Quanto conta il prezzo quando decidi di comprare un azione?

Mi piacerebbe molto poter dare a questa domanda una risposta secca.

 

Il prezzo è l’unica cosa che conta!

 

oppure

 

Il prezzo non conta niente!

 

Se fosse possibile dividere la finanza in modo netto, separando con una linea il bene dal male sarebbe tutto molto più facile.

 

Purtroppo invece c’è sempre bisogno di scendere nel dettaglio e di vedere caso per caso, infatti, come ho detto, è molto difficile dare risposte assolute.

 

Certo, essendo io più portato allo stile value rispetto al Growth – anche se nel mio portafoglio ho inserito anche aziende Growth – immagino che tu ti aspetti che io dia molto importanza al prezzo.

 

Infatti, nel sentire comune, la base del value investing è quella di comprare aziende sottovalutate, che hanno quindi un prezzo di mercato minore del valore intrinseco.

 

In realtà però non è proprio così.

 

Ne ho già parlato altre volte ma mi sembra giusto tornare su questo punto visto che è una questione molto importante.

 

Il prezzo conta, è ovvio, ma non è tutto.

 

E a dirlo non solo io, ma colui che è considerato il vero maestro del Value Investing, cioè sua maestà Warren Buffett.

 

 “È meglio comprare un business meraviglioso ad un prezzo equo piuttosto che un business discreto ad un prezzo meraviglioso”

 

Quindi secondo l’Oracolo di Omaha…”la cosa principale da fare è trovare aziende meravigliose”. Una volta superato questo ostacolo, il prezzo pagato non è necessariamente così importante perché una buona azienda continuerà a creare ricchezza per i suoi azionisti anno dopo anno.

 

Solo che trovare aziende meravigliose non è così facile come sembra.

 

Certamente non basta guardare semplici parametri come prezzo/utili o il prezzo / book value” per battere il mercato e fare i soldi a palate!

 

D’altronde se bastasse fare due semplici divisioni per trovare le aziende migliori da acquistare, chiunque fosse in possesso di una calcolatrice diventerebbe immensamente ricco.

 

Ecco perchè il prezzo non è tutto.

 

Quando un’azienda viene scambiata a multipli (come il P/E o il P/BV) bassi c’è sempre un motivo.

 

Non pensare che siano tutti matti quelli che svendono le proprie azioni al di sotto del valore intrinseco e tanto meno non ti illudere che qualcuno abbia deciso di regalarti una pepita d’oro a prezzo di saldo.

 

Quando un titolo è scambiato a multipli bassi è perché l’azienda in quel momento ha un problema, magari si è deteriorato il modello di business, magari il management ha fatto scelte sbagliate che non hanno ancora intaccato i fondamentali ma lo faranno a breve, insomma le difficoltà possono essere tante…

 

Il difficile è capire se il mercato sta valutando correttamente i rischi, se li sta sopravvalutando allora si compra se invece i rischi sono sottovalutati allora bisogna starne alla larga.

 

Ma questo dentro al rapporto Prezzo/Utili non c’è scritto.

 

Non esiste un indicatore che contenga da solo tutta la verità, ogni numero ha senso solo se inserito in una analisi generale.

 

Valutare un’azienda non è solo un gioco matematico, altrimenti basterebbe un pc a farlo.

 

Se per determinare il valore reale di un titolo mi avvalgo di un intero team di professionisti di alto livello è proprio perché i fattori da tenere in considerazione sono parecchi.

 

Il mercato non prezza mai il presente, bensì cerca di prevedere l’andamento futuro e la chiave del successo sta nel capire se la società riuscirà o meno a soddisfare le aspettative e/o addirittura batterle.

 

Il segreto è tutto qui, solo che dirlo è facile, farlo un po’ meno.

 

Per citare ancora Buffett: “per definizione, una grande azienda è una grande azienda che rimarrà grande per 30 anni. Se sarà una grande azienda per tre anni, non è una grande azienda”

 

Quindi molto più importante del prezzo è capire se l’azienda ha un vantaggio competitivo importante, o come ama dire Warren, un fossato economico tale che la protegge dalla concorrenza e le garantisce un lungo futuro di crescita.

 

Attenzione però! Non vorrei che arrivati a questo punto tu ti sia fatto l’idea che il prezzo non conti nulla e che basti acquistare “un’azienda meravigliosa” ed il gioco sia fatto…

 

Purtroppo, come ti ho detto all’inizio, nella finanza non esiste il bianco ed il nero.

 

Ci vuole sempre un equilibrio tra prezzo e qualità, se c’è solo uno ma manca totalmente l’altro i risultati non saranno all’altezza delle tue aspettative.

 

Emblematico in questo senso è il caso delle cosiddette Nifty Fifty…

 

Questo nome era usato tra gli anni 60 e 70 per individuare le cinquanta migliori blue-chips di Wall Street. Erano considerate aziende così solide che tutti le volevano tanto che venivano acquistate a qualsiasi prezzo, nella convinzione che sarebbero continuate a salire per sempre.

 

Purtroppo però chi le ha acquistate senza curarsi del prezzo ha ottenuto rendimenti veramente insoddisfacenti.

 

Ecco perchè non è corretto acquistare un’azienda solo perchè ha un prezzo basso ma non è nemmeno corretto acquistare un’azienda solo perchè è di qualità.

 

Come ti ho detto ci vuole equilibrio.

 

Scovare l’azienda giusta non è semplice ma nemmeno così difficile se possiedi un metodo.

 

Io seguo un protocollo di 5 passi, e solo se ogni condizione è soddisfatta entro in posizione, come ho spiegato approfonditamente nel mio libro “Battere il Benchmark”.

 

Se vuoi conoscere meglio come opero ti consiglio di leggerlo.

 

Clicca qui per tutte le info.

 

Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

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