Editoriale Pascarella: Per gli investitori cosa significa la guerra della Cina alle aziende tecnologiche?

Di certo il detto cinese “ti auguro di vivere in tempi interessanti” si può tranquillamente applicare agli ultimi 2 o 3 anni. Non c’è mai un momento di noia quando si tratta di Cina e la sua regolamentazione che a parer mio porta più danni che altro.

L’ultima vittima Big Tech è l’app di taxi locale Didi Chuxing. Il governo cinese infatti ha vietato il download di questa app, decisione presa poco dopo che la Borsa di Hong Kong ha annunciato piani per liberalizzare il processo di IPO proprio mentre DiDi Global DIDI) e altre aziende cinesi, hanno visto affondare le loro recenti IPO statunitensi a seguito di un giro di vite regolamentare da parte di Pechino.

Questa volta non si tratta di Bitcoin che ha provocato ondate d’urto in tutto il mondo, ma piuttosto di un giro di vite sulle società tecnologiche quotate all’estero. Quindi cosa significa questa “guerra alla tecnologia” cinese per gli investitori?

Domenica, la Cyberspace Administration of China (CAC) ha ordinato che Didi Chuxing, un’app di condivisione di viaggi, fosse rimossa dagli app store nazionali pochi giorni dopo che la società aveva raccolto oltre 4,4 miliardi di dollari in una quotazione di successo…


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