E’ possibile prevedere lo scoppio di una bolla finanziaria?

Uno dei termini più abusati nel mondo finanziario è certamente quello di BOLLA.

Ogni volta, come in questo periodo che il mercato raggiunge nuovi massimi questo termine ritorna in voga.

L’immagine è suggestiva e l’idea di un qualcosa che cresce fino a scoppiare è talmente semplice che anche chi non ha la passione per la finanza ha una vaga idea di cosa sia una bolla finanziaria.

In realtà le bolle sono un qualcosa di estremamente complesso e sono molto difficili da prevedere. Tutto appare chiaro solo dopo che la bolla è scoppiata ma, ovviamente, a quel punto sapere che si era in presenza di una bolla è abbastanza inutile.

Vale la pena quindi spendere un po’ di tempo per cercare di capire meglio questo fenomeno per vedere se è possibile difendersi in qualche modo, pur sapendo che prevedere con certezza una bolla è impossibile.

Prima tutto cerchiamo di inquadrare con chiarezza  la definizione di bolla finanziaria.

Come sempre partiamo quindi dalla definizione di Wikipedia: 

La bolla speculativa in economia è una particolare fase di mercato caratterizzata da un aumento considerevole e ingiustificato dei prezzi di uno o più beni, dovuto ad una crescita della domanda repentina e limitata nel tempo: alla fase di nascita e di crescita della bolla segue poi la fase di scoppio che tende a ripristinare i valori originari del bene in questione. Generalmente si parla di bolla speculativa con riferimento a mercati finanziari nei quali vengono trattate azioni, obbligazioni e titoli derivati, tuttavia la storia delle bolle speculative mostra come siano stati frequenti i casi di bolle che hanno riguardato beni materiali, come gli immobili.

Tecnicamente non fa una piega ma a dire il vero non ci aiuta poi molto a capire come fare a capire quando ci troviamo in presenza di una bolla.

A questo scopo può esserci certamente più utile l’analisi fatta dall’economista Hyman P. Minsky che nel suo libro Stabilizing an Unstable Economy che nel 1986 è stato uno dei primi ad analizzare questo fenomeno.

Minsky ha suddiviso le bolle finanziarie in 5 parti: Spostamento, Boom, Euforia, Presa di profitto e Panico.

Infatti perchè nasca una bolla ci deve essere innanzitutto una fase di Spostamento dell’attenzione dei consumatori dovuto ad un evento particolare. In questa fase gli investitori si innamorano di un nuovo settore magari grazie ad una nuova tecnologia, come nel caso della bolla delle dot-com scoppiata nel 2000, o ad un repentino abbassamento dei tassi di interesse come nel caso della bolla immobiliare scoppiata nel 2008.

A questa fase segue quella di Boom dove i prezzi iniziano lentamente ad aumentare man mano che sempre più investitori vengono attratti da questa nuova opportunità. Durante questa fase l’asset in questione gode di un’ampia copertura mediatica ed il timore di perdere quella che potrebbe essere una occasione irripetibile stimola la speculazione, attirando un numero crescente di investitori e trader.

Dalla fase di Boom alla fase di Euforia il passo è breve. L’avidità prende il sopravvento e la prospettiva di realizzare forti guadagni in poco tempo fa perdere ogni tipo di cautela agli investitori che vedono i prezzi salire con forza e si convincono che non possono in nessun modo perdere questo allettante treno. L’eccitazione del mercato è tale che chiunque provi a mettere in guardia gli investitori viene considerato uno sciocco catastrofista e viene zittito da previsioni di crescita astronomiche.

Dopo l’euforia arriva la fase della presa di profitto, arrivano cioè i primi segnali di cedimento e gli investitori che sono riusciti a salire per primi sul treno decidono di iniziare a portare a casa quello che hanno guadagnato. I segnali di allarme si intensificano ma vengono per lo più ignorati ed anzi i ritracciamenti del mercato vengono considerati un’ottima occasione per aumentare l’esposizione su quel determinato asset.

A questo punto però ormai il destino della bolla è segnato e prima o poi arriva un evento che la fa esplodere scatenando il panico sui mercati che a sua volta innesca una serie di vendite che portano i prezzi a scendere molto più velocemente di come erano saliti.

Gli eventi che fanno esplodere definitivamente una bolla possono essere diversi e non necessariamente tutti di primo piano. Molto spesso basta un pretesto. Quello che però rende veramente difficile sapere quando la bolla esploderà è che non c’è una regola precisa e come disse il famoso economista John Maynard Keynes: “i mercati possono rimanere irrazionali più a lungo di quanto si possa rimanere solvibili”.

Certamente questa scomposizione in 5 fasi è molto interessante e può darci una mano ad orientarci meglio anche se, ad onor del vero, nemmeno questa analisi ci consegna le chiavi per sopravvivere ad una bolla.

Infatti capire in quale fase ci troviamo non è così semplice come possa sembrare.

E allora cosa possiamo fare per non incappare nella non facile situazione in cui una bolla ci esplode in faccia?

C’è un detto a Wall Street: quando le casalinghe iniziano a parlare di azioni è il momento di scappare.

Famosa è la storia di Joe Kennedy (il padre del presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy) che vendette tutte le sue azioni poco prima del crollo del 1929 preoccupato dal fatto che un lustrascarpe gli aveva detto che aveva fatto un sacco di soldi in borsa.

Sapere che anche i lustrascarpe stavano investendo in borsa fu per lui il segnale che era ora di vendere.

Io però sono un analista e a queste cose non credo molto.

A mio avviso l’unico modo di non essere coinvolti in una bolla è quello di analizzare il mercato per quello che è, senza farsi prendere dalle mode o senza farsi ingolosire da facili guadagni.

La cosa veramente importante è saper capire qual’è il giusto valore intrinseco di un’azienda e proiettarlo nel futuro per vedere se i prezzi sono al momento eccessivamente sopravvalutati.

Ovviamente nessun metodo è infallibile, tuttavia se negli ultimi 10 anni sono riuscito a chiudere più del 70% delle operazioni in profitto ottenendo un rendimento di molto superiore all’indice di riferimento di Wall Street significa che saper valutare bene una azienda è il singolo requisito che può fare la differenza nei tuoi investimenti.

La buona notizia è che anche tu, se vuoi, puoi seguire le mie orme e replicare esattamente tutte le operazioni che faccio io sul mercato, ottenendo i miei stessi rendimenti.

Se sei interessato a sapere quali aziende io ed il mio team abbiamo selezionato per avere un portafoglio redditizio nel lungo periodo manda un whatsapp al 392 5186777. Un mio collega risponderà a tutte le tue domande e ti aiuterà a capire qual’è la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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