Perchè Google è l’unica FAANG che è salita dopo le trimestrali?

Venerdì sui listini è stata una giornata burrascosa con l’S&P 500 che ha lasciato sul terreno l’1,21% ed il Nasdaq che ha ceduto il 2,45%.

Insomma non proprio una giornata Surf ma poco ci manca.

Ma torniamo a noi e alla giornata di venerdì sui mercati americani che, alla vigilia di Halloween, più che dare il dolcetto ha certamente fatto lo scherzetto.

Contrariamente al solito, ad andare peggio degli altri sono state le FAANG ovvero i titoli dei colossi tecnologici: Facebook -6,31% , Amazon -5,6%, Apple -5;45%, Netflix -5;65%, Google (Alphabet) + 3,43%.

Come vedi Alphabet, ovvero la società che racchiude al suo interno Google e Youtube, è stata l’unica a salire e naturalmente il mondo finanziario ha cercato di dare una spiegazione a questo movimento, apparentemente, controcorrente.

Prima di illustrarti le tre ragioni che a mio avviso hanno con più probabilità trainato questo movimento,lasciami precisare, nel caso fossero le prime volte che leggi questa rubrica, che non ritengo vincente dare troppo peso ai movimenti di breve periodo, specie se governati dall’impatto emotivo che un documento molto importante come una trimestrale può suscitare.

Come avevo già scritto anche venerdì parlando della trimestrale di Amazon, ci vuole tempo per analizzare un bilancio e quindi i movimenti che si vengono a creare nell’immediatezza dell’uscita dei dati difficilmente sono basati sulle prospettive future del titolo, ma bensì sono spesso guidati dal mero confronto tra le aspettative e la realtà.

Infatti i prezzi che il mercato scambia prima della trimestrale inglobano già le aspettative che il mercato ha rispetto al titolo, quindi quando esce il dato reale spesso si possono vedere prezzi che salgono a fronte di dati negativi, semplicemente perchè si sono rivelati meno negativi del previsto, o viceversa è possibile vedere prezzi che scendono a fronte di dati positivi solo perchè sono meno positivi del previsto.

Questo però non è successo venerdì, infatti tutte le FAANG hanno presentato dati migliori delle attese, ma il mercato, ad eccezione di Google, ha preferito vendere anziché comprare.

Quando si verifica questa situazione è perchè non sono i dati del trimestre precedente a deludere, ma bensì le prospettive del trimestre futuro ad essere meno rosa delle attese.

Attenzione però, come ti accennavo all’inizio, è bene non fidarsi troppo della reazione emotiva sulle trimestrali, perchè è inevitabilmente basata solo su pochi ed appariscenti dati, che tra l’altro sono spesso fuorvianti, infatti i risultati che potrà ottenere in futuro l’azienda sono nascosti dentro alle pieghe del bilancio e difficilmente sono decifrabili in poche ore.

Ecco perchè se decido di vendere un titolo che ho in portafoglio lo faccio solo dopo un’attenta analisi dei dati e non certo sulla base di una previsione dell’utile o del fatturato.

Se bastasse guardare questi due dati per prendere le decisioni migliori non avrei bisogno di avere al mio fianco una intera squadra di preparatissimi analisti ma mi basterebbe leggere due numeretti per diventare più ricco di Paperon de Paperoni.

Tuttavia, visto che i mercati sono fatti di persone, credo sia importante cercare di capire anche le logiche alla base dei movimenti di breve periodo perché possono aiutare a comprendere i movimenti di lungo, pur non essendo determinanti, come ti ho lungamente spiegato in precedenza.

Ecco perchè ho fatto una breve ricerca sulle possibili cause che hanno portato Google ad essere l’unica Big Tech a salire malgrado tutte abbiano ampiamente battuto le attese con le proprie trimestrali.

Probabilmente il motivo principale è stato che Google (sarebbe più corretto dire Alphabet, ma continuerò a chiamarla Google per semplicità) aveva più spazio rispetto alle cugine.

Infatti da inizio 2020 l’azienda del motore di ricerca più usato del pianeta, pur avendo fatto un ottimo +17,22% – a fronte del +4% dell’ S&P – era comunque il fanalino di coda tra i giganti tecnologici.

Con Amazon a +73.77% da inizio anno che guidava con prepotenza il gruppo e Facebook che, pur essendo penultima, aveva realizzato quasi il doppio della salita di Google con un bel +36.82%.

Come sempre però un’immagine vale più di mille parole quindi valuta tu stesso la differenza di rendimento dal grafico che vedi in copertina.

E’ quindi ipotizzabile che i numeri migliori delle attese abbiano tranquillizzato il mercato che probabilmente aveva precedentemente penalizzato Google perchè preoccupato per la causa antitrust contro il colosso fondato da Larry e Page e per il fatto che nel lockdown la diminuzione degli introiti era stata maggiore rispetto a Facebook.

Oltre a questo c’è anche da dire che Google ha battuto le stime della trimestrale in maniera più netta rispetto ai cugini.

I ricavi sono cresciuti del 14% a 46,2 miliardi di dollari, battendo le stime degli analisti di quasi l’8%. Il margine operativo è arrivato al 24%, ben al di sopra del 19,8% previsto, e soprattutto l’utile per azione ha battuto le aspettative di un incredibile 46%.

Va tenuto conto che Alphabet è passata in un solo trimestre da un calo dei ricavi su base annua dell’1,7% ad un aumento, sempre su base annua, di ben 14%, e questo ha certamente impressionato gli operatori di mercato.

Infine, nella miglior performance di Google rispetto alla FAANG ha avuto un peso l’importante lavoro svolto da Alphabet per il contenimento delle spese.

Se hai letto l’articolo di venerdì avevo già toccato l’argomento parlando di Amazon, dicendo che l’aumento delle spese previste per il personale e per l’implementazione delle norme anticovid era stato uno dei motivi principale che avevano portato l’azienda creata da Bezos a scendere malgrado la trimestrale positiva.

Al contrario, Alphabet dopo lo scoppio della pandemia ha rallentato la crescita del personale, ad eccezione della spesa per il cloud, che rimane la massima priorità di Google.

Il CFO Ruth Porat ha previsto un “ulteriore rallentamento del ritmo di crescita dell’organico” nel quarto trimestre e una riduzione delle spese in conto capitale e questo è stato certamente gradito dal mercato.

Mentre scrivo i mercati americani sono ancora chiusi, vedremo perciò come si comporteranno le Big tech questa settimana…

Tuttavia permettimi di ricordarti che non si vive di sole FAANG e che anzi spesso le occasioni migliori si nascondono nei titoli che non godono dei riflettori mediatici ma che continuano a macinare utili in “silenzio”.

E’ per questo che con i miei analisti scandagliamo ogni giorno il mercato senza farci influenzare dal cosiddetto marketing di Wall Street.

A saperle cercare, le opportunità sul mercato non mancano mai ed infatti proprio oggi ho inserito nel portafoglio Premium un altro titolo dalle grandi potenzialità future.

Se anche tu vuoi sapere cosa bolle in pentola e quali sono le grandi occasioni che ho trovato sul mercato manda un whatsapp allo 392 5186777, un mio collega ti richiamerà e ti spiegherà nel dettaglio in che modo potrai replicare tutti i miei investimenti.

Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

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