La Banca Centrale americana sta creando l’effetto cobra?

Come sai io sono un avido lettore, leggo per piacere ma leggo tanto anche per lavoro.

 

La grande fortuna della mia vita è che amo quello che faccio quindi quasi sempre le due cose coincidono.

 

Così, qualche giorno fa, mentre mi facevo la mia consueta scorpacciata di articoli necessaria per tenere sotto controllo il mercato, mi sono imbattuto in un corsivo di Jeffrey Marcus che ho trovato interessante e che val la pena di approfondire insieme a te.

 

Secondo Marcus i massicci stimoli della FED rischiano di drogare il mercato creando l’effetto opposto a quello voluto generando un fenomeno noto come “Effetto cobra”.

 

L’effetto cobra si verifica quando la soluzione ad un problema scatena una reazione imprevista che finisce per peggiorare il problema che si cercava di risolvere.

 

La storia che ha dato origine a questo nome è curiosa e merita di essere raccontata.

 

Siamo in india, precisamente a Delhi, durante il periodo coloniale inglese, quindi tra la seconda metà dell’800 e la prima metà del 900.

 

Il governo inglese è preoccupato per la grande quantità di cobra che infesta la città e decide quindi di passare all’azione per risolvere il problema.

 

Un funzionario ha un colpo di genio e dice: se mettiamo una taglia su ogni cobra morto, la popolazione sarà incentiva a cacciare i cobra e piano piano il problema sparirà da solo.

 

A tutti sembra una soluzione sensata e così da lì a poco la taglia sui cobra diventa legge.

 

In effetti in un primo momento la soluzione sembra funzionare, gli indiani per mettere le mani sulla ricompensa iniziano a cacciare i cobra e, come da programma, la popolazione dei pericolosi serpenti inizia a diminuire.

 

Purtroppo però il governo inglese non aveva fatto i conti con l’animo umano che è sempre alla ricerca di  scorciatoie per approfittare di ogni situazione.

 

Ed infatti, dopo pochi mesi dall’introduzione della legge, gli indiani più intraprendenti si misero ad allevare i cobra.

 

In questo modo potevano avere più serpenti a disposizione senza nemmeno dover fare la fatica di cacciarli, aumentando di molto le entrate derivanti dalle taglie offerte del governo inglese.

 

Si sà, quando un’idea funziona sono in molti a cercare di copiarla e così nel giro di poco tempo gli allevatori di cobra aumentarono ed il governo inglese si ritrovò a dover pagare un sacco di tagli inutilmente, visto che ormai nessuno cacciava i cobra selvatici, ma si limitavano tutti ad uccidere i cobra da allevamento.

 

A questo punto il governo, una volta scoperto l’inganno, non potè fare altro che sospendere immediatamente le taglie sui cobra, creando però una conseguenza inattesa e spiacevole.

 

Gli allevatori, privati della loro ricompensa, non solo smisero di allevare cobra, ma liberarono tutti i cobra che avevano ancora presso il loro allevamento.

 

Va da sè che tutti questi cobra, una volta in libertà, iniziarono a riprodursi ed invadere nuovamente la città di Delhi.

 

Risultato: alla fine la popolazione dei cobra divenne ancora più grande di quella che c’era prima che il governo cercasse di diminuirla.

 

Ecco cos’è l’effetto cobra.

 

Dalle mie parti, a Modena, si dice: quando la toppa è peggiore del buco, ovvero quando cerchi di risolvere un problema ma inneschi un meccanismo che non fa altro che peggiorare il problema stesso.

 

Ma cosa c’entra tutto questo con la Federal Reserve(FED) , ovvero la banca centrale statunitense.

 

Secondo Marcus questa enorme quantità di liquidità che viene immessa sul mercato sta creando una enorme bolla sul mercato che quando scoppierà creerà un problema ancora più grosso di quello che si sta cercando di risolvere immettendo liquidità.

 

Per continuare il parallelismo con i cobra, al momento siamo ancora nella fase in cui i risparmiatori comprano titoli che equivale a quando i cittadini allevavano serpenti.

 

Quando la Fed smetterà di immettere liquidità i risparmiatori si libereranno dei titoli così come i cittadini si sono liberati dei cobra una volta che le ricompense sono state sospese.

 

Certo la teoria è affascinante, ma sarà vero?

 

Chiaramente non lo si può escludere a priori ma sinceramente la paura della bolla non è una cosa che mi toglie il sonno.

 

Basta tornare indietro di qualche anno per vedere che subito dopo la crisi dovuta allo scoppio dei mutui sub-prime non passava giorno senza che qualcuno agitasse lo spettro di una bolla causata dalla eccessiva liquidità immessa dalla Fed.

 

Nella realtà però questa bolla causata dalla liquidità non è mai esplosa ed il mercato è continuato a salire anche quando la banca centrale statunitense ha iniziato gradualmente a diminuire l’immissione di dollari sul mercato.

 

C’è voluto il covid-19 per fermare il mercato. Mercato che poi ha ripreso a salire non appena la Federal Reserve ha riaperto i rubinetti.

 

Ora non c’è dubbio che stiamo vivendo una situazione anomala dove nessuno può sapere esattamente dove ci porterà questo lungo periodo di politiche espansive da parte della banca centrale, tuttavia uscire dal mercato per paura di una bolla è, a mio avviso, l’ultima cosa da fare.

 

Ti ripeto, basta guardare il grafico dell’indice più rappresentativo di Wall Street, ovvero l’S&P 500, per vedere che se qualcuno fosse uscito quando tutti iniziavano a parlare di bolla si sarebbe perso un bel pezzo di salita e quindi una grande quantità di guadagni.

 

 Come ti ho già spiegato in diversi articoli l’idea di entrare ed uscire dal mercato nella speranza di cavalcare le salite evitando i crolli è una pura illusione e storicamente si è sempre rivelata vincente.

 

Quello che bisogna fare è avere la capacità di scegliere le aziende più solide da inserire in un portafoglio strutturato in modo da essere resiliente in ogni fase di mercato.

 

Il chè, è bene sempre ricordarlo, non vuol dire che il portafoglio non andrà mai in negativo, ma che anche in caso di calo il portafoglio scenderà meno del mercato e sarà subito pronto a risalire quando sul mercato tornerà il sereno.

 

E credimi, nessuno può sapere quando il mercato decide di ripartire dopo una discesa, se sei fuori l’unico effetto che ottieni è quello di perdere il treno.

 

So che rischio di essere ripetitivo, ma questi sono concetti basilari, gli stessi che ho continuato a ripetere a marzo quando il mercato faceva meno 35%. Chi ha seguito il mio consiglio di non farsi prendere dal panico e non è uscito dal mercato ha risparmiato un sacco di soldi.

 

La differenza non la fa il timing -cioè quando entri o quando esci- ma la fa la tipologia di azioni che acquisti.

Se vuoi sapere quali sono le azioni sulle quali investo io manda un whatsapp per una consulenza gratuita al numero  3925186777.  Verrai richiamato da uno dei miei analisti che, in base alla tua situazione personale ti indicherà la strada migliore per ottenere il massimo dai tuoi risparmi.

 

Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

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