Mercati: facciamo il punto

Quella appena conclusa è stata caratterizzata dal violentissimo flash crash verificatosi sul BitCoin.

La criptovaluta più famosa tra gli investitori ha toccato nella giornata di mercoledì i 30.000 dollari, mettendo quindi a segno una perdita di oltre il 50% rispetto ai recenti massimi di aprile.

Questo evento traumatico ha trascinato al ribasso tutto il mercato ed anche l’S&P 500 mercoledì ha chiuso in pesante rosso.

Poi però nel corso della settimana ha saputo riprendersi pur chiudendo l’ottava in negativo a -0,31%

Guardando la chiusura di tutti i principali indici del mercato americano possiamo vedere che il Nasdaq è l’unico che ha chiuso in positivo.

Questa la chiusura settimanale dei vari indici:

Nasdaq +0.31%

S&P500 -0.43%

Dow Jones Industrial Average -0.51%

Russell 2000 -0.42%

Come vedi i movimenti sono stati minimi. Del resto gli scenari più positivi sono già stati prezzati dal mercato, quindi al momento non ci sono grosse spinte rialziste come del resto mancano del tutto i catalizzatori ribassisti ed il risultato non può che essere un momentaneo stallo.

Per il momento nulla di preoccupante.

Da notare, entrando nei movimenti all’interno dell’indice, una certa ripresa dei titoli Growth dovuto ad un allentamento del cosiddetto reflation trade.

Infatti è da qualche mese che le aspettative di inflazione al rialzo, tassi al rialzo, materie prime al rialzo avevano favorito i titoli value e ciclici ma questa settimana si è vista una prima timida inversione di tendenza, dovuta principalmente ad un arresto dei prezzi delle materie prime.

Come puoi vedere dal grafico e come più volte ti avevo segnalato nei consueti riepiloghi del lunedì, le materie prime hanno corso parecchio ultimamente ed un piccolo stop non deve stupire.

Non stupisce nemmeno che questa settimana i settori ciclici e gli energetici abbiano fatto peggio del mercato, mentre, dopo parecchio tempo, si è risvegliato l’interesse sui tecnologici.

Questo il risultato dei vari settori nella settimana appena conclusa.

Se consideriamo però le performance da inizio anno il trend è del tutto invariato rispetto alle settimane precedenti, con gli energetici a farla nettamente da padrone.

 

Prima di chiudere andiamo a vedere le performance dei vari asset.

Balza agli occhi la forte riprese del prezzo dell’oro, che seppur da inizio anno rimane negativo, sembra comunque aver invertito il trend ribassista che durava dall’ultimo trimestre del 2020.

Come sempre i commentatori si sono tuffati alla ricerca di motivazioni. Addirittura c’è chi ha azzardato che l’oro abbia beneficiato del crollo del bitcoin dimostrando di essere ancora il bene rifugio per eccellenza.

Sinceramente non penso che questa possa essere la motivazione.

In ogni caso ti rimando al mio ultimo libro Dove Metto i Miei Soldi per sapere cosa penso degli investimenti sull’oro per capire quando ha senso tenerlo in portafoglio e quando invece è meglio non averlo.

Per concludere possiamo dire che la terza settimana di maggio ci ha comunque fornito degli spunti interessanti, soprattutto per quanto riguarda le materie prime e la rotazione di portafoglio, vedremo se nelle prossime settimane avremo qualche conferma importante.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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