Editoriale Pascarella: Il mondo non ha più sete di petrolio distruggendo un intero settore

I prezzi del petrolio stanno precipitando, in parte a causa di una guerra dei prezzi tra Arabia Saudita e Russia ma principalmente perché il mondo non sta chiedendo la materia prima.

Il 66% del consumo di Oro nero deriva dai trasporti, di cui si stima che circa il 90% sono fermi. Il restante è un consumo suddiviso tra industrie e privati. Sebbene i lockdown spingano i privati ad un consumo elettrico maggiore, le industrie sono ferme e questo sta impattando negativamente sulla domanda globale di petrolio. 

Arabia Saudita e Russia hanno osservato con allarme mentre gli Stati Uniti sono diventati il più grande produttore di petrolio del mondo negli ultimi dieci anni.

Il mese scorso hanno cospirato per riconquistare parte della quota di mercato persa. Hanno inondato un mercato già saturo di greggio economico, sperando di far fallire i produttori di energia americani. Ora sono d’accordo per un taglio storico di 10 milioni di barili al giorno che purtroppo non basta a dare una scossa ai prezzi. 

Nessuno si aspettava che il 2020 avrebbe scatenato un taglio della produzione petrolifera mondiale guidato da Stati Uniti, Arabia Saudita e Russia. Ma dal momento che il Coron…


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