Mercati: facciamo il punto

Settimana dal segno rosso. Niente di preoccupante sia chiaro, con l’S&P 500 che ha ceduto lo 0,97%, il Nasdaq è sceso dell’1,87% ed il DowJones che ha lasciato sul piatto lo 0,52%.

Come vedi nulla di tragico, tuttavia il dato del Russell 2000 è nettamente più pesante e potrebbe costituire un piccolo campanello d’allarme.

Infatti questo indice, che racchiude le aziende meno capitalizzate di Wall Street, ha chiuso con meno 5,12%.

Da come si sta muovendo il mercato sembra evidente che la crescita desti più preoccupazione rispetto all’inflazione.

Infatti quest’ultima continua a crescere ed il dato dei prezzi al consumo di giugno non ha fatto che confermare questa tendenza. A giugno i prezzi sono saliti del 5,4% rispetto ad un anno fa e se depuriamo il dato da cibo ed energia risulta che la crescita è del 4,5%, ovvero il dato più alto dal 91 ad oggi.

Ancor più significativo il fatto che per il quarto mese consecutivo la crescita dei prezzi abbia battuto le stime.

Insomma, come ho scritto in un mio articolo di qualche giorno fa l’inflazione sta arrivando. Ti invito a rileggerlo se ti è sfuggito perchè l’argomento merita una riflessione più ampia.

Prima però di addentrarci nel capire perché il mercato continua a considerare questa inflazione transitoria lascia che ti mostri anche come si sono mossi i vari settori dell’S&P 500 e anche quali sono stati gli asset più comprati della settimana.

Partiamo da quest’ultimi. Il primo posto delle materie prime conferma le spinte inflazionistiche.

Per quanto riguarda i settori vediamo in testa le utilities e ultimi gli energetici.

In generale possiamo dire che i titoli growth hanno sottoperformato i titoli value, ennesimo sintomo che il mercato è abbastanza preoccupato per la crescita.

Quindi ora vediamo di capire perché il mercato sembra, almeno da come si è mosso settimana scorsa, più preoccupato di un rallentamento della crescita, per effetto del rialzo dei contagi, che non di un aumento dell’inflazione -considerata,a quanto sembra, transitoria.

Tutto questo è visibile guardando l’andamento dei rendimenti del Treasury -il titolo di Stato statunitense- a 10 anni.

Quando l’inflazione cresce solitamente i rendimenti salgono. Se ci pensi è abbastanza ovvio.
Quando sale l’inflazione significa che i soldi di domani varranno meno dei soldi di oggi.

Siccome quando prendo un titolo di Stato fondamentalmente sto prestando dei soldi allo Stato, e siccome quando presto dei soldi sto rinunciando ad utilizzare i miei soldi oggi per avere un domani i miei soldi + gli interessi…

…Se so che quando mi verranno restituiti i miei soldi, questi soldi varranno meno, è normale che vorrò un rendimento maggiore, per giustificare la perdita di potere di acquisto che subirò, privandomi oggi del denaro che sto prestando.

Molto logico non trovi. Quindi quando l’inflazione cresce, di norma, i rendimenti salgono.

Tuttavia c’è anche una forza che spinge in direzione contraria, ed è la paura della crescita.

Perdonami, ora vorrei tutta la tua attenzione perchè sto per spiegarti un concetto fondamentale dell’economia, se afferri questo posso garantirti che ti sarà molto più chiaro capire come si muove il denaro sui mercati.

Molti lo chiamo principio dei vasi comunicanti. I soldi si spostano dalle attività considerate più rischiose come le azioni a quelle meno rischiose come le obbligazioni.

Quando l’economia va bene, c’è fiducia e quindi i soldi vanno verso le azioni, perché i rendimenti sono più alti. Infatti in queste fasi si dice che c’è appetito al rischio, gli investitori avendo fiducia nella crescita non hanno paura di rischiare, anzi ricercano il rischio.

Quando invece si teme che la crescita stenti subentra la paura. In quei momenti la fiducia manca e quindi si dice che siamo in una fase di avversione al rischio, perciò i soldi, si spostano dal vaso del rischio identificato con le azioni al vaso delle obbligazione identificato come più stabile.

Quindi, per la magica legge della domanda e dell’offerta, se tanti risparmiatori vogliono le obbligazioni il prezzo delle obbligazioni sale e se sale il prezzo cala il rendimento.

Eccole qui le due forze contrapposte, l’aumento dell’inflazione in teoria dovrebbe spingere i rendimenti verso l’alto, mentre i timori per la crescita dovrebbero invece spingere i rendimenti in basso.

Prima di farti vedere negli ultimi 5 giorni di borsa aperta chi ha vinto tra queste due forze, lasciami dire che non sono d’accordissimo nel considerare le azioni più rischiose delle obbligazioni. Dipende molto da che definizione diamo alla parola rischio. Tuttavia ora non è questo il punto, ne ho parlato in modo esaustivo nel mio libro Dove metto i miei soldi, quindi se vuoi approfondire lo puoi trovare qui.

Tornando al vincitore posso dirti che la scorsa settimana i rendimenti sono calati, ecco perchè è lecito dire che al momento il mercato è più preoccupato per la crescita che non per l’inflazione che viene considerata transitoria.

Sarà sempre così? Difficile dirlo, ma secondo me no.

Non vedo un mercato in bolla, infatti dall’inizio dell’anno il rapporto prezzo utili dell’indice S&P 500 è sceso. Questo vuol dire che gli utili delle aziende sono saliti in maniera maggiore rispetto ai prezzi delle azioni, di conseguenza il mercato è meno caro in confronto a inizio anno.

Inoltre i rendimenti sono ancora troppo bassi per giustificare un travaso importante dalle azioni alle obbligazioni, ecco perchè non sono, per il momento, particolarmente preoccupato.

Ciò non significa ovviamente che da qui a qualche mese non possa arrivare una correzione, anche del 20%…questo nessuno lo può sapere.

Quello che però vorrei che ti fosse chiaro è che una correzione del genere, nel lungo periodo, per i tuoi investimenti è una cosa più positiva che negativa.

Un po’ perché permetterebbe al mercato di ripartire con forza ma soprattutto perché darebbe la possibilità di trovare ottime aziende a prezzi fantastici.

Infatti, come dico sempre, per quanto questi ragionamenti macroeconomici siano importanti, non sono quelli che faranno la differenza nei tuoi investimenti.

Quello che permette di battere il mercato è avere la capacità di scovare quelle azioni che il mercato non sta prezzando correttamente lasciando ottimi spazi di guadagno.

Questo è quello che i ed il mio fantastico team di analisti facciamo tutto il giorno tutti i giorni.

E credimi, le occasioni a saperle cercare si trovano sempre. Anche ora.

Se vuoi sapere quali sono le azioni che stiamo selezionando in questo momento, non devi far altro che unirti agli oltre 500 risparmiatori che fanno già parte della famiglia di Pascaprofit e che guadagnano costantemente sul mercato americano grazie alle nostre indicazioni.

Se vuoi informazioni manda un whatsapp al 392 51 86 777 ed un mio collega ti richiamerà e, senza impegno, ti spiegherà come anche tu puoi iniziare a guadagnare investendo, in tutta semplicità, nel mercato più grande e profittevole al mondo, ovvero Wall Street.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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