Il dato sull’occupazione Usa sorprende al ribasso, c’è da preoccuparsi?

Venerdì scorso sono usciti i famosissimi Non Farm Payroll.

Questo è uno dei dati più importanti che escono mensilmente ed è quindi bene fare un ripasso approfondito sull’importanza di questa rilevazione. Per farlo prendo a prestito un piccolo brano del mio ultimo libro: Dove metto i miei soldi, se per caso non ce l’hai ancora puoi trovarlo qui.

Non Farm Payroll letteralmente significa “buste paga del settore non agricolo” ed è un dato che si riferisce all’economia americana.

È bene cercare di capire qualcosa in più.

In sostanza questo dato ci dà la somma del valore in dollari di tutte le buste paghe che vengono pagate ai lavoratori, esclusi quelli del settore agricolo. Perché è importante?

perché, come avrai già intuito, se questo numero aumenta vuol dire che più persone stanno lavorando e quindi la domanda tenderà a crescere..

… viceversa se questo numero diminuisce significa che i lavoratori scendono di numero e di conseguenza aumenta la disoccupazione.

I Non Farm Payroll vengono comunicati ogni primo venerdì del mese e sono un cosiddetto market mover in quanto i mercati azionari e soprattutto il cambio euro dollaro sono molto sensibili all’uscita del dato.

Infatti se i Non Farm Payroll crescono significa che l’economia va bene e quindi i mercati tenderanno a salire, viceversa un dato deludente sarà sintomo di un’economia in difficoltà.

A dire il vero negli ultimi anni questo dato non riesce più a muovere il mercato in modo significativo, infatti con gli interventi massicci delle banche centrali, che vedremo più avanti, tutte le logiche si sono ribaltate.

Molte volte un dato deludente dei Non Farm Payroll viene visto con favore dal mercato. La strana logica che sta alla base di questa reazione è che se l’economia va male la banca centrale sarà costretta ad immettere liquidità nel sistema…

… e questa liquidità, nella maggior parte dei casi, finirà dritta nel mercato azionario facendo crescere i prezzi delle azioni.

Ecco perché può succedere che ad un dato negativo sull’occupazione corrisponda un aumento dei listini azionari.

So che ti può sembrare un manicomio, ma non ti devi spaventare, infatti c’è un antidoto infallibile a questi ragionamenti contorti e…

…questo antidoto si chiama LUNGO PERIODO!

Il lungo periodo è il singolo elemento che farà fare un salto quantico alla tua capacità di produrre soldi con i soldi.

Credimi,  avere il giusto orizzonte temporale è il meccanismo che più di tutti farà la differenza, perché è in grado di metterti al riparo dall’emotività dei mercati che alle volte possono prendere per positivo un dato negativo e viceversa.

Benissimo, ora sai tutto dei Non Farm Payroll, quindi andiamo dritti sull’ultimo dato uscito nel primo venerdì di settembre.

Le cose sono andate piuttosto male.

I posti di lavoro nel settore non agricolo sono cresciuti di sole 235.000 unità, meno della metà quindi delle previsioni che si aspettavano un aumento di 750.000 posti di lavoro.

Se si considera che questo è stato il dato peggiore degli ultimi 7 mesi e che ad agosto venne rilevato un aumento di circa un milione di buste paga a fronte di una previsione di 943.000 si ha la misura di quanto questa battuta di arresto abbia sorpreso il mercato. 

Andando un po’ più in profondità nella lettura del dato possiamo scoprire che a far mancare il suo apporto sono stati i settori dell’ospitalità e del tempo libero, chiaro segnale che la variante Delta sta ancora incidendo in modo significativo sull’economia.

Tuttavia il dato generale sull’occupazione non è andato malissimo. Infatti il tasso di disoccupazione è comunque sceso del 5,2% in linea con le attese.

Se le buste paga non aumentano come ci si aspettava, sono invece saliti più del previsto i salari con un aumento generale del 0,6%. Segnale questo che ha rialzato l’attenzione sull’inflazione, tanto che alcuni economisti, vedendo i posti di lavoro che non crescono ma i salari che salgono hanno tirato fuori dall’armadio lo spettro della stagflazione, famoso negli anni 70. La stagflazione è quel fenomeno raro e anche molto pericoloso in cui i prezzi salgono, causando quindi inflazione, in una situazione di stagnazione economica. 

In pratica è il peggio che ci si possa augurare, l’inflazione erode i tuoi risparmi e allo stesso tempo l’economia va male e quindi ci sono meno possibilità di guadagnare dei soldi.

Per fortuna queste sono per lo più trovate giornalistiche e questo fenomeno, almeno al momento è ben lontano dall’essere alle porte.

Tuttavia non v’è dubbio che questo dato sulle buste paga non agricole ha un po’ sparigliato le carte. Però, come in tempi non sospetti avevo scritto nel mio libro, non è detto che un dato negativo faccia male al mercato.

Infatti sono in molti a pensare che questo calo darà la possibilità alla FED di rimandare la politica di tapering che sembrava ormai alle porte. Il tapering, detta molto alla buona, avviene quando la FED diminuisce i suoi acquisti sul mercato fornendo così meno liquidità al mercato stesso. Essendo ormai il mercato dipendente dall’immissione di denaro della FED è probabile che gli operatori preferiscono un’economia non in piena salute ma una FED che continua a pompare soldi come se non ci fosse un domani, piuttosto che una economia che va a gonfie vele, ma una FED più restrittiva.

Per ora il mercato rimane in attesa. La prima reazione all’uscita del dato è stata quella di vendere dollari, con l’euro che ha riconquistato quota 1.191 e il dollar index che ha toccato un minimo a 91.9. Poi però, dopo l’emotività iniziale, il dollaro ha riguadagnato terreno.

Mentre sul versante azioni e obbligazioni il mercato è rimasto abbastanza neutrale. Venerdì l’S&P500 è rimasto sostanzialmente invariato, ieri la borsa era chiusa per il Labor Day, vedremo in settimana come si muoveranno i listini.

Chi invece ha ritenuto di cambiare le sue valutazioni è Goldman Sachs che ha ridotto le sue previsioni di crescita per il prodotto interno lordo nel quarto trimestre dell’1%, passando dal 6,5% precedente al 5,5% attuale, proprio in reazione al dato negativo dei Non Farm Payroll. Il covid fa ancora paura e la banca d’affari ha così ritenuto di abbassare così le stime di crescita su base annua, portandole a un +3,5%.

Come vedi sui mercati non ci si annoia mai. È importante essere aggiornati su tutto quello che succede ma allo stesso tempo non bisogna mai farsi prendere dalla fretta, temendo che ci siano treni in partenza che non si possano mai più prendere.

Sul mercato vince chi mantiene saldo il timone, senza farsi prendere la mano dal primo colpo di vento che arriva. Per far questo la conoscenza è fondamentale.

Se vuoi avere delle solide basi per conoscere tutto quello che serve per guadagnare sui mercati, bè mi permetto di consigliarti il mio libro “Dove Metto I Miei Soldi” dove con un linguaggio semplice e diretto, ho spiegato in modo comprensibile e approfondito le regole che muovono il denaro. 

Come dico sempre la finanza non è difficile è solo spiegata male.

Clicca qui per scoprire tutti i contenuti del libro.

Al tuo successo

Giuseppe Pascarella

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