Il 2021 sarà un grande anno per la borsa, ce lo ha detto il Super Bowl

Prima di pensare che sia impazzito tutto in un colpo lascia che ti spieghi che cos’è il Super Bowl Indicator.

Secondo una consolidata leggenda di Wall Street quando il Super Bowl viene vinto da una squadra della American Football Conference (AFC) il mercato chiuderà l’anno al ribasso, viceversa se a trionfare è una squadra della National Football Conference (NFC) il mercato sarà toro.

Come immagino saprai, ieri notte si sono affrontate nella finalissima per il titolo NFL Tampa Bay Buccaneers (NFC) vs Kansas City Chiefs (AFC).

Hanno nettamente vinto 31 a 9 i Bucs del mitico quarterback Tom Brady che a 43 anni suonati ha portato a casa il settimo sigillo iridato.

Così il mercato è salvo, ha vinto la squadra appartenente alla National Football Conference (NFC) e quindi ci aspetta un 2021 toro.

Ma sarà vero?

Da almeno 4 decenni nel mercato americano ogni volta che viene giocato il Super Bowl qualche buontempone tira fuori questa buffa leggenda che, per quanto assurda possa apparire è veramente dura a morire.

A dire il vero qualche ragione a giustificare la sua longevità potrebbe anche esserci, infatti negli ultimi 53 anni questa statistica ha avuto ragione ben 40 volte su 53, quindi ha il 75% di affidabilità ed addirittura negli anni 70 raggiunse una affidabilità del 90%.

Lo so è incredibile, ma in ogni caso non c’è veramente nessuna ragione per pensare che questa cosa abbia il minimo senso.

Questo però mi da lo spunto per trarre la consueta lezione della settimana appena conclusa che ormai da qualche settimana sono solito fare al lunedì.

Prima di addentrarci in questa lezione guardiamo, come di consueto, quali sono stati gli asset che hanno performato meglio nell’ottava appena conclusa.

Come vedi grande settimana per il petrolio che ha beneficiato di un risveglio della domanda portato dall’ottimismo verso una veloce chiusura della pandemia.

Anche gli asset più rischiosi sono andati bene, con l’azionario americano che è cresciuto del 4,89% al pari dell’azionario dei mercati emergenti che è salito del 4,86%.

Male l’oro che sta pagando questo forte appetito al rischio che dall’inizio dell’anno è presente sul mercato.

Per noi italiani la settimana scorsa è stata la settimana di Draghi che ha veramente risvegliato piazza affari, tanto che con un poderoso Rally è diventata la piazza più performante del vecchio continente in questo primo scorcio di 2021.

Ma dopo questa veloce panoramica torniamo al Super Bowl e alla lezione di questa settimana.

Come ti dicevo, per quanto il 75% possa apparire una percentuale molto alta è bene non confondere mai la causazione con la causalità.

Batto spesso su questo punto perchè vedo troppe persone sottovalutare questo aspetto e questa simpatica statistica mi da la possibilità di tornare a parlare di un errore molto comune tra gli investitori.

Troppo spesso quando c’è un’alta correlazione tra due eventi tendiamo a pensare che uno sia dipendente dall’altro anche se in realtà non c’è nessuna relazione di causa effetto.

All’evento di Roma abbiamo fatto vedere questo grafico:

Come vedi queste due righe si seguono alla perfezione e si direbbe che una sia la causa dell’altra, e pensa che la correlazione è solo del 67% e non del 75% come nel caso del Super Bowl indicator.

In realtà però queste due linee rappresentano due eventi che evidentemente non possono avere nulla a che fare l’uno con l’altro. Infatti la linea arancione rappresenta il numero annuo di persone morte annegate in piscina e la linea blu rappresenta il numero di film girati da Nicholas Cage in quell’anno.

Ora credo che nessuna persona nel pieno delle sue facoltà possa mai credere che il numero di film girati da Nicholas Cage possa influire sul numero di persone che annegano in piscina, tuttavia rappresentando le due curve su di un grafico si potrebbe essere tratti in inganno, specie quando i due eventi non sono così distanti come lo sono invece questi due.

Bè lo stesso discorso vale ovviamente per il Super Bowl indicator e, soprattutto, vale anche per molti eventi che in apparenza hanno molte più ragioni per essere dipendenti l’uno dall’altro.

Tuttavia non bisogna mai fermarsi alle apparenze.

Un buon modo per vedere se c’è stabilità nella correlazione è suddividere la serie storica in gruppi di anni e cercare di vedere se questa statistica presenta una certa regolarità. 

Nel caso del Super Bowl indicator, facendo questo esercizio, è facile accorgersi che anche matematicamente la robustezza di questa correlazione è veramente bassa.

Guarda la tabella qui sotto, dal 2000 al 2020 quindi negli ultimi 21 anni la correlazione si è verificata solo 9 volte su 21, ben al di sotto quindi del 50%.

Quindi non ti fidare mai quando vedi correlazioni tra due eventi, ma ricerca sempre una solida base logica, altrimenti il caso potrebbe giocarti scherzi veramente brutti.

Come ho spiegato bene nel mio ultimo libro “DOVE METTO I MIEI SOLDI”, prima di mettere un titolo in portafoglio seguo un processo in 5 step, che ho chiamato PROTOCOLLO PASCARELLA e che mi permette di fare sia un’analisi quantitativa che qualitativa, proprio per evitare di interpretare male eventi solo in apparenza collegati.

Investire è una cosa seria e non bisogna mai farsi influenzare da queste bizzarrie, anche se se ne parla da più di 40 anni.

Se anche tu vuoi investire in modo serio e profittevole nel lungo periodo allora puoi affidarti alle mie analisi e a quelle di tutto il mio team replicando fedelmente i miei portafogli.

Farlo è semplicissimo, manda un whatsapp allo 392 5186777, un mio collega ti richiamerà e valuterà, gratis e senza impegno, qual è la soluzione migliore per le tue esigenze.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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