Petrolio: Un’azione promettente ed una disastrosa

In questi giorni il petrolio è sulla bocca di tutti.

Da quando il 20 aprile la quotazione al barile è andata in negativo, anche chi non ha la passione per la finanza ha iniziato a parlare di oro nero.

Parole come contango, roll over o backguadtion, prima usate solo dagli addetti ai lavori, sono diventate familiari ai più.

Se è la prima volta che senti questi termini non ti preoccupare, ho spiegato il significato nella mia ultima diretta sulla pagina facebook Battere il benchmark e puoi rivederla cliccando qui.

Non starò perciò a ripetere i motivi per cui il prezzo è andato in negativo – che sono essenzialmente tecnici- ma piuttosto vorrei concentrarmi su due titoli specifici.

È ovvio che il petrolio sui minimi storici rappresenti un problema per l’economia mondiale.

D’altronde, come ha detto qualcuno, quando un barile di petrolio costa meno di un barile significa che sta succedendo qualcosa di molto strano.

Tuttavia anche in un settore in crisi come quello petrolifero non è corretto fare di tutta un erba un fascio, ma bisogna sempre studiare i singoli titoli.

Quindi oggi, ci concentreremo su di un titolo da tenere d’occhio ed uno a cui è bene stare alla larga nel settore dell’energia.

Partiamo dall’azienda che ti consiglio vivamente di evitare.

Si tratta di Callon Petroleum.

Callon ha toccato i suoi massimi a fine 2016 arrivando a 17,24 dollari, per poi iniziare un costante declino che l’ha portata al minimo assoluto di 0.41 dollari per azione il 1 aprile 2020.

Da tempo questa azienda è sottovalutata rispetto al suo fair value e questa è una palese dimostrazione di come non sia sufficiente acquistare azioni sottovalutate per fare soldi sui mercati.

Solo nel 2020 Callon Petroleum ha perso l’88% del suo valore.

Le cose si sono aggravate a dicembre quando ha portato a termine un’acquisizione molto rischiosa e lo ha fatto nel momento sbagliato.

Acquisendo E&P Carrizo Oil and Gas si è messa in pancia 1,7 miliardi di dollari di debito, portando l’indebitamento della società a 3.2 miliardi di dollari, ovvero 4.5 volte l’EBITDA.

Questa acquisizione è stata fatta per avere una maggiore possibilità di estrarre Shale oil -il cosiddetto petrolio di scisto estratto dalla roccia – ma, alla luce dei prezzi odierni,non sembra essere stata una grande idea.

Sulla carta Calleon ha tutte le caratteristiche per essere un’azienda vicina al fallimento.

È molto esposta sullo Shale oil, ha pochi soldi in cassa e un forte indebitamento, tanto da essere stata costretta ad iniziare una ristrutturazione del debito.

Anche per questo, sia Moody’s che S&P Global, hanno portato il rating a B3, quindi ad un livello considerato spazzatura.

Insomma, per quanto sottovalutata possa apparire Callon Petroleum non mi sembra un titolo da tenere in portafoglio.

Viceversa, anche in un momento così difficile per il settore petrolifero,c’è un titolo che è bene tenere d’occhio.

Se vuoi sapere subito quali sono i titoli giusti da acquistare in questo momento sul mercato americano allora manda un messaggio whatsapp allo 392 5186777,  un mio collega ti richiamerà e ti spiegherà nel dettaglio in che modo potrai replicare tutti i miei investimenti.


Mi riferisco a Total SA.

Certo il colosso Francese non è stato immune alla grande crisi petrolifera generata sia da un grosso calo della domanda che da una scellerata guerra dei prezzi sul lato dell’offerta.

Tuttavia il crollo delle azioni di oltre il 40% ha portato il dividendo ad un interessante 9%.

Inoltre Total è molto solida ed ha alcune caratteristiche che la rendono più competitiva rispetto ai diretti concorrenti.

Innanzitutto ha ben 27,4 miliardi di liquidità a disposizione e soprattutto è, tra i colossi petroliferi, quella meno legata allo Shale oil -il petrolio USA – che avendo alti costi di estrazione è il più penalizzato in questo momento.

Senza contare che Total ha messo in atto un taglio delle spese del 20% nel 2020, il che gli dovrebbe consentire di mantenere senza problemi il rating di credito Aa3/AAA-

Chiaramente il settore petrolifero non è quello dove ora metterei serenamente i miei soldi, ma vista in un’ottica di medio lungo periodo, una azienda solida come Total che distribuisce un dividendo del 9%, non è certo da disprezzare.

Come vedi, ciò che conta è sempre lo studio del singolo titolo e non una semplice analisi di un settore o ancor peggio dell’intero mercato.

Quello che fa la differenza è il metodo di scelta delle azioni.

Da quando ho creato un preciso protocollo in 5 passi per decidere quali azioni mettere in portafoglio le mie performance sono aumentate esponenzialmente.

Pensa che negli ultimi 10 anni il mio portafoglio di punta ha fatto addirittura meglio di quello di Warren Buffett.

Non mi fraintendere, lui per me rimane un maestro assoluto, ma quando riesci a battere il tuo mentore la soddisfazione è doppia.

Ho spiegato il mio metodo, che ho chiamato “Sistema Pascarella”, nel libro battere il benchmark.

Se ti interessa conoscere tutta la mia storia ed il mio metodo di investimento questo potrebbe essere il momento giusto.

Infatti, a seguito del grande successo ottenuto dal libro, siamo andati in ristampa e, per festeggiare l’evento, ho deciso di fare un regalo del valore di 97 Euro a tutti coloro che lo acquisteranno entro venerdí.

Se vuoi sapere di cosa si tratta clicca qui, ma mi raccomando: fallo subito perchè il regalo sarà disponibile ancora per pochissimi giorni.

Al tuo successo

Giuseppe Pascarella

Firma


Battere il Benchmark
La prima “Bibbia” sugli investimenti nel mercato USA


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