Se cresce l’inflazione, i tassi di interesse possono rimanere bassi?

Giuseppe ti aspetti che l’inflazione cresca?

Tra tutte le domande che ricevo, questa è da qualche anno una delle domande più gettonate.

Credimi mi piacerebbe darti una risposta certa, ma purtroppo non è possibile.

L’economia, non dimenticarlo mai, è una scienza sociale che esprime la somma di tutte le azioni umane, che si sà, non sempre sono razionali e quindi, per definizione, impossibili da prevedere con certezza. 

Tuttavia, non è mia abitudine tirarmi indietro per rimanere sul vago, quindi posso dirti che nel prossimo futuro io mi aspetto che l’inflazione salga, ma non mi aspetto, almeno nei prossimi anni, una iper-inflazione.

A dire il vero però, l’inflazione è il grande mistero degli ultimi anni. Anche un economista del calibro di Cottarelli ha dichiarato che non si spiega fino in fondo come mai l’incredibile massa monetaria che è stata immessa nel sistema dal 2008 ad oggi non abbia creato inflazione.

Infatti nel ‘900 qualsiasi libro di economia insegnava che se si stampa moneta, come ha fatto in dosi massicce la Banca Centrale americana, la moneta in circolazione aumenta. Se c’è tanta moneta le persone hanno più soldi da spendere e quindi aumentano i consumi, se aumentano i consumi i prezzi salgono per la vecchia cara legge della domanda e dell’offerta e se i prezzi salgono arriva l’inflazione.

Tutto questo però dal 2008 in avanti non è successo. La spiegazione al fatto che l’inflazione non è cresciuta potrebbe essere che i tassi così bassi non hanno incentivato le banche a prestare denaro, quindi questa enorme quantità di moneta non è arrivata nell’economia reale e non ha quindi aumentato i consumi e a sua volta i prezzi.

Sulla base di questo ragionamento si potrebbe continuare a dormire sonni tranquilli ma a mio avviso, qua e là, si possono cogliere i primi segnali che l’inflazione potrebbe salire.

Uno di questi segnali potrebbe essere il violento rialzo dell’oro, partito ben prima del crollo dei mercati dovuti al Covid-19.

L’oro, in quanto bene reale, è uno degli strumenti più efficaci per difendersi dall’inflazione, quindi il rally rialzista potrebbe testimoniare la tendenza del mercato a cercare asset che mettano al riparo da questo rischio.

Sarà vero? ah saperlo….

Però, a questo punto, c’è un’altra domanda che val la pena fare.

Ma se l’inflazione salirà, è scontato che anche i tassi di interesse saliranno?

Anche in questo caso, se uno avesse fatto una domanda del genere nel ‘900 sarebbe stato certamente bocciato a qualsiasi esame di economia.

Infatti era dato per assodato che in caso di inflazione la banca centrale avrebbe alzato i tassi per calmierare il fenomeno inflattivo.

Ma nella realtà, questa domanda è molto meno banale di quanto possa apparire.

E a dire il vero nemmeno nel ‘900 sarebbe stata così banale, checchè ne dicano i libri di economia.

Dopo la guerra ci fu una fortissima ripresa economica che portò ad una poderosa ondata di inflazione, ma malgrado ciò, per almeno una decina d’anni i tassi rimasero bassi e questo permise allo stato di ripagare il debito più facilmente.

Infatti nell’immediato dopoguerra gli Stati Uniti si sono trovati con il peggior rapporto debito/Pil della storia, intorno al 113%.

Per certi versi ora ci troviamo in una situazione simile, tanto che molti analisti stimano che il rapporto debito/Pil degli Stati Uniti abbia superato i livelli post seconda Guerra Mondiale e si attesti intorno al 120%.

Inoltre, mi spiace molto dirlo, la Fed ultimamente ha dimostrato di non essere totalmente impermeabile alle pressioni politiche e quindi non mi stupirei affatto se, per la paura di far scendere il mercato azionario, fosse lenta a rialzare i tassi anche in caso di inflazione.

Quindi lo scenario in cui l’inflazione sale e contemporaneamente i tassi di interesse rimangono bassi è tutt’altro che da escludersi.

Visto il grande indebitamento mondiale, lo scenario in cui i tassi rimangono bassi anche in caso di inflazione è uno scenario auspicabile?

Bè anche questa è una domanda a cui è molto difficile dare una risposta secca.

A naso ti direi che rispetto al dopoguerra ora non si vede una ripresa economica altrettanto poderosa, quindi ciò che ci dobbiamo augurare è certamente uno scenario che comprenda una inflazione moderata in modo da non intaccare il salario reale dei lavoratori.

Quello che però mi sento di dirti è che certamente preferire l’azionario rispetto all’obbligazionario può essere la scelta migliore per proteggersi dallo scenario appena delineato, ovvero inflazione elevata e tassi di interesse bassi.

Ma l’argomento è comunque molto sfaccettato, quindi ti invito sin da ora a partecipare alla diretta che farò domani sul mio gruppo facebook “Battere il Benchmark” dove approfondirò questo tema.

Se invece vuoi iniziare da subito a metterti al riparo dai rischi dell’inflazione investendo nelle azioni che io stesso ho selezionato, allora manda un whatsapp al numero 392 5186777.

Un mio collega risponderà a tutte le tue domande e ti aiuterà a capire qual’è la soluzione più adatta alle tue esigenze.

Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

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