Le obbligazioni cercano di dirci qualcosa

Il mercato obbligazionario, sembra di difficile comprensione, ma cosparso di importanti indizi per l’economia, quali le aspettative per l’inflazione, le previsioni di tassi, la curva invertita dei rendimenti.

Anche se solitamente si preferisce l’azionario alle obbligazioni, perche danno maggiore adrenalina, in questo momento tutto il movimento è sulle obbligazioni, e stanno inviando chiari segnali di qualche problema per l’economia Usa.

Questo significa che la recessioni è giunta alle porte? Sicuramente no.

Quello che rende inquietante il mercato obbligazionario, è la sua mancanza di specificità.

Quando gli investitori si innervosiscono, comprano titoli di Stato. Questo perché i governi solitamente pagano i loro debiti, per cui sono una scommessa sicura.

Questi acquisti fanno aumentare i prezzi e quando i prezzi delle obbligazioni salgono, i rendimenti crollano.

Cosi, il calo dei rendimenti rappresenta per l’economia, ciò che il barometro rappresenta per il tempo, quando diminuisce spesso è segno che un qualche tipo di tempesta è in arrivo.

Ultimamente sono diminuiti un pò ovunque, Gran Bretagna, Australia, Giappone, Germania e Stati Uniti e i rendimenti a lungo termine stanno raggiungendo i loro livelli più bassi degli ultimi anni, addirittura la curva dei rendimenti si è invertita.

Questa caduta dei rendimenti dei titoli a lungo termine è particolarmente snervante perché ha spinto i rendimenti, ad un livello inferiore rispetto a quelli a breve termine.

Normalmente, gli investitori chiedono tassi più alti per gli investimenti di lunga durata rispetto a quelli di breve, per mitigare il rischio.

Oggi, negli Stati Uniti, un titolo di Stato a tre mesi paga un tasso maggiore rispetto al decennale

Questi eventi rari, vengono chiamati inversioni, e catturano solitamente l’attenzione del mercato azionario, perche hanno preceduto sette delle ultime recessioni ma hanno anche inviato due falsi positivi alla fine del 1996 e una curva piatta nel 1998.

Nel 1998, il mercato obbligazionario ha visto un’inversione a causa della crisi del debito russo, che ha anche provocato il crollo del più grande hedge fund del mondo (LTCM, Long Term Capital Management).

Quella inversione, analizzata a posteriori, ha rappresentato una grande opportunità di acquisto.

Riteniamo che gli investitori stiano reagendo in modo eccessivo a questa inversione.

Nel 1998 è stato un enorme segnale di acquisto tattico, in quanto ha contrassegnato un ‘peak risk off’, un picco dell’avversione al rischio, prima che i mercati azionari iniziassero a toccare il fondo per poi rimbalzare in modo vigoroso.

Tra l’8 ottobre 1998 (qualche settimana dopo la configurazione della curva invertita dei tassi) e il 17 luglio 1999, l’indice S&P 500 di Wall Street si è impennato del 48%.

In attesa di sapere se la tesi prenderà corpo, gli investitori continuano ad acquistare a piene mani Treasury Usa sulla scia dei nuovi timori per la guerra dei dazi tra Washington e Pechino e, allo stesso tempo, liquidare posizioni nell’azionario, in effetti dal 3 al 30 maggio, l’S&P 500 ha lasciato sul terreno oltre sei punti e mezzo percentuali.

La cosa peggiore per che investe in obbligazioni è l’inflazione. L’aumento dei prezzi eroderebbe gradualmente il potere di acquisto di un investitore a tasso fisso.

Le aspettative degli investitori obbligazionari, per l’inflazione nei prossimi cinque anni, sono diminuite questo mese e questo dovrebbe preoccupare chiunque stia cercando di prevedere lo stato dell’economia globale.

Questo suggerisce che alcuni venti contrari, come la guerra commerciale, Brexit, rallentamenti economici in Europa e Cina, stanno avendo qualche effetto sulla crescita.

La lettura del mercato obbligazionario sull’inflazione avviene sui rendimenti dei titoli del Tesoro protetti dall’inflazione o TIPS.

I TIPS sono essenzialmente dei buoni del Tesoro che vengono periodicamente adeguati per tenere conto dell’inflazione.

La differenza tra questi rendimenti e quelli del Tesoro standard, viene spesso usata come stima per le aspettative dell’inflazione.

Ultimamente, la differenza tra questi due rendimenti è diminuita rapidamente, scendendo a circa 1,60 punti percentuali negli ultimi giorni, un chiaro segno che il mercato obbligazionario non vede un aumeto dell’inflazione.

I primi a preoccuparsi sia per l’economia che per l’inflazione è la FED. In queste ultime settimane alcuni funzionari hanno messo in evidenza la persistente debolezza dell’inflazione e la guerra commerciale come motivi di preoccupazione.

Da quando la Fed ha fermato l’aumento dei tassi, gli investitori stanno scommettendo su quando inizierà effettivamente a tagliarli.

Per il mercato obbligazionario, quei tagli sono cosa fatta ormai e lo potete notare dalla curva dei rendimenti.

Come detto, normalmente gli investitori chiedono tassi più alti per scadenze più lunghe, e fino ad un anno fa, sembrava cosi.

Da allora però le aspettative che la Fed tagliasse i tassi, sono aumentate, facendo abbassare la curva dei rendimenti.

La banca centrale non risponde ai mercati, ma li osserva, anche perché le turbolenze possono comportare condizioni finanziarie più strette, il rallentamento dei prestiti e, per estensione, dell’economia.

Una delle caratteristiche del mercato obbligazionario su cui si concentrerà la Fed sono gli spread del credito, che sono una misura di quanto le aziende devono pagare in più per prendere a prestito, oltre il rendimento sul debito pubblico.

Anche se rimangono piuttosto bassi, gli spread del credito sono aumentati a maggio, in quanto gli investitori sono preoccupati dell’impatto delle tensioni commerciali sui profitti delle imprese.

Al di fuori del mercato obbligazionario, la Fed guarderà anche alla fiducia dei consumatori e delle imprese mentre pensa se ridurre o meno i tassi.

Per il momento, la Fed ha poco da guadagnare suggerendo che un taglio dei tassi è imminente, ma una svolta peggiorativa potrebbe spingere i funzionari ad agire, anche se Powell a riferito che non prevede tagli per il 2019.

I tagli dei tassi possono essere manna dal cielo per il mercato azionario. Se il mercato obbligazionario è così sicuro che stanno per arrivare, il mercato azionario non dovrebbe impennarsi?

Beh, se la Fed dovesse tagliare i tassi di interesse, probabilmente lo farebbe per un buon motivo.

E quel motivo potrebbe essere solo che il rischio di recessione è reale.

Gli investitori in genere non si affrettano ad acquistare azioni rischiose se pensano che una recessione stia minacciando l’economia, anche se i tassi di interesse stanno calando.

Questa settimana, gli investitori azionari si sono concentrati su tale rischio, con il calo dei rendimenti obbligazionari che ha favorito il calo degli indici azionari.

Resistete. Certo, forse l’economia globale sta avendo qualche problema.

Ma gli Stati Uniti sembra che comunque vada bene.

Dopotutto, la crescita nel primo trimestre è stata del 3,1 percento annuo.

Con il 3,6%, la disoccupazione americana ha toccato il punto più basso dal 1969, i profitti aziendali sono elevati e i salari stanno aumentando.

Tutto vero. Ma in tutto il mondo, e negli Stati Uniti in particolare, gli investitori obbligazionari si stanno comportando come se qualcosa di strano fosse in corso di realizzazione.

Vista la loro track record ad indicare i punti di svolta nell’economia, non sarebbe saggio ignorarli.


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