Che giugno ci aspetta sui mercati finanziari?

Conosco un metodo infallibile per non sbagliare una previsione.

Non farla!

Ovviamente questa frase non è mia, ma la condivido in pieno.

Lo ripeterò fino alla nausea, i mercati non si prevedono, si analizzano.

Quindi se ti aspetti che ti dica cosa farà il mercato a giugno probabilmente hai sbagliato articolo, tuttavia, se avrai la pazienza di leggere fino alla fine vedrai che troverai parecchi spunti interessanti, o almeno me lo auguro.

Si è appena chiuso un mese altalenante con gli indici che hanno avuto una chiusura contrastata, come amano dire i giornalisti televisivi quando annunciano i dati del mercato americano e si verifica una discrepanza tra S&P 500 e Nasdaq.

Infatti l’S&P è aumentato di mezzo punto percentuale e il Dow è aumentato dell′1,9%. Lo small cap Russell 2000 è rimasto piatto, in rialzo dello 0,1%, e il Nasdaq, ad alto contenuto tecnologico, è sceso dell′1,5%.

E a giugno cosa ci aspetta?

Intanto iniziamo col dire che Giugno, storicamente, non è mai un gran mese per il mercato, tanto che,  negli ultimi 20 anni, il Dow Jones ha perso in media lo 0,7%, chiudendo in negativo ben il 60% delle volte durante questo mese.

Come sai non faccio molto caso a queste cose, tanto è vero che se allarghiamo lo sguardo agli ultimi 50 anni anche giugno ha una performance positiva dello 0,12% con un 52% di chiusure positive.

Tuttavia, come detto, l’obiettivo non prevedere se sarà un mese positivo o negativo ma piuttosto cercare di capire quali potrebbero essere i possibili driver di mercato.

Certamente bisognerà fare attenzione al dato sull’occupazione.

Dopo il dato piuttosto deludente di maggio con soli 266.000 posti di lavoro aggiunti ad aprile, quindi ben al di sotto delle attese, c’è molto interesse intorno al dato di giugno che registrerà l’andamento di maggio.

Le aspettative degli analisti sono per una crescita di 674.000 nuovi posti di lavoro, vedremo se i dati, che usciranno venerdì, saranno all’altezza delle aspettative.

Sarà molto interessante vedere anche la reazione dei mercati, sia di fronte ad uno scenario positivo che ad uno negativo.

D’altronde il pessimo dato di maggio è stato assorbito piuttosto bene dal mercato, che dopo uno sbandamento iniziale è riuscito a riprendere la via del rialzo chiudendo, almeno per Dow Jones e S&P 500, in territorio positivo.

Tuttavia difficilmente il mercato potrà prendere senza preoccupazione un dato deludente  sull’occupazione per due mesi consecutivi, quindi venerdì è bene tenere gli occhi aperti.

Ovviamente tenere gli occhi aperti non significa che in caso di un dato negativo bisogna immediatamente vendere.

Io sconsiglio sempre di comprare o vendere sulle reazioni emotive di una uscita dei dati, le probabilità di commettere degli errori sono altissime.

Tanto più che le valutazioni vanno sempre fatte sulle singole azioni che hai in portafoglio e mai sugli umori totali del mercato.

Quindi il dato dei Non Farm Payroll di venerdì va certamente monitorato, ma qualsiasi cosa succeda, calma e sangue freddo: mi raccomando.

Poi non sono solo i dati sull’occupazione che determineranno gli andamenti di giugno.

L’altro driver sarà senza dubbio l’inflazione.

Anche qui veniamo da un dato non esaltante sul PCE USA (personal consumption expenditure) . – Ne ho parlato in modo approfondito nell’analisi di ieri che puoi leggere qui.-

Ma a ben vedere sono almeno sei settimane che i dati sull’inflazione battono le stime al rialzo testimoniando una inflazione più alta del previsto.

I mercati e la Fed al momento non sono preoccupati e considerano questo aumento dell’inflazione transitorio, tuttavia un nuovo dato nettamente peggiore delle stime potrebbe cambiare la visione generale, anche se attualmente non me lo aspetto.

Per rimanere sui dati statistici è interessante una ricerca fatta da un analista americano e riportata da CNBC che ha misurato dal 1989 ad oggi cosa ha fatto il mercato in cui PCE USA è rimasto sopra all’obiettivo del 2% fissato dalla Banca Centrale statunitense (FED).

La ricerca ha evidenziato che nei mesi dove PCE è rimasto sopra l’obiettivo si è registrato un calo medio dell’1,6%.

In quei mesi, sempre secondo la ricerca, il mercato tende a sovraperformare i settori più con i settori più difensivi come quello, ad esempio, dell’assistenza sanitaria e a sottoperformare tutti i titoli legati al settore della tecnologia.

Ovviamente queste sono stime medie, tanto è vero che il mese scorso è successo proprio l’inverso.

Il PCE è rimasto sopra le stime ma il mercato è cresciuto ed i tecnologici hanno fatto bene.

Ecco perchè dico che queste ricerche sono interessanti ma non vanno mai prese per verità assolute.

Anche se è faticoso la cosa migliore da fare è sempre quella di analizzare le singole aziende per vedere quelle che il mercato al momento sta sottoprezzando malgrado abbiano tutte le caratteristiche per far bene in futuro.

Ti posso garantire che se sai dove guardare le occasioni a Wall Street non mancano mai.

Se vuoi sapere quali sono le prossime perle sulle quali investirò io stesso non devi far altro che mandare un messaggio allo 3925186777 ed un mio collega, senza impegno, ti spiegherà come entrare a far parte della grande famiglia di Pasca Profit.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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