Cosa è successo sui mercati la scorsa settimana?

Come ogni lunedì eccoci alla nostra consueta analisi settimanale.

La seconda settimana di marzo ha avuto un unico protagonista, le dichiarazioni del Presidente della FED – la Banca Centrale statunitense – che ha parlato giovedì.

Il mio parere sulle parole di Powell l’ho già scritto su facebook ma ci tengo a ribadirlo qui, perchè è il tema cardine su cui si deve basare l’analisi della scorsa ottava.

La Federal Reserve ha mantenuto le sue politiche identiche e ha promesso di mantenerle fino a quando l’economia statunitense non si riprenderà ulteriormente dagli effetti della pandemia di coronavirus, evidenziando che le prospettive di crescita sono buone.

Continueranno ad acquistare almeno 120 miliardi di dollari al mese di TBond e titoli garantiti da ipoteca fino a quando non saranno compiuti “ulteriori progressi sostanziali”.

I funzionari si aspettano anche una crescita economica più forte, un’inflazione più elevata e una disoccupazione inferiore nel 2021 rispetto a dicembre. La loro proiezione ha mostrato che il PIL degli Stati Uniti è cresciuto del 6,5% nel 2021, rispetto alle aspettative di dicembre del 4,2%. Si aspettano che la disoccupazione scenda al 4,5% entro la fine dell’anno, dal 6,2% di febbraio.

Per quanto riguarda l’inflazione si aspettano che acceleri al 2,4% nel 2021, rispetto a una proiezione di dicembre dell’1,8%. Ma si aspettano che l’inflazione rallenti al 2% nel 2022 e al 2,1% nel 2023, riflettendo le aspettative che la ripresa delle pressioni sui prezzi quest’anno sarà temporanea.

Continueranno ad aspettare per iniziare ad aumentare i tassi fino a quando l’inflazione raggiungerà il 2% e si prevede che supererà leggermente quel livello per qualche tempo. Non hanno detto esattamente quanto in alto o per quanto tempo avrebbero permesso all’inflazione di superare il 2%.

Tutto nella norma, la FED ha chiaramente indicato che ci sarà un’aumento dell’inflazione ma questo non la preoccupa. E’ importante che abbia cominciato a piazzare paletti.

Non siamo preoccupati, ci aspettavamo una Fed ancora accomodante e così sarà.

Come hai visto ho chiuso la mia analisi dicendo che noi di PascaProfit non siamo preoccupati per le parole di Powell, l’ho detto e lo ribadisco.

Ma allora perchè il mercato l’ha presa così male?

Infatti se fino a giovedì il mercato non faceva salti di gioia ma era comunque positivo, dopo le dichiarazioni della Fed tutti gli indici hanno girato in negativo, chiudendo la settimana con un rosso generalizzato.

Ecco i movimenti dei principali indici americani

Nasdaq -0.79%

S&P500 -0.77%

Dow Jones Industrial Average -0.46%

Russell 2000 -2.77%

Vedendo il grafico dell’S&P 500 l’effetto Powell è ancora più evidente….

Devo essere sincero, non è sempre facile intercettare gli umori del mercato. Come ti ho già detto dal Presidente della Fed sono arrivate più parole positive che non motivi di preoccupazione per il mercato, tuttavia il mercato a volte tende ad essere capriccioso e se non viene accontentato in tutto e per tutto tende, nel breve periodo, a reagire male.

Ma te lo ripeto, non sono preoccupato, infatti sono convinto che questa sia solo una reazione umorale che non è sostenuta da argomentazioni concrete.

La verità è che molto probabilmente il mercato si aspettava maggiori rassicurazioni da parte di Powell rispetto al controllo della parte alta della curva dei tassi, rassicurazioni che in effetti non ci sono state.

E così, esattamente come un bambino al quale dopo aver dato 5 caramelle ti rifiuti di dargli anche il sesto dolcetto, l’S&P ha iniziato a piangere e a lamentarsi nella speranza che la sua infinità golosità venga soddisfatta a breve.

Se segui questa analisi con costanza avrai notato che il tema della curva dei tassi di interesse è centrale ormai da parecchie settimane, quindi lasciami spendere due parole a beneficio di coloro che non ne conoscessero bene il funzionamento.

Quando si parla di parte lunga della curva dei tassi si prende quasi sempre a riferimento il rendimento del titolo di Stato americano a 10 anni, ovvero il celeberrimo Treasury US10Y.

Eccolo nella rappresentazione grafica.

Come vedi il rendimento dopo un crollo dovuto alla pandemia si è via via ripreso, fino a tornare ai livelli pre-pandemici.

Ora consentimi di essere molto terra terra, ma vorrei veramente che questo aspetto fosse chiaro a tutti.

Per prima cosa dobbiamo chiarire la differenza che c’è tra prezzo e rendimento, o meglio, più che la differenza, la correlazione che c’è tra prezzo e rendimento.

Il titolo di Stato a 10 anni americano è quotato sul mercato e ha chiaramente un prezzo.

Questo prezzo varia seguendo la immortale legge della domanda e dell’offerta.

Se molte persone vogliono comprare lo US10Y e poche lo vogliono vendere il prezzo sale, viceversa se sono più i venditori che i compratori il prezzo scende.

Fin qui nulla di strano.

Ora, quand’è che le persone vogliono comprare delle obbligazioni?

Principalmente quando c’è molta paura sul mercato azionario e quindi preferiscono comprare qualcosa di più sicuro. In termine tecnico si dice: quando sul mercato c’è avversione al rischio. Infatti le obbligazioni sono considerate meno rischiose, quindi quando c’è paura nel futuro le persone tendono a voler comprare obbligazioni.

E qui sorge spontanea una domanda. Ma perchè il grafico che ti ho mostrato nel momento di massima paura va verso il basso e non verso l’alto.

Se tutti avevano paura significa che tutti volevano obbligazioni e se tutti volevano obbligazioni il prezzo inevitabilmente deve andare verso l’alto perché i compratori sono più dei venditori.

Verissimo, ma qui scatta il consueto equivoco che c’è tra prezzo e rendimento.

Infatti il grafico mostra il rendimento, non il prezzo e quello che ti devi fissare bene in mente è che nelle obbligazioni prezzo e rendimento sono inversamente correlati.

Il ché significa semplicemente che più sale il prezzo e più il rendimento si abbassa e viceversa.

Quindi a marzo 2020 quando tutti vendevano azioni e compravano obbligazioni il prezzo delle obbligazioni saliva ma il rendimento scendeva.

Chiaro fino a qui?

Se ci pensi non è difficile. Quando le cose vanno male allora le persone vogliono comprare delle obbligazioni sicure, però siccome le vogliono tutti devono accettare che il rendimento sia molto basso.

Quando invece le cose vanno bene, allora tutti saranno portati a comprare azioni, quindi essendoci meno acquirenti di obbligazioni il prezzo scende ma il rendimento sale.

Esattamente quello che è successo più o meno a partire da agosto.

I mercati azionari sono saliti e i prezzi delle obbligazioni sono scesi, questo però ha causato un aumento dei rendimenti delle obbligazioni.

Ricordi? rendimento e prezzo nelle obbligazioni vanno al contrario, quando uno sale l’altro scende.

Ho spiegato tutto nel dettagli in Dove metto i miei soldi, se non l’hai ancora letto clicca qui, credimi che ti illuminerà in modo semplice su tantissimi meccanismi dell’economia.

Ma torniamo a noi e chiudiamo il cerchio.

Perchè il mercato azionario ha fatto i capricci quando ha sentito che la FED non si è impegnata a controllare i tassi a 10 anni.

Bè molto semplice, se fare un investimento considerato poco rischioso come comprare titoli di stato americano ha un rendimento alto va da sè che sempre meno investitori saranno disposti a rischiare per comprare azioni.

Lasciami aprire una parentesi. Nella realtà dei fatti il rischio che c’è nel comprare azioni non è superiore a quello che c’è nel comprare obbligazioni, anche questo lo trovi spiegato nel dettaglio in Dove metto i miei soldi, tuttavia mi esprimo in questi termini perchè purtroppo molti investitori la pensano così.

Ecco perchè il mercato avrebbe voluto che la FED si impegnasse a comprare titoli di Stato a 10 anni.

Se la FED compra US10Y la domanda sale, se la domanda sale il prezzo sale e se il prezzo sale il rendimento scende e se il rendimento scende gli investitori continuano a preferire le azioni alle obbligazioni.

Sembra una filastrocca, ma in realtà, seppur in modo iper semplificato questo è il ragionamento che sta alla base del calo del mercato dopo le parole di Powell.

Tuttavia come ti ho già detto non vedo motivi di preoccupazioni. Finchè la Fed con Quantitative Easing e il governo con la politica fiscale immetteranno sul mercato valangate di dollari come stanno facendo nel lungo periodo il mercato è destinato a salire.

Fermo restando che, come sempre, quello che fa la differenza non è ciò che farà il mercato ma la tua capacità di trovare le occasioni migliori che il mercato offre. 

A saperle cercare le opportunità sul mercato si trovano sempre e il ed il mio team di ultra qualificati analisti non ci stanchiamo mai di cercarle

Se anche tu vuoi sapere cosa bolle in pentola e quali sono le grandi occasioni che ho trovato sul mercato manda un whatsapp allo 392 5186777,  un mio collega ti richiamerà e ti spiegherà nel dettaglio in che modo potrai replicare tutti i miei investimenti ottenendo i miei stessi risultati.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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