Apple ha bruciato 532 miliardi in 12 sedute, cosa sta succedendo?

Il gigante di Cupertino nelle ultime 12 sedute di borsa ha perso ben il 22,6% bruciando 532 miliardi di dollari di capitalizzazione.

 

Il titolo dopo aver fatto registrare il 2 settembre il massimo di tutti i tempi scambiando a 137,98 dollari per azione, ha chiuso venerdì scorso a 106,84 dollari.

 

I numeri appaiono pesanti e non stupisce che i giornali stiano insinuando che il colosso guidato da Tim Cook non si trovi in acque tranquille.

 

Ma è poi così vero?

 

Come sempre val la pena vedere le cose da una prospettiva più ampia cercando di contestualizzare ciò che è successo dal 2 settembre ad oggi.

 

Innanzitutto è bene non dimenticare che solo ad agosto il titolo è salito del 21,4% e che tale salita sia stata dovuta in gran parte allo split 4:1 annunciato il 30 luglio.

 

Infatti, ad essere più precisi, dal 30 luglio al 2 settembre il titolo è cresciuto, per effetto di questo split, di oltre il 46%.

 

Una salita di questa portata messa a segno in poco più di un mese ha lasciato non poco perplessi quasi tutti gli analisti, perchè di per sè lo split non migliora in nessun modo i fondamentali dell’azienda e di conseguenza il suo valore intrinseco.

 

Semplicemente quando si applica una split si aumenta il numero di azioni – in questo caso da 1 a 4 – ma contemporaneamente si diminuisce il prezzo per lo stesso rapporto.

 

Ad esempio il 24 agosto, quando lo split è diventato operativo, il prezzo delle azioni Apple è passato da 513,16 dollari a 128,29, ovvero 513,16 diviso 4.

 

Ma, è bene ripeterlo, la capitalizzazione è rimasta la stessa e quindi questa mossa non ha in nessun modo inciso sulla capacità di Apple di fare utili.

 

Semplicemente diminuendo il valore delle azioni se ne è facilitato lo scambio, infatti anche gli investitori meno capitalizzati possono ora permettersi di acquistare una azione, visto che costa 4 volte meno.

 

Alla luce di questi numeri il calo, seppur violento, può essere visto come un semplice riequilibrio di una salita che non poggiava su elementi concreti.

 

Del resto Apple non è stato l’unico titolo a rifiatare dopo una poderosa crescita, infatti l’indice Nasdaq ha perso il 10% dai massimi e anche altri colossi come Amazon Netflix e Google – solo per citarne alcuni – hanno subito importanti prese di beneficio.

 

Ecco perchè questo calo va contestualizzato e non significa affatto che Apple abbia perso la capacità di fare utili.

Tuttavia, come dico sempre non bisogna mai dare nulla per scontato quando si analizza un titolo ed è bene andare a fondo a 360 gradi.

 

Ed infatti, a ben vedere, anche se questo calo non è di per sé un segnale che Apple abbia dei grossi problemi, va comunque detto che qualche motivo di preoccupazione potrebbe esserci.

 

Ad esempio la presentazione dei nuovi prodotti di settembre – la prima del 2020 – sembra non aver riscosso particolare successo.

 

L’azienda ha annunciato martedì una serie di nuovi hardware e alcuni software aggiornati, tra cui l’Apple Watch Series 6, l’iPad Air, un servizio di fitness e un pacchetti di servizi chiamato Apple One.

 

Quello che ha deluso è che Apple non ha annunciato alcun nuovo iPhone. Inoltre, non si è parlato del collegamento, molto atteso, tra l’hardware dell’iPhone e l’Apple One, che avrebbe reso questo prodotto molto più attraente, come rilevato da Toni Sacconaghi, analista senior della ricerca di Bernstein.

 

Come riporta Cnbc, Sacconaghi ha definito l’evento “relativamente poco entusiasmante”, sostenendo che Apple dovrebbe cercare di raggruppare in modo più creativo il suo hardware + servizi in pacchetti di abbonamento integrati.

 

Basta un evento andato male per togliere al titolo 532 miliardi di capitalizzazione?

 

Ovviamente no, ma certamente anche questo ha inciso, soprattutto in un mercato fortemente instabile come quello che stiamo vivendo a causa del CoronaVirus.

 

Senza dimenticare che le tensioni Usa Cina sono sempre più forti e l’epilogo del caso Tick Tock potrebbe avere ripercussioni anche su Apple che potrebbe essere il primo bersaglio cinese in caso di ritorsioni.

 

Insomma come sempre i motivi per tenere gli occhi aperti non mancano ma se mi conosci da un po’ sai bene cosa penso di Apple…

 

A mio avviso è una azienda straordinaria che si è costruita nel tempo un fossato economico importante e questi cali sono più da vedere come opportunità che non come motivi di preoccupazione.

 

Fermo restando che questo non è assolutamente un consiglio di acquisto, infatti come spiego nel mio libro Battere il Benchmark sono i 5 gli step che deve passare un titolo prima di entrare a far parte di un portafoglio, e chiaramente quando questo succede è una informazione che riservo solo ai miei clienti.

 

Tra l’altro se vuoi sapere qualcosa in più del mio metodo e vuoi conoscere tutta la mia storia adesso è certamente il momento giusto, infatti ho deciso di fare la classica offerta che non si può rifiutare e per avere il mio libro dovrai solo pagare le spese di spedizione.

 

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Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

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