La festa della Fed è finita?

Ecco, la musica è finita

Gli amici se ne vanno

E tu mi lasci solo più di prima….

Leggendo i verbali pubblicati mercoledì scorso sull’ultima riunione della Fed tenutasi il 27-28 luglio scorsi, mi è venuta in mente questa vecchia canzone di Califano.

Infatti la Fed ha tutta l’aria di aver voglia di finire la festa. Una festa che dura da tempo, fatta di una pioggia di miliardi di dollari riversati, senza tregua, sul mercato.

Infatti, dopo tanto tentennamento, nei verbali della Fed si legge:

Most participants noted that, provided that the economy were to evolve broadly as they anticipated, they judged that it could be appropriate to start reducing the pace of asset purchases this year.

Che in parole povere significa che i funzionari della Fed hanno ritenuto opportuno iniziare a ridurre il ritmo degli acquisti di attività quest’anno.

In sostanza hanno trovato un modo carino per dirci che:

The party is over!

La festa è finita, o almeno hanno cominciato a mandare a casa le persone. 

I funzionari della Fed si aspettavano un aumento temporaneo dell’inflazione, visto che l’economia quest’anno fatica a fornire beni e servizi sufficienti per tenere il passo con la domanda. 

Ma lo scatto è stato più forte e più ampio del previsto. Su base annua, l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed, cioè il dato depurato dai prezzi degli alimentari e dell’energia, è aumentato del 3,5% a giugno, il massimo degli ultimi 30 anni.

Quindi, sempre secondo i verbali, la Fed si appresta ad iniziare un percorso di ridimensionamento dei 120 miliardi di dollari che attualmente sta acquistando ogni mese.

Del resto, prima o poi doveva accadere, ma mi raccomando, niente panico,non cambia nulla, le previsioni economiche rimangono ottime e l’inflazione controllabile. 

Se devo essere sincero a me sta storia che l’inflazione fosse transitoria non mi ha mai convinto fino in fondo, anche se, Powell continua a sottolineare che la Fed pensa sia una questione di pochi mesi. 

Io penso che la Fed abbia preso questa decisione perché ha raggiunto la sua soglia come obiettivo dell’inflazione.

Ora si tratta di vedere in quanto tempo avverrà questa riduzione di acquisto degli asset.

Di certo la banca centrale americana non può smettere di colpo di inondare il mercato di liquidità, ma anche la velocità con cui avverrà la riduzione ha un suo peso.

Anche perchè, è bene sottolinearlo, la FED ha solo avvertito che ha intenzione di ridurre gli acquisti, ma non ha ancora iniziato a farlo.

Infatti le previsioni dello staff della Fed presentate alla riunione del mese scorso hanno mantenuto la proiezione precedente secondo cui l’aumento dell’inflazione di quest’anno si sarebbe rivelato transitorio. Ma ha anche ritenuto che i rischi di un’inflazione superiore al previsto superassero i rischi di un’inflazione inferiore al previsto.

La Fed ha tagliato i tassi di interesse a zero lo scorso anno e ha iniziato ad acquistare 80 miliardi di dollari al mese in titoli del Tesoro e 40 miliardi di dollari in titoli ipotecari per fornire ulteriore stimolo. 

Già a dicembre la Fed aveva fatto sapere che prima di ridurre questa cifra si sarebbero dovuti verificare “ulteriori sostanziali progressi” verso il raggiungimento degli obiettivi della Fed di inflazione in media del 2% nel tempo e condizioni del mercato del lavoro coerenti con la piena occupazione.

Se gli obiettivi di inflazione sembrano ormai raggiunti, sul mercato del lavoro siamo ancora indietro e la piena occupazione rimane lontana.

Infatti nell’ultimo rapporto il Dipartimento del Lavoro ha riferito che l’economia ha aggiunto 943.000 posti di lavoro a luglio e il tasso di disoccupazione è sceso al 5,4% , dal 5,9% di giugno, quindi ancora lontano dai livelli pre pandemici.

La prossima riunione della Fed sarà dal 21 al 22 settembre e diversi funzionari della Fed hanno affermato che voteranno per iniziare a ridurre gli acquisti di obbligazioni se il mercato del lavoro continuerà a crescere a questi ritmi. Tuttavia queste sono solo voci e sui verbali non c’è traccia di quando si inizierà effettivamente a ridurre la liquidità sul mercato. L’ipotesi più probabile è che la riduzione avverrà dopo la riunione della Fed del 2-3 novembre.

Guardando al passato possiamo vedere che nel precedente programma di stimolo economico messo in atto dalla Fed, parliamo quindi del 2014, la riduzione è avvenuta molto lentamente, nell’arco di 10 mesi.

Come si dice in questi casi… chi vivrà vedrà.

Del resto che stessimo vivendo un periodo di volatilità lo sapevamo bene, e di certo questa notizia non farà che aumentarla.

Ma non dobbiamo spaventarci. A tal proposito, per chiudere, ti voglio lasciare un commento scritto dal mio analista Marco, in risposta ad un mio lettore preoccupato dall’inflazione sul mio gruppo facebook.

Noi ci vediamo lunedì…

Intanto, come promesso, ecco il commento del mio analista Marco:

L’ansia è normale e tutti – chi più chi meno – provano paura quando ci si imbatte in contesti incerti e volatili, come il mercato azionario. Chiudendo però in un cassetto l’emotività e riflettendo e studiando razionalmente, si possono trovare alcune macro-regole universali che nel medio/lungo periodo sempre hanno funzionato e sempre funzioneranno. Queste regole sono alla base dei nostri metodi di analisi fondamentale. La volatilità in sè può sembrare un temibile avversario per un investitore, ma in realtà può diventare sua amica, se si ha il giusto approccio. Chi deve davvero temere la volatilità è l’investitore speculatore che opera di pancia, senza sapere quello che sta facendo: lì, ecco, la volatilità gli causerà perdite irrecuperabili. Per noi invece, investitori interessati ad acquistare aziende eccellenti a buoni prezzi, la volatilità non è altro che il giusto prezzo da pagare per avere sensazionali rendimenti nel tempo. Investire in ottime aziende, con un ottimo fossato economico ad un prezzo di sconto permette inoltre di beneficiare del margine di sicurezza: ossia un cuscinetto di sottovalutazione che permette, mediamente, ai titoli di perdere meno nei momenti più incerti, ma crescendo comunque ad alti tassi in fasi economiche espansive 😊

 

Al tuo successo

Giuseppe Pascarella

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