Come hanno fatto gli Azzurri di Italia 90 a ottenere un rendimento del 400%?

Questa storia ha dell’incredibile e, a suo modo, è un bel insegnamento su come si devono affrontare gli investimenti.


La notizia era su tutti i giornali, ma nel caso tu te la fossi persa te la riassumo brevemente.


Siamo nel 1990 e la nazionale italiana sta rifinendo la preparazione per i mondiali che da lì a poco si sarebbero giocati proprio in Italia. 


Azelio Vicini, il commissario tecnico di allora, scelse come sede del ritiro Marino, una piccola cittadina vicino Roma, dove gli azzurri avrebbero dovuto giocare il girone eliminatorio.


Il sindaco di allora, per ringraziare gli azzurri, decise di regalare a tutti i componenti della spedizione italiana un lingottino d’oro di 25 grammi con inciso il nome di ogni giocatore e di ogni dirigente.


Giulio Santarelli, così si chiamava il sindaco, si immaginava di consegnare i lingotti in pompa magna organizzando una cerimonia in comune con tanto di ricaduta mediatica positiva per il suo mandato.


Tutto molto bello, se non fosse che mister Vicini odiava ogni tipo di distrazione e quindi impedì agli azzurri di partecipare alla cerimonia.


Ne nacque un caso politico, con il sindaco che si lamentò nelle alte sfere della politica nazionale, ma non ci fu nulla da fare, Vicini fu irremovibile e così i lingotti non vennero mai consegnati ma furono depositati in una cassetta di sicurezza in una banca del luogo.


Col passare del tempo nessuno pensò più a quei lingotti, complice anche il fatto che l’avventura azzurra ai mondiali del ‘90 non finì nel migliore dei modi, infatti perdemmo ai rigori nella semifinale contro l’Argentina di Maradona.


Qualche mese fa però tutta la vicenda, dopo 30 anni esatti, è tornata alla ribalta. Infatti il sindaco di allora ha raccontato questa storia ad un giornalista destando la curiosità  dell’attuale sindaco di Marino, Carlo Colizza, che ha voluto vedere che fine avevano fatto quei lingotti.


E, incredibile ma vero, dopo tutti questi anni i lingotti erano ancora nella cassetta di sicurezza della banca dove erano stati “parcheggiati” 30 anni fa.


Si tratta di 50 lingotti da 25 grammi ovvero 1 kg e 250 grammi di oro. 


Mentre scrivo, alle 9 di questo 11 di agosto, il Sole24Ore riporta per l’oro un prezzo al grammo in euro di 54,85, quindi stiamo parlando di un tesoretto di quasi 70.000 Euro.


Ora non è noto cosa ci faranno con questo oro, il sindaco vorrebbe fare un referendum per decidere se darlo agli azzurri oppure usarlo per altri scopi, ma ovviamente la cosa non mi compete.


Quello che è invece interessante è trarne un insegnamento per i nostri investimenti.


Infatti, ponendo il caso che l’oro venga restituito ai giocatori della nazionale, ogni azzurro avrebbe realizzato un rendimento del 401,47%, ovvero un 5,47% annuo.


Direi un risultato di tutto rispetto.


Il calcolo è ovviamente una stima, infatti non sappiamo quanto effettivamente fu pagato l’oro, ma grazie ai calcoli del mio analista Marco, posso dirti che la cifra è molto vicina alla realtà.


Comunque non è l’esattezza del calcolo che ci interessa ma il ragionamento che sta dietro.


Infatti a prima vista questa vicenda sembrerebbe uno spot per lo stile di investimento buy and hold, ovvero comprare un asset e tenerlo per lungo tempo.


Il lungo periodo premia sempre e dopo 30 anni l’investimento in oro si è moltiplicato per 4 volte.


Sul fatto che il lungo periodo premia sempre sono perfettamente d’accordo, il punto però è: quanto deve essere lungo questo periodo?


E’ veramente possibile tenere un investimento per 30 anni senza toccarlo a meno che non ci si dimentichi di averlo, proprio come nel caso dell’oro degli azzurri?


Perchè il punto è tutto qui.


Fare buy and hold puro non è così semplice come sembra.


Se gli azzurri avessero saputo di avere questi lingotti li avrebbero tenuti anche dopo che il prezzo si era più che raddoppiato? E avrebbero tenuto duro durante le cadute in picchiata che il prezzo dell’oro ha avuto in questi 30 anni?


Perchè ritrovare in un cassetto un libretto di 30 anni prima contenente delle azioni che si sono rivalutate di 5 o 6 volte è molto bello, ma quello non è un investimento è solo una botta di fortuna.


Torniamo un attimo all’oro degli azzurri ed immaginiamo che il loro fosse stato un vero investimento e non un regalo…


Cosa sarebbe successo se invece di controllare dopo 30 anni avessero guardato le quotazioni dopo solo 10 anni, che non può certo considerarsi un periodo breve.


Beh, gli azzurri si sarebbero accorti di aver perso circa il 30% del capitale investito, a quel punto secondo te avrebbero tenuto duro?


Investire guardando al lungo periodo non vuol dire tenere un asset per l’eternità, questo è possibile solo se non sai di averlo.


Ecco cosa può insegnarci questa storia.


Non ha senso investire e mantenere l’investimento qualsiasi cosa succeda, il lungo periodo aiuta ma non è di per sé garanzia di successo.


Nel mio portafoglio ho inserito delle azioni evergreen che, nei miei piani, manterrò nel portafoglio vita natural durante. Ma questo non vuol dire che non analizzo più queste aziende limitandomi a lasciar passare il tempo qualsiasi cosa succeda.


L’approccio giusto è quello di monitorare periodicamente la posizione per capire se le condizioni che mi hanno spinto ad inserire il titolo in portafoglio sono ancora valide.


Se le cose sono cambiate e la mia analisi non è più valida devo fare solo una cosa: uscire dall’investimento. E questo non dipende dal fatto che l’azione sia in guadagno od in perdita, ma dipende dalle potenzialità future dell’azienda in relazione al prezzo.


Posso tenere in portafoglio una azienda che ha perso il 40% perchè la mia analisi mi dice che le prospettive di crescita sono intatte ed il calo di prezzo è dovuto solo a fattori esogeni, come posso vendere una azione che mi ha dato solo un +10% se capisco che non ci sono più le condizioni per vedere le prospettive di crescita che mi ero prefigurato.


Quello che fa la differenza è analizzare il presente e proiettarlo nel futuro.


Se vuoi avere al tuo fianco un team di professionisti che ti aiuti a farlo manda un whatsapp al 392 5186777, un mio analista ti contatterà e partendo dalla tua situazione personale ti mostrerà, senza impegno, qual è per te la via migliore per iniziare ad investire in modo semplice e profittevole nel mercato migliore del mondo, ovvero la borsa americana.

Senza dover fare analisi noiose o vivere con la paura di aver sbagliato a scegliere il titolo acquistato, ma dovrai semplicemente replicare le scelte fatte da un team di professionisti che da più di 10 anni batte con costanza il mercato, ottenendo rendimenti superiori alla media.

Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

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