a lungo termine, infatti sono molte le trappole in cui si rischia di cadere se non si analizza la situazione con il giusto approccio.

 

In particolare, tra le tante, oggi ti voglio parlare di 2 trappole nelle quali si può cadere quando si incontra un azienda che ad un primo sguardo potrebbe apparirci sottovalutata.

 

La prima trappola è non chiedersi se l’azienda sta soffrendo per una flessione ciclica o strutturale?

 

E’ chiaro che essere nel primo o nel secondo caso fa tutta la differenza del mondo, perché se la flessione è ciclica possiamo ragionevolmente pensare che la società ritorni a fare utili e di conseguenza i prezzi ritornino a salire, ma se la flessione è strutturale il discorso si fa molto più complicato.

 

Attenzione però a non fare l’errore di prendere questa cosa come un dogma, infatti se è vero che una azienda appartenente ad un settore che sta avendo un calo ciclico sia da preferire rispetto ad una azienda che sta avendo un calo strutturale è altrettanto vero che questa non è un regola scritta sulla pietra.

 

Un classico esempio potrebbe essere un titolo legato all’editoria. E’ evidente che con l’avvento di internet il settore abbia subito una crisi strutturale, ma non per questo tutti i titoli legati a questo comparto falliranno, ed anzi chi sopravviverà potrà essere molto più forte, in quanto riuscirà a mangiare quote di mercato delle aziende più deboli.

 

Come del resto quando si verifica un calo nel settore siderurgico posso aspettarmi che ci sarà una crescita in futuro, visto che il mondo avrà sempre bisogno di acciaio, ma questo non vuol dire che tutte le aziende del settore si riprenderanno.

 

Il punto è che riuscire a scegliere chi primeggerà in un settore in crisi è molto difficile ed i margini di errore sono molto ampi ed è per questo che ti sto dicendo di fare attenzione a questo aspetto.

 

L’altra trappola nella quale si rischia di cadere se non si analizzano le cose per bene è porre poca attenzione al livello di indebitamento.

 

Infatti finchè le cose vanno bene sostenere un determinato livello di indebitamento non costituisce grandi problemi, ma quando le cose cambiano è molto importante analizzare il debito per capire fino a quando l’azienda sarà in grado di resistere.

 

Molto spesso però si tende a sottovalutare questo aspetto limitandosi a valutare il debito solo nella situazione attuale, senza contare che il calo delle vendite potrebbe durare ancora a lungo.

 

Saper calcolare se un debito è sostenibile nel tempo è una delle cose più difficili e allo stesso tempo più importanti quando si decide di investire in una azienda con un indebitamento sopra la media.

 

Uno degli indicatori che utilizzo è l’Interest Coverage Ratio, che indica il numero di volte in cui il risultato operativo copre gli interessi sul debito. Si tratta quindi di un indicatore di solvibilità dell’impresa e che quindi allo stesso tempo indica la capacità di indebitamento dell’azienda.

 

Come vedi i particolari da guardare sono tanti, ma una volta che si entra nella giusta ottica investire in modo corretto è molto più semplice di quello che possa sembrare.

 

Se vuoi capire meglio quale tipo di approccio uso per investire nel mercato americano allora ti consiglio di partire dal mio libro “Battere il Benchmark – La prima Bibbia sugli investimenti nel mercato americano –

 

Clicca nel link qui sotto per avere una copia.

https://bit.ly/33JBCJS

 

Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

Firma


Vuoi continuare a leggere l’articolo?
Iscriviti subito a Editoriali Pascarella, è GRATIS
Iscrivendoti all’Editoriale Pascarella
avrai accesso a:
Sei già iscritto?

Lascia un commento

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli da non perdere

Attenzione all’India…

“L’India potrebbe superare il Regno Unito come quinto mercato azionario più grande del mondo entro il 2024”.  Sono queste le parole che arrivano direttamente da Goldman Sachs. L’India è da sempre uno tra i primi

Leggi Tutto »

Cerchi qualcosa?

Premi INVIO per avviare la ricerca.

Iscriviti per leggere
gli Editoriali Pascarella
E' gratis, per sempre...

Accedi a Pascaprofit