Come proteggersi dai crolli del mercato -Parte 3-

Ed eccoci arrivati alla terza ed ultima parte di questo PascaDaily a puntate.

Perdonami la lunghezza ma è certamente un argomento che merita di essere approfondito.

Infatti, giorni fa, alle prime avvisaglie di un crollo dei mercati sono stato subissato dalla fatidica domanda…

Come faccio a proteggermi da un crollo del mercato?

Bè nella prima puntata ci siamo detti che non è possibile prevedere il mercato, quindi non ti puoi proteggere sperando di capire prima quando è ora di uscire, l’unico modo è mettere in atto due contromisure che possono essere determinanti in caso di crollo.

Ovvero mettere in portafoglio aziende con un ampio margine di sicurezza e tenere parte del portafoglio liquido per approfittare delle occasioni nel momento in cui il crollo si verifica.

Nella seconda puntata abbiamo approfondito il tema del margine di sicurezza, e in questa terza invece, come promesso, entriamo un po’ più nello specifico del tema liquidità.

Quanta parte del portafoglio è giusto tenere liquida?

Mi dispiace deluderti, ma questa domanda non può avere una riposta precisa.

Non esiste, e non esisterà mai, una formula in grado di dirti qual’è la percentuale perfetta da tenere in portafoglio.

Chi dice di averla trovata ha la stessa credibilità di chi millanta di sapere i numeri che usciranno sulla ruota di Venezia alla prossima estrazione del lotto.

Tuttavia una cosa è certa, avere una parte di portafoglio liquido è una cosa utile.

Almeno secondo noi di PascaProfit, perchè a dire la verità su questo argomento anche gli investitori migliori al mondo hanno visioni discordanti.

Mi riferisco ai due giganti degli investimenti come Ray Dalio e Warren Buffett che appunto sembrano avere visioni opposte.

Il primo, all’inizio del 2020 aveva dichiarato che: “ Cash is trash”, quindi tenere una parte del portafoglio liquida equivale a buttare via i soldi.

Mentre l’Oracolo di Omaha, all’opposto, negli ultimi anni ha accumulato una quantità enorme di liquidità, lasciando non poco sorpresi tutti i suoi seguaci.

Se riportassimo le lancette dell’orologio ai primi giorni del 2020 sicuramente troveremo più investitori disposti a dar ragione a Ray che non a Warren.

Infatti le borse hanno continuato a salire, macinando record su record in tutte le piazze mondiali, regalando ottimi rendimenti a chi aveva puntato sulle azioni e lasciando con un sacco di rimpianti chi era rimasto liquido e vedeva una parte di capitale stare ferma senza dare nessun guadagno.

Tuttavia, se invece di tornare indietro fino a gennaio 2020, tornassimo solo fino a marzo 2020, potremmo facilmente vedere che le parti si sarebbero invertite.

Infatti a marzo i mercati sono crollati e chi aveva una parte di liquidità poteva disporre di risorse fresche per investire in titoli dal grande potenziale di crescita, mentre chi era investito al 100% si stava amaramente leccando le ferite.

Va da sè che in quella situazione chi aveva agito come il vecchio Warren si trovava in una posizione di vantaggio anche se, a onor del vero, bisogna dire che Buffett ha comunque deciso di rimanere liquido.

Quindi, cosa è giusto fare? Meglio Ray o meglio Warren?

Bè in finanza non c’è mai una risposta definitiva, figuriamoci su di un argomento dove due mostri sacri di questo calibro la vedono in modo opposto.

Tuttavia, l’esperienza mi ha insegnato che tenere parte di portafoglio liquido è, nella maggior parte dei casi, la cosa migliore da fare.

Il mercato è imprevedibile, non sai mai quando ti offrirà su di un piatto d’argento una occasione d’oro, quindi tenere una parte di capitale libera per poter prendere al volo queste occasioni non è a mio avviso sbagliato.

Opero sui mercati dalla fine del secolo scorso e di crolli ne ho visti parecchi, posso garantirti che avere una parte di portafoglio liquida mi ha aiutato parecchio in quei momenti.

Quindi credimi, come ti ho detto sin dal primo articolo, questo mi sembra un ottimo dispositivo per proteggersi dai crolli.

Il difficile piuttosto è stabilire quanta parte tenere liquida ed in che modo.

Qui non ci sono ricette uniche, molto dipende dal tipo di portafoglio che costruisci.

Se hai un portafoglio con robusti titoli value e il giusto tocco di titoli growth posso dirti che un 5% di liquidità è sufficiente per poter sfruttare alcune occasioni e riprendersi più velocemente dai crolli.

Come, sempre per esperienza, posso dirti che è una buona scelta bilanciare il portafoglio con etf sull’oro o sui Treasury statunitensi che possono darti lo stesso vantaggio della liquidità, in quanto -di norma- quando il mercato crolla loro mantengono il loro valore, permettendoti di smobilizzarli alla fine del crollo per avere le giuste risorse da investire nelle occasioni che si saranno venute a creare a seguito di un repentino calo dei prezzi.

Qui però entriamo troppo nel tecnico e non vorrei confonderti le idee.

L’importante è che tu sappia le regole generali che ti ho spiegato, poi per l’applicazione pratica è sempre bene affidarsi ad un consulente indipendente che si dedichi solo ai tuoi interessi.

Grazie al cielo in giro di consulenti bravi, non al soldo delle banche, ce ne sono parecchi, ma non ti nego che se tu ti vorrai affidare ai consigli del team di Pascaprofit io non posso che essere felice ed accoglierti a braccia aperte.

Se vuoi entrare a far parte della grande entrare nella grande famiglia di Pasca Profit non devi fare altro che mandare un messaggio allo 392 51 86 777. Un mio collega ti richiamerà e senza impegno ti spiegherà come anche tu puoi iniziare a guadagnare investendo, in tutta semplicità, nel mercato più grande e profittevole al mondo, ovvero il mercato Americano.

Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

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