Conviene comprare i migliori titoli del listino?

Quante volte mi viene chiesto: ma Beppe perchè non compri il tal titolo che ha già fatto il 500%, cosa aspetti a metterlo in portafoglio? Vuoi perdere il treno del tutto?

L’esempio classico di questi mesi è stato Zoom, la piattaforma di riunioni virtuali che con la pandemia è esplosa.

Lo dico sempre, del senno di poi sono piene le fosse, se avessi la capacità di vedere nel futuro probabilmente non starei nemmeno qui a scrivere questo articolo, ma sarei a fare il giro del mondo sul mio mega Yacht da 40 metri.

Ma per me investire significa fare scelte oculate per il futuro, non tentare la fortuna acquistando titoli che forse esploderanno al rialzo.

La mia azienda ha all’interno un team di analisti splendido e noi ogni scelta che prendiamo la facciamo in base ad una strategia che ha prodotto extrarendimenti in passato e che quindi li possa produrre anche in futuro.

Lo so anch’io che andare sulle montagne russe è molto più divertente che andare sul brucomela, ma ti posso garantire che se starai sulle montagne russe per troppo tempo alla fine il tuo stomaco non reggerà e tu ti sentirai molto male.

E’ per questo che ogni scelta che prendiamo è basata su degli studi molto accurati.

Certo è vero che se una strategia ha prodotto extrarendimenti in passato non è certo al 100% che continui a produrli in futuro, ma è sicuramente vero che se una strategia non ha funzionato in passato è quasi impossibile che inizi a farlo in futuro.

Ma cosa c’entra tutto questo con la domanda iniziale?

C’entra eccome, infatti la risposta al perchè non inseguo i titoli che hanno fatto performance eccezionali risiede in uno studio molto accurato che ha fatto il mio ottimo analista Marco – una delle menti più analitiche che conosca –  studio che tra l’altro è stato presentato ieri da Nicola nella diretta Facebook. 

Cosa ha fatto Marco per ricercare se c’era una qualche utilità nell’acquistare i titoli migliori del listino?

Molto semplice, ha preso i 24 titoli che negli ultimi 5 anni hanno fatto le migliori performance, solo però tra quelli che hanno una capitalizzazione superiore ai 300 milioni.

Poi è andato a calcolare cosa avrebbero fatto nell’anno successivo e così via via per tutti gli anni del test.

Il test è stato fatto dal 2008 ad oggi. 

Quindi ricapitolando funziona così: il primo gennaio 2008 si selezionano i 24 titoli che dal 1 gennaio 2003 al 1 gennaio 2008 hanno fatto meglio e li si tiene per un anno, poi si registrano le performance.

Al primo gennaio 2009 si cambia il portafoglio, inserendo i 24 titoli che hanno fatto meglio dal 1 gennaio 2004 al 1 gennaio 2009…

e così via fino al 2020.

Beh lasciami dire che il risultato è stato piuttosto deludente.

Infatti il rendimento di una portafoglio gestito in questo modo è stato inferiore al benchmark, ovvero è stato inferiore al rendimento dell’S&P 500.

Infatti l’S&P 500 dal 2008 ad oggi ha reso in media il 8.7% all’anno mentre questo ipotetico portafoglio ha reso solo il 7%.

La differenza potrebbe sembrarti piccola ma se la moltiplichi per tutti i 12 anni del test ha il suo peso e comunque quello che rende la strategia di acquistare i migliori titoli del listino poco convincente, è il fatto che il portafoglio con i migliori degli ultimi 5 anni si è rivelato più rischioso e più volatile.

Rischio e volatilità sono due variabili molto importanti quando si valuta un investimento e guadagnare di meno rischiando di più, converrai con me, è veramente una pessima idea.

Per darti un riferimento numerico il beta è stato di 1.24 e la volatilità -misurata in termini di deviazione standard- è stata del 33% contro solo il 16.5% dell’intero indice. Quindi in sostanza il portafoglio dei migliori titoli è stato quasi volatile il doppio.

Lasciami spendere due parole velocissime sul beta. Non mi addentro sul calcolo perchè ci porterebbe troppo lontano, ma viene usato per misurare il rischio rispetto al benchmark ovvero all’indice di riferimento. 

Quindi si assume che il benchmark – in questo caso l’ S&P 500 – sia 1 e se il portafoglio risulta maggiore di 1 significa che è più rischioso, se il beta è inferiore ad 1 è meno rischioso.

Quindi il fatto che il portafoglio dei migliori degli ultimi 5 anni abbia registrato un beta di 1,24 significa che l’investimento è risultato più rischioso rispetto all’indice.

Fin qui tutto chiaro, comprare i migliori sul listino non è conveniente.

Ma già le sento le voci di quelli che dicono: ma nooo, 5 anni sono troppi, bisogna calcolare i migliori su di un periodo più breve.

Tranquilli, Marco l’ha fatto.

Ha eseguito lo stessa simulazione, quindi ha selezionato i migliori 24 titoli tra quelli a capitalizzazione superiore ai 300 milioni e li ha tenuti per un anno.

Stavolta però invece di considerare i migliori degli ultimi 5 anni ha considerato i migliori degli ultimi 6 mesi.

Le cose però non sono affatto migliorate. Ancora una volta il portafoglio dei migliori ha avuto un rendimento peggiore, 1% medio annuo – contro 8.7% dell’S&P 500 – un rischio maggiore con un beta di 1.51 ed anche una volatilità più alta, ovvero 33% contro il 16.5% dell’ S&P 500.

Ancora una volta la strategia di comprare i migliori sul listino non avrebbe pagato.

Ma mi sembra di sentire ancora delle voci che mormorano: ma noo, bisogna ruotare i titoli in portafoglio più spesso… tenerli un anno è troppo!

Tranquilli, Marco ha fatto anche questo!

Ha rifatto la simulazione, comprendo come sempre i 24 migliori titoli con capitalizzazione superiore ai 300 milioni che hanno ottenuto le performance migliori negli ultimi 6 mesi…

questa volta però ha aggiustato il portafoglio ogni 3 mesi, senza aspettare un anno prima di ricalcolare quali fossero i migliori da inserire.

Ma ancora una volta la strategia di comprare i titoli migliori del listino si è dimostrata perdente.

Rendimento medio annuo del 6% contro l’8.7% del S&P 500, beta 1,46 e volatilità 34%

Insomma, la possiamo girare come vogliamo, ma inseguire le mode, comprando i titoli che performano meglio non porta nessun extra rendimento, anzi l’unico effetto è quello di avere un rischio ed una volatilità maggiori.

Questo dicono i numeri, il resto sono chiacchere da bar.

E sia chiaro, non metto in dubbio che si possa fare soldi andando a prevedere quale sarà la prossima zoom nel 2021.

Se uno è capace di vedere nel futuro ha tutto il mio rispetto, tuttavia io mi dedico ad altro.

Io seguo la mia strategia che mi ha permesso di battere il benchmark con grande costanza, 7 volte negli ultimi 10 anni, anche se ormai potrei dire 8 volte negli ultimi 11, visto che anche in un anno così difficile il mio portafoglio premium è riuscito a far meglio del mercato.

Il segreto per ottenere rendimenti importanti è uno solo, saper scovare aziende con ottime prospettive di crescita ad un prezzo inferiore del loro reale valore.

E posso garantirti che di aziende del genere ce ne sono molte di più di quello che pensi.

Se vuoi conoscere le aziende che io ed il mio team abbiamo trovato con queste caratteristiche, non devi far altro che mandare un messaggio whatsapp allo 392 5186777 ed un mio collega ti spiegherà passo passo come puoi, in tutta semplicità, replicare i miei portafogli.

Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

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