Moderna è l’azione giusta per scommettere sul vaccino?

Quando si pensa al titolo da acquistare per scommettere sul vaccino automaticamente si pensa a Moderna.

 

Non è un caso che il valore delle sue  azioni sia passato dai 18.23 dollari del 21 febbraio ai 94,85 del 17 luglio, giorno del suo massimo assoluto.

 

Una crescita di oltre il 400% in poco meno di 5 mesi non è cosa da poco, ma non v’è dubbio che se Moderna dovesse effettivamente arrivare al vaccino, le azioni schizzerebbero ancora più al rialzo rispetto ai 68,72 dollari per azione con cui si sono chiuse ieri le quotazioni.

 

In questo momento ci sono almeno 212 vaccini contro il coronavirus in fase di sperimentazione e ben 33 di questi sono già arrivati alla fase di sperimentazione clinica.

 

Come ho detto più volte durante le mie dirette, io penso che non sia il caso di farsi illusioni, ci vorrà ancora tempo prima che uno di questi vaccini superi tutti i controlli e riceva le autorizzazioni per essere distribuito.

 

Come ho scritto nel mio libro “Battere il Benchmark – la prima Bibbia sugli investimenti nel mercato americano” il settore farmaceutico è uno di quelli che analizzo con più frequenza e quindi conosco molto bene tutto l’iter che porta un farmaco ad essere autorizzato.

 

Tornando ai vaccini, come ti dicevo, è bene sapere che non è così scontato che Moderna arrivi in tempi brevi alla meta quindi ritengo che sia giusto provare a chiedersi se sia proprio lei l’azienda su cui puntare in questo momento.

 

Infatti è bene ricordare che Moderna, al di fuori delle sperimentazioni sul vaccino per il Covid-19, non ha ancora nessun farmaco approvato per la commercializzazione.

 

E seppur abbia annunciato l’avvio di diversi studi, potrebbero passare ancora anni prima che l’azienda sia in grado di produrre utili.

 

Capisci bene che acquistare Moderna in questo momento equivale a fare una scommessa e se sei un fedele lettore di questa rubrica dovresti ormai sapere che io non amo fare scommesse.

 

Come ti ho detto, la corsa al vaccino è molto più complicata di quello che vogliono farci credere e quando sento Trump annunciare che prima di ottobre arriverà un vaccino ho veramente molti dubbi, anche se ovviamente mi auguro con tutto il cuore che si arrivi ad una soluzione sicura nel minor tempo possibile, senza però permettermi di fare previsioni su di una data.

 

 

Tuttavia, anche se il vaccino non è dietro l’angolo, non è detto che non si possa puntare su di una azienda che sta partecipando alla ormai celeberrima “corsa al vaccino”.

 

Ad esempio, se proprio dovessi attenzionare un’azienda legata al vaccino guarderei con più attenzione AstraZeneca rispetto a Moderna.

 

Il colosso biofarmaceutico svedese-britannico quotato sia a Londra che a New York, rimane uno dei maggiori candidati a tagliare il traguardo del vaccino e questo malgrado lo stop alle sperimentazioni attuato l’8 settembre.

 

Infatti per effetto degli ingenti finanziamenti ricevuti sia dagli Stati Uniti che dall’Unione Europea – gli studi del vaccino sono stati fatti in tandem con l’università di Oxford – AstraZeneca conta di distribuire più 2 miliardi di dosi a livello globale.

 

Quello che però conta di più è che, indipendentemente se la sperimentazione arriverà presto a buon fine – sperimentazione che ha coinvolto ben 50.000 partecipanti tra Sud America e Europa – l’azienda ha già dimostrato di essere solida ed in grado di produrre utili.

 

Il suo portafoglio di farmaci esistenti ha registrato un aumento del 12% delle entrate totali nella prima metà del 2020 con i nuovi farmaci che hanno pesato per ben 2 miliardi di dollari.

 

I farmaci oncologici pesano per il 42% se  suoi tre farmaci antitumorali, Tagrisso, Imfinzi e Lynparza, insieme hanno aggiunto 3,7 miliardi di dollari di vendite.

 

Anche i suoi farmaci respiratori e immunologici stanno lasciando il segno. Le vendite totali di Symbicort, utilizzato per il trattamento dell’asma e delle broncopneumopatie ostruttive croniche, ha prodotto 1,4 miliardi di dollari nella prima metà del 2020.

 

Inoltre l’azienda ha anche 166 progetti in via di sviluppo. In sostanza, a differenza di Moderna, per AstraZeneca la scommessa non è tutta basata sul vaccino, il che dovrebbe far riflettere non poco chiunque voglia puntare su uno dei titoli che sono più vicini a tagliare il traguardo per il vaccino anti-coronavirus.

 

Naturalmente non ti sto dicendo che sia giunto il momento di mettere in portafoglio AstraZeneca, ma ritengo emblematico questo esempio per farti capire che quando si parla di titoli azionari bisogna sempre cercare di avere uno sguardo ampio.

 

Mai fermarsi alle apparenze e soprattutto mai seguire la massa in modo acritico.

 

Qualsiasi investimento deve essere inserito nel quadro di una strategia ben precisa ed è sempre importante ricordare che un portafoglio non è l’unione di singole scommesse ma va sempre considerato nel suo complesso.

 

Ad esempio quando inserisco un titolo in portafoglio seguo sempre un protocollo che ho appunto chiamato Protocollo Pascarella e che ho spiegato nel mio libro Battere il Benchmark.

 

Se vuoi capire un po’ meglio come bisogna muoversi per affrontare il mercato che offre i maggior guadagni al mondo, ovvero la borsa americana, allora questo è veramente il momento migliore possibile.

 

Ecco il link https://bit.ly/3iYmCy3 per richiedere la tua copia

 

Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

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