Mercati: Facciamo il punto

Settimana sostanzialmente positiva per i mercati azionari americani, con l’S&P 500 che si è riportato a ridosso dei massimi assoluti.

Come vedi a fare meglio è stato l’indice Russell 2000, ovvero il regno delle small cap, quindi delle aziende meno capitalizzate. 

Nasdaq +2.06%; S&P500 +1.16%; Dow Jones Industrial Average +0.96%; Russell 2000 +2.42%.

Ecco, in un grafico a 15 minuti, come si è mosso l’S&P 500 durante la settimana.

Dando un’occhiata all’andamento dei settori possiamo notare che solo le utilities hanno chiuso in negativo e, soprattutto, che sta continuando la ripresa dei tecnologici come da tempo avevamo segnalato da queste parti.

Insomma sul mercato splende nuovamente il sole, malgrado in settimana siano arrivati dati abbastanza preoccupanti per quanto riguarda l’inflazione.

La tranquillità con la quale il mercato ha reagito a questi dati è certamente uno dei segnali più interessanti della scorsa settimana.

Infatti in altri tempi un dato sopra le attese del sul PCE USA (personal consumption expenditure), ovvero il dato su cui la FED stessa basa le sue aspettative sull’inflazione, avrebbe certamente scatenato un terremoto.

Come sappiamo l’obiettivo della banca centrale statunitense(FED) è del 2% ma il dato è uscito al 3,1% di oltre un punto sopra l’obiettivo della FED ma soprattutto di 0.7% sopra le attesa.

Ciò che ha stupito di più è stata la grande compostezza della reazione del mercato obbligazionario che ha visto movimenti relativamente contenuti sui Treasury, ovvero sui titoli di Stato statunitensi.

Infatti sappiamo che l’inflazione ha un effetto diretto sui tassi, e quando l’inflazione si alza solitamente si tende a vendere gli asset a tasso fisso come le obbligazioni statali causando così una diminuzione dei prezzi ed un rialzo dei rendimenti.

Questo fenomeno settimana scorsa non è avvenuto, segno che da una parte il mercato aveva già sufficientemente scontato questi dati, dall’altra sembra prevalere l’idea che l’inflazione sia transitoria e non duratura.

Idea che, come ho spiegato nelle scorse settimane e condivisa anche dalla FED e nel nostro piccolo anche da tutti gli analisti di PascaProfit.

Di tutto questo ne ha beneficiato ancora una volta l’oro, che essendo inversamente correlato ai rendimenti dei titoli di Stato ha completato il recupero sulle perdite di questo 2021 ritornando sui livelli di inizio anno.

Andando nel dettaglio a vedere i movimenti dei vari asset la scorsa settimana a farla da padrone è stato il petrolio, dopo che per qualche settimana era rimasto ai margini di questa speciale classifica.

Da segnalare inoltre un ritorno del fenomeno, ampiamente descritto nei PascaDaily passati dello Short squeeze. (se non ti ricordi di cosa si tratta puoi vedere questo articolo)

Abbiamo quindi assistito ad un ritorno di compratori sulle azioni con il numero maggiore di posizioni short da parte degli hedge fund.

Il grafico qui sotto mostra come le azioni con le maggiori posizioni short siano quelle ad aver avuto le migliori performance settimanali di tutto l’indice Russell 3000. – Giusto per fare chiarezza l’indice Russell 3000 è formato dalle 3000 azioni più capitalizzate di tutto il mercato azionario americano e il Russell 2000 che ho citato in precedenza è rappresentato dalle 2000 società meno capitalizzate del Russell 3000 ed è per questo che è considerato il regno delle small cap –

Tanto per darti la dimensione del fenomeno, la scorsa settimana AMC, uno dei titoli protagonisti dello short squeeze di gennaio insieme a Gamestop, ha guadagnato il 115% in soli 5 giorni di contrattazione.

Per chiudere è doveroso dire due parole sul piano di spesa per il prossimo anno da 6000 miliardi di dollari presentato dal presidente Biden venerdì.

Questo porterà il rapporto debito Pil degli Stati Uniti ad un livello superiore di quello della seconda guerra mondiale.

Ovviamente il piano dovrà essere approvato e questo è tutt’altro che scontato.

Infatti il piano prevede di essere finanziato da un innalzamento della tassazione per un valore complessivo di 3.600 miliardi di dollari, ed è quindi ipotizzabile che i Repubblicani faranno le barricate sia sull’aumento della spesa che sull’aumento della tassazione.

A riguardo è abbastanza emblematica la dichiarazione del leader dei repubblicani al Senato che ha definito il piano un “socialist daydream”.

C’è da aspettarsi che questo ennesimo scontro tra democratici e repubblicani monopolizzerà il dibattito delle prossime settimane e influenzerà in modo importante l’andamento dei mercati.

Sul fronte dei mercati è importante segnalare che, a sorpresa, Biden ha fatto sapere che il famigerato aumento sulla tassazione del Capital gains sarà retroattivo al 2021 in modo da scongiurare che i contribuenti più abbienti possano liquidare le proprie posizione azionarie per cercare di evitare l’aumento della tassazione.

Insomma, come sempre, ci sarà da divertirsi a seguire gli sviluppi e puoi star certo che non mancherò di tenerti aggiornato, anche se, è bene ricordarlo, il tuo sguardo deve essere sul lungo periodo, quindi questi repentini cambi di umore del mercato non devono influenzare più di tanto le tue scelte.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

Firma

 


Vuoi continuare a leggere l’articolo?
Iscriviti subito a a Editoriali Pascarella, è GRATIS
Iscrivendoti all’Editoriale Pascarella
avrai accesso a:
Sei già iscritto?

Lascia un commento

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli da non perdere

Mercati: Facciamo il punto

L’Economia è piena di dati ed ogni settimana viene caratterizzata, in particolare, da uno di questi. Una ottava è la volta del dato sulla produzione industriale, l’altra sulla disoccupazione e via dicendo. La scorsa settimana

Leggi Tutto »

Cerchi qualcosa?

Premi INVIO per avviare la ricerca.

Iscriviti per leggere
gli Editoriali Pascarella
E' gratis, per sempre...

Accedi a Pascaprofit