Quanto conta il timing quando si investe in borsa?

Quanto conta il timing?

Non voglio tenerti sulle spine e ti do immediatamente la risposta:

Il timing conta poco o nulla.

So benissimo che sto dicendo una cosa che va contro il pensiero comune, ma se hai un attimo di pazienza ti dimostrerò con i fatti il motivo di questa mia risposta controcorrente.

Prima però lasciami fare qualche precisazione.

Innanzitutto vorrei dirti che cos’è il timing, visto che non è scontato che tutti lo sappiano.

Il timing è il momento in cui decido di investire. Se ad esempio penso che in questi mesi il mercato potrebbe scendere e decido di aspettare ad investire, vuol dire che sto cercando il giusto timing…

cosa che, ti ripeto, non dovresti assolutamente fare.

Ma tempo al tempo, prima di spiegarti perchè penso sia un errore voglio dirti come mai ho deciso di riparlare di questo argomento che ho già trattato più volte in passato.

Oggi stavo parlando con un amico ed il discorso è caduto sugli investimenti e mi ha confessato che voleva investire nella borsa americana, ma stava aspettando a farlo perché mi aveva sentito dire durante un intervento nella diretta sul gruppo “Battere il Benchmark” che mi aspettavo un ritracciamento del mercato.

“Sai Giuseppe, mi conviene aspettare che il mercato scenda, così compro ad un prezzo migliore e guadagno di più”.

Sono quasi caduto dalla sedia! 

Per “colpa” di una mia frase interpretata male un amico stava commettendo un grave errore.

“Non è possibile” mi sono detto, e così eccomi qui a ribadire un concetto importante.

Innanzitutto bisogna partire dal fatto che nessuno al mondo possiede la sfera di cristallo per individuare il minimo o il massimo ESATTI nei quali, rispettivamente, acquistare o vendere, e quindi individuare la tempistica esatta è praticamente impossibile.

Negli ultimi 10 anni non si contano le volte in cui tutti gli analisti erano concordi nel dire che ci sarebbe stata un calo ma poi il mercato ha continuato a salire come se nulla fosse.

Sai cosa è successo a quelli che sono rimasti fuori in attesa di un calo? 

E’ successo che hanno perso il treno!

Quello che fa la differenza è avere il giusto orizzonte temporale e non farsi prendere dal panico quando le cose iniziano ad andare per il verso sbagliato.

Evitare le fasi di calo del mercato è una pura utopia, chi ci prova non fa altro che perdere le occasioni migliori.

Tieni presente che i maggiori recuperi, dopo un crollo, avvengono proprio nelle fasi di maggior turbolenza quando magari le notizie drammatiche che arrivano dai media ti hanno convinto a starne fuori.

Questo è un aspetto molto importante

Il fatto che le  migliori performance dei mercati sono avvenute nei primissimi giorni successivi ad un crollo, ti fa capire che, o sei un mago in grado di sapere esattamente il giorno esatto in cui rimbalzerà il mercato, oppure…

Cercare di entrare ed uscire continuamente dal mercato per prendere il momento giusto è una strategia che non ti porterà mai da nessuna parte.

Ma, come ti ho detto non pretendo che tu mi creda sulla parola. Ora te lo dimostro.

Osserva il prossimo grafico.

Rappresenta la crescita di 1000 dollari investiti nel mercato americano dal 1970-2015.


Immagina di aver investito 1000 dollari nel 1970 nel mercato azionario americano.

Magari l’avevano fatto i tuoi genitori pensando al tuo futuro.

Nel 2015, sistemando vecchie scartoffie, trovi quel contratto e con stupore ti ritrovi con 89.678 dollari. 

Una performance del 8.867% rimanendo sempre investito senza mai uscire nel mercato.

Dal 1970 ad oggi il tuo investimento ha attraversato la crisi petrolifera degli anni 70, il crollo dei mercati del 1987 con il lunedì nero nel quale l’indice americano perse il 22% in UN giorno, la crisi dei  mercati emergenti del 1998, la bolla tecnologica del 2000, fino ad arrivare alla crisi del 2008.

Eppure nonostante tutto questo i tuoi 1000 dollari sono diventati 89.678.

Cercare invece di interpretare il mercato vendendo e acquistando guidato dalle notizie e quindi dalle emozioni, sarebbe stato controproducente.

Avresti rischiato di perdere le giornate nelle quali il mercato performa meglio.

Osserva sempre il grafico precedente.

Dal 1970 al 2015 infatti sarebbe bastato perdere il giorno migliore (+11,58% del 13/10/2008 appena successivo al crollo dei mercati in seguito al fallimento Lehman Brothers) per veder scendere la tua performance del 10%. Da 89.678 dollari a 80.370.

Se poi ti fossi perso i 25 giorni migliori, i tuoi 1.000 dollari sarebbero oggi 21.224. 

Una performance del 2.022% ma non paragonabile al 8.867% – il 338,52% in più – che avresti ottenuto se ti fossi ritirato in un eremo irraggiungibile da ogni mezzo di comunicazione, lasciando il tuo portafoglio al libero arbitrio dei mercati.

Quello che fanno gli investitori disturbati dal rumore di fondo dei mercati – quotidiani, tv, social, eccetera – è disinvestire proprio nel momento di massima opportunità finanziaria ed investire nel punto di massima pericolosità.

Stare fuori è sempre una scelta sbagliata, quello che bisogna fare piuttosto è analizzare bene il mercato per scegliere le aziende migliori.

Tieni conto che anche durante il pesantissimo calo di marzo ci sono aziende che hanno continuato a salire.

E’ inevitabile che quando faccio divulgazione io sia portato a fare delle analisi sull’andamento generale dei mercati, ma non è quello che fa la differenza.

La differenza viene fatta da come scegli la composizione del tuo portafoglio.

Quando decidi di comprare non chiederti mai se è un buon momento ma chiediti solo se è una buona azienda!

Se sei interessato a sapere quali aziende io ed il mio team abbiamo selezionato per avere un portafoglio redditizio nel lungo periodo manda un whatsapp al 392 5186777. Un mio collega risponderà a tutte le tue domande e ti aiuterà a capire qual’è la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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