Cosa è successo la scorsa settimana a Wall Street?

Anche nella seconda settimana di aprile i mercati hanno macinato record su record con l’S&P 500 che ha chiuso a ridosso dei 4200 punti (4185,47 per l’esattezza) registrando un aumento settimanale del +1,37% e ritoccando i massimi assoluti di sempre.

Bene anche anche il Russel 2000 ed il Nasdaq, in generale possiamo certamente dire che sia stata un’altra settimana caratterizzata dall’appetito al rischio.

Ecco come si sono comportati i vari asset, con il petrolio nuovamente a guidare la classifica dei rendimenti.

Ritornando sull’S&P 500 tutti i settori hanno chiuso in positivo confermando l’ottimismo che regna sul mercato.

Ottimismo giustificato dagli ottimi macro arrivati in settimana. Oltre all’importantissimo dato sulla disoccupazione, di cui ho già parlato nel mio ultimo editoriale che puoi leggere cliccando qui, il mercato ha avuto modo di rallegrarsi grazie alle ottime trimestrali delle banche Usa e dai dati molto incoraggianti come le vendite al dettaglio e l’apertura dei nuovi cantieri.

Ma andiamo con ordine…

Partiamo dalle vendite al dettaglio che sono salite del +9,8% in marzo contro una attesa del 5,9%

Molto bene, come ti dicevo, anche gli Housting starts, ovvero l’apertura di nuovi cantieri che sono saliti del 19,4% il mese scorso.

Tornando alle banche statunitensi,  le trimestrali hanno evidenziato risultati nettamente al di sopra delle attesa, in alcuni casi in misura senza precedenti.

Dall’analisi dei dati si possono cogliere tre tendenze abbastanza marcate:

  • le banche approfittando dei mercati finanziari particolarmente favorevoli sono riuscite a fare profitti nettamente sopra le attese grazie al trading e all investment banking.
  • La parte commerciale ha sofferto la riduzione delle domande di finanziamento, dovute alle minor spese e ai maggiori risparmi che il nuovo stile di vita causato dai lockdown ha imposto alle famiglie.
  • Le banche hanno rilasciato riserve accantonate in precedenza per far fronte a perdite su crediti, cosa che tra l’altro lascia sperare che il mercato del credito non sia così deteriorato come poteva apparire un anno fa.

Da notare però che malgrado le ottime trimestrali l’indice delle banche ha chiuso pressoché invariato e questo è probabilmente dovuto al fatto che il mercato non ha particolarmente gradito che i maggiori utili del settore siano arrivati dal trading e dell’investment banking piuttosto che dal credito. Inoltre ha sicuramente pesato il calo dei rendimenti registrato la scorsa settimana, fattore al quale i rendimenti delle banche sono molto legati.

Calo dei rendimenti che a dire il vero ha stupito un po’ tutti, soprattutto alla luce dei crescenti timori di un rialzo dell’inflazione confermati dal dato sopra le attese dell’indice dei prezzi al consumo che ha registrato un rialzo del 2,6% rispetto ad un anno fa. 

Di norma inflazione al rialzo e dati economici forti portano i rendimenti al ribasso. Infatti quando l’economia va bene si tende a preferire asset più rischiosi rispetto alle obbligazioni e siccome il rendimento è inversamente correlato al prezzo…

…se le persone vendono obbligazioni per comprare azioni il prezzo delle obbligazioni scende e se il prezzo scende il rendimento sale.

Tutto questo però la settimana scorsa non è successo, come possiamo vedere dal grafico.

Ora la domanda è: perché i rendimenti sono calati se l’economia va bene e l’inflazione tende a salire?

La risposta è un po’ complicata e non ha nulla a che fare con l’economia ma piuttosto con i giochi speculativi del mercato. Infatti siccome il rialzo dell’inflazione era ampiamente atteso, molto investitori avevano accumulato delle posizioni corte sui treasury ed ora si sono dovuti ricoprire, per farlo naturalmente hanno dovuto ricomprare le obbligazioni che precedentemente avevano venduto allo scoperto.

Questo ha causato un aumento della domanda dei Treasury che naturalmente ha portato ad un aumento dei prezzi con conseguente diminuzione dei rendimenti.

Si sà, il mercato alle volte si muove in modo bizzarro, ma non non ci dobbiamo far prendere da questi movimenti tecnici di breve respiro e dobbiamo mantenere l’attenzione sempre sul lungo periodo.

Come ho già detto a chiusura del mio editoriale, al netto di qualche battuta d’arresto lungo la strada, rimango fiducioso sul secondo semestre. Le notizie positive sono sempre più numerose di quelle negative.

Il boom post pandemia americano è appena cominciato, io ed il mio team di analisti siamo costantemente alla caccia delle occasioni migliori.

La bella notizia è che anche tu puoi avvalerti delle nostre analisi entrando a far parte del club di investitori che da anni guadagnano seguendo i miei portafogli. Manda non un whatsapp al numero 392 5186777  ed un mio collega ti spiegherà come seguire i miei portafogli modello.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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