Cosa pensano gli istituzionali del Bitcoin?

Quando si parla di BitCoin molti hanno le proprie opinioni al riguardo.

C’è chi pensa sia l’equivalente dell’oro, ma digitale.

Altri credono che possa sfondare la soglia del milione di dollari.

Ci sono intere aziende come la MicroStrategy di Michael Saylor che hanno investito parte della loro liquidità in BitCoin…

…1.1 miliardi di dollari in questo caso (posizione poi rafforzata a giugno 2021), acquistando il padre di tutte le crypto a poco meno di 16 mila dollari.

E se pensiamo che oggi il suo valore si aggira intorno ai 62 mila dollari, è facile intuire come le casse della MicroStrategy si siano notevolmente rimpinguate.

Tuttavia, sarà veramente difficile sapere cosa succederà alla più famosa delle criptovalute in futuro.

Se non sei nuovo di queste parti ormai dovresti sapere che non amo interrogare la palla di cristallo per cercare di prevedere il futuro e so bene che le opinioni, molto spesso, lasciano il tempo che trovano.

Tuttavia per avere un quadro della situazione più preciso è utile conoscere cosa ne pensa in merito un importante investitore istituzionale, sperando dica la verità e non qualche opinione di facciata.

Ecco perché oggi ho deciso di riportarti il parere di Francisco Blanch, un importante analista di Bank of America.

Certo, non sarà il parere di tutti gli istituzionali, ma è comunque un punto di vista di cui tenere conto.

Attento però, l’intento non è quello di darti un’opinione fatta e finita che puoi prendere e portarti a casa, ma semplicemente quello che voglio fare è darti uno stimolo per ulteriori riflessioni.

Anche perché prendere per oro colato l’opinione di un analista di Wall Street può essere molto rischioso, visto che spesso questi super esperti finiscono per cambiare idea in fretta.

Come diceva il grandissimo Groucho Marx:

Queste sono le mie opinioni. Se non vi piacciono, ne ho delle altre.

Fatte queste premesse, andiamo a scoprire cosa ha detto al Wall Street Journal Francisco Blanch di Bank of America riguardo i Bitcoin.

“In generale, troviamo che il Bitcoin non è stato particolarmente convincente come copertura dell’inflazione in quanto le materie prime e persino le azioni forniscono correlazioni migliori all’inflazione. 

Questo perché Bitcoin non è stato pienamente testato in un ambiente veramente inflazionistico

Per questo pensiamo che il principale motivo per tenere in portafoglio Bitcoin non sia la diversificazione, la diminuzione della volatilità o la protezione dall’inflazione, ma piuttosto il suo potenziale aumento del prezzo.

Il 95% del Bitcoin è posseduto da appena il 2,4% dei conti, un livello di concentrazione che rende questo strumento impraticabile come meccanismo di pagamento o anche come veicolo di investimento. 

Inoltre l’impatto ambientale di Bitcoin è sempre più sotto esame, perché i “minatori” che producono Bitcoin usano una considerevole elettricità per far funzionare i loro computer. Basti pensare che la rete ora sta usando tanta elettricità in un anno quanto la Grecia. 

L’Università di Cambridge Center for Alternative Finance ha stimato che Bitcoin consuma lo 0,6% dell’elettricità del mondo, usando circa quanto la Svezia e l’Ucraina. 

Ma attualmente ci sono poche prove che suggeriscono che Bitcoin contribuisce direttamente al cambiamento climatico”.

Insomma in generale il giudizio non è molto lusinghiero, anche se in molti potrebbero obiettare che le grandi banche hanno paura del Bitcoin e quindi preferiscono gettargli fango addosso.

Lasciami ripetere che non è detto che il quadro dipinto da questo importante analista sia per forza giusto…

…tuttavia ascoltare cosa ne pensa un importante analista di Bank of America, ci aiuta sicuramente a capire la posizione in merito alle criptovalute da parte degli istituzionali. 

A mio avviso il Bitcoin rappresenta un asset impossibile da analizzare con esattezza.

Ma questo non significa che nei prossimi anni non possa triplicare o quadruplicare il proprio valore…

Però, quello che so per certo è che non c’è nessun dato attendibile che consenta una valutazione oggettiva di questa criptovaluta, pertanto ogni acquisto di Bitcoin rappresenta più una scommessa che un reale investimento.

Poi, se avessi tutti i soldi di Elon Musk (è sempre bello sognare), magari un pensierino ce lo avrei fatto.

Ma siccome non ho quelle possibilità, e probabilmente neanche tu, tengo molto ad ogni mio euro, tanto quanto quelli delle persone che seguono i miei portafogli.

Ecco perché mi tengo lontano dalle scommesse e mi concentro su aziende solide che hanno potenzialità di crescita reali e misurabili.

Che sia chiaro, il fatto che siano misurabili non significa che io non sbagli mai.

Stai lontano da chi millanta di essere infallibile.

Tuttavia, i miei investimenti sono basati su strategie testate e replicabili, motivo per cui nel lungo periodo hanno altissime probabilità di successo.

Non è un caso se negli ultimi 11 anni – dal 2010 ad oggi – i miei portafogli hanno battuto il mercato per 8 volte su 11 e ho chiuso più del 70% delle operazioni in guadagno.

Analizzare il mercato è il nostro mestiere, io ed il mio team di analisti specializzati sul mercato americano non facciamo altro dalla mattina alla sera.

E credimi, non potrebbe essere altrimenti.

D’altronde il nostro successo arriva quando i nostri portafogli modello come il “Pascarella” o il “Pasca Premium” rendono i nostri investitori soddisfatti.

E se vuoi far parte anche tu della nostra squadra e ottenere i miei stessi risultati replicando in modo semplice ogni mio investimento…

Basta mandare un whatsapp al numero 392 51886777, un mio collega ti richiamerà e ti spiegherà passo passo come anche tu puoi avere i miei rendimenti replicando le mie orme.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

 

 

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