Cosa è successo a Wall Street la scorsa settimana?

Oggi è lunedì e come ogni lunedì è bene volgere lo sguardo alla settimana appena conclusa per fare il punto di quello che è successo.

Il lungo periodo è l’orizzonte temporale giusto per far crescere i tuoi soldi in modo sostenibile e quindi non serve compulsare ogni momento il mercato per vedere cosa sta succedendo.

Tuttavia non è nemmeno possibile non curarsi mai di quello che ci succede intorno e preoccuparsi dei mercati solo una volta l’anno.

Così ho pensato che un riassunto settimanale potesse essere la misura giusta per aiutare chi mi segue a seguire i mercati senza stress.

Quindi, cosa è successo nell’ottava appena conclusa?

Settimana nervosa che però alla fine si è chiusa quasi invariata con Nasdaq -0.25%;

S&P500 -0.13%; Dow Jones Industrial Average -0.46%; Russell 2000 +0.41%.

Come vedi la volatilità non è mancata…

In particolare nella giornata di giovedì il mercato non hanno gradito le indiscrezioni secondo le quali Biden stia pensando di raddoppiare la tassazione sul capital gains, ovvero sui guadagni provenienti dalla borsa, solo però per i redditi superiori al milione di dollari.

Storicamente però l’aumento delle tasse non ha mai provocato un calo dei listini che infatti si sono ripresi prontamente.

Guardando ai settori possiamo vedere che la difficoltà mostrata dagli energetici nell’ultimo mese è continuata, anche se, è bene dirlo, non è stato l’unico settore sotto pressione.

 

Gli energetici però sono l’unico settore che risulta in negativo se guardiamo non solo all’ultima settimana di contrattazioni ma anche all’ultimo mese.

Tuttavia dall’inizio dell’anno rimane il settore nettamente più positivo, a riprova del fatto che i movimenti di breve termine vanno sempre esaminati con attenzione e prima di prendere decisioni affrettate è giusto chiedersi se la tendenza di fondo è cambiata veramente o c’è solo qualche colpo di vento più forte del solito.

Guardando invece in generale agli asset, la scorsa settimana  non ha dato informazioni particolarmente interessanti dove, tolte le materie prime ed il petrolio che rispettivamente aprono e chiudono la classifica, tutti gli altri asset hanno chiuso pressoché invariati.

Da notare però che l’azionario europeo ha fatto peggio di tutto il resto del mondo, con una campagna vaccinale che stenta ancora a partire come si deve.

Sul lato dei dati economici la settimana che ci siamo lasciati alle spalle ha continuato, negli States, a dare segnali ampiamente positivi, con le richieste di sussidi di disoccupazione, le vendite di nuove case e i PMI che sono risultati ampiamente sopra le attesa.

Tuttavia il mercato non si è scaldato più di tanto, a conferma che la robusta ripresa della locomotiva USA era già stata, con ogni probabilità, scontata dal mercato.

Questo vuol dire che ci troviamo di fronte ad un crollo?

Ovviamente no, anche se come ripeto spesso nelle mie dirette, qualche correzione sarà da mettere in conto, il fatto che tutta questa poderosa ripresa sia già stata prezzata dal mercato non significa affatto che ci troviamo di fronte al fantomatico scoppio della bolla.

La borsa per sua natura prezza sempre ciò che succederà tra qualche mese, quindi i prezzi dipenderanno in gran parte dalle aspettative sul futuro e non dalla presa d’atto del passato.

Lo stesso discorso vale per le trimestrali, che stanno per il momento andando benissimo, infatti ben l’85% delle società che fin qui hanno comunicato i risultati trimestrali hanno avuto riscontri migliori delle attese.

La prossima settimana sarà una settimana caldissima sul versante trimestrali con la discesa in campo dei grandi nomi come Microsoft, Apple, Google, Facebook, Amazon, Boeing, Caterpillar e McDonald’s.

Vedremo cosa succederà, ma sono convinto che, come già detto, il mercato abbia già ampiamente prezzato la ripresa, quindi almeno che non si verifichino dati veramente al di sopra delle attese è difficile che il mercato si faccia prendere dall’entusiasmo.

Il mercato per suo natura è sempre molto umorale, quindi nel breve periodo è quasi impossibile da prevedere. Diverso però è il discorso sul lungo periodo, dove i dati assumono un ottica diversa ed hanno certamente più valore.

Ecco perché con il mio team stiamo studiando senza sosta tutte le trimestrali che stanno uscendo, nelle pieghe di quei numeri ci sono indicazioni molto preziose per il medio e lungo periodo.

Se non hai tempo di stare a guardare tutti questi bilanci ma vuoi comunque sfruttare le grandi occasioni che offre il mercato americano puoi avvalerti del mio team di analisi seguendo i nostri portafogli modello.

Potrai investire con successo senza stare a fare noiose analisi e senza stare continuamente con la paura di sbagliare.

Manda un Whatsapp al numero 392 518 6777 ed un mio collega ti aiuterà, senza impegno, a capire qual’è la strada migliore per te.

 

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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