Ti piacerebbe avere la mappa del tesoro dei mercati finanziari?

Lasciami indovinare… leggendo questo titolo è probabile che tu abbia pensato: Certo Giuseppe che mi piacerebbe avere la mappa del tesoro, solo che purtroppo questa mappa non esiste.


Beh, non ci crederai ma invece questa mappa del tesoro esiste, o meglio in molti sono convinti di averla creata e si chiama: modello predittivo.


I modelli predittivi sono sistemi molto elaborati e quindi non è facile spiegarli in poche parole, però nell’estrema sostanza immaginali come un sistema complesso di operazioni in grado di predire lo scenario futuro elaborando i dati passati.


Grazie all’avvento dell’intelligenza artificiale questi modelli sono diventati sempre più elaborati e forniscono indicazioni sempre più precise tuttavia non sono e non potranno mai essere la mappa del tesoro!


Quindi, caro amico investitore, se hai pensato che la mappa del tesoro dei mercati finanziari non esiste, hai tutto il mio appoggio!


Personalmente rimango sempre stupito quando leggo di qualcuno che pensa di poter prevedere il futuro con esattezza.


Intendiamoci, io non ho nulla contro i modelli che cercano di anticipare alcuni scenari futuri, anche io ed i miei analisti li utilizziamo con frequenza, ma siamo perfettamente consci che non sono la verità assoluta.


Infatti per quanto possano essere sofisticati tutti i modelli predittivi si basano sui dati passati e non possono tenere conto di tutte le variabili che il futuro può proporre.


Le risposte che forniscono questi modelli possono essere un aiuto ma non una guida da seguire ciecamente.


C’è una simpatica storiella, che era molto in voga tanti anni fa tra gli scienziati e gli ingegneri americani, che penso possa spiegare bene questo concetto.


La storiella è lunga ma cerco di sintetizzartela al massimo…


Un signore per vincere ai cavalli si rivolge ad un gruppo di ingegneri. Gli ingegneri, dopo giorni di duro lavoro, creano un modello predittivo e danno al signore il nome del cavallo vincente.


Certo di vincere l’uomo punta tutti i suoi soldi sul quel cavallo. Il cavallo parte fortissimo ma poco prima del traguardo rallenta ed arriva ultimo. 


L’uomo disperato va a chiedere spiegazioni agli ingegneri che si limitano a rispondere: i calcoli erano perfetti, se si suppone che il cavallo sia una sfera perfetta che si muove in assenza di gravità.


Ecco, questo è quello che succede quando si crede ciecamente ai modelli, si finisce per giocarsi la casa su di un cavallo che può vincere solo in assenza di gravità.


Capisci bene che le aziende non sono sfere perfette che si muovono nel vuoto, ma sono organismi complessi sottoposti a molte pressioni ed è veramente difficile tenere conto di tutti i fattori che possono influenzare la loro capacità di produrre utili.


Ad esempio si può fare un modello che predice con esattezza che il fatturato crescerà del 5% ogni anno, ma poi sul risultato finale graveranno anche molti fattori estrinseci che è impossibile calcolare con precisione.


La pandemia che stiamo vivendo è il classico esempio di un fattore estrinseco imprevedibile ed incalcolabile che ovviamente sballa tutti i modelli.


Lo ripeto, io non voglio demonizzare i modelli, visto che io stesso li utilizzo, voglio però far passare il concetto che è molto pericoloso affidarsi ciecamente ad essi.


L’uomo per sua natura ha bisogno di certezze, è per questo che è molto alto il rischio di gettarsi nelle mani di un sistema che ti da l’illusione di raccontarti verità assolute, specie in un’epoca come la nostra dove la tecnologia permette di costruire modelli così dettagliati e precisi da apparire perfetti.


Io sono un convinto sostenitore della tecnologia, a patto però che non si pensi di eliminare totalmente il fattore umano.


Su questo ho pochi dubbi, per prosperare sul mercato non serve il modello super tecnologico che ti consenta di sapere cosa succederà domani, quello che serve è piuttosto una solida conoscenza dei meccanismi di base dell’economia per interpretare gli andamenti nel lungo periodo.


Infatti quello che tutti dimenticano è che analizzare ogni evento nella giusta prospettiva temporale è molto più importante che cercare di prevedere cosa succederà nell’immediato.


Se ti ricordi la storiella dell’uomo che portava a passeggio il cane, puoi capire cosa intendo.


Questa metafora è stata creata da Ralph Wanger – uno dei più grandi investitori di tutti i tempi – quasi 100 anni fa ma è ancora decisamente attuale.


Se un uomo decide di portare un cane è impossibile prevedere i repentini movimenti del cane durante il tragitto, ma puoi essere certo che alla fine il cane arriverà la dove il padrone del cane lo vuole portare.


E ti posso garantire che per sapere dove il padrone porterà il cane non c’è bisogno di programmare un complesso algoritmo predittivo, basta avere la pazienza di aspettare che il padrone lo conduca là dove lo ha sempre portato.


Approfondirò questi argomenti durante l’evento che ho organizzato a Roma il 3 e 4 ottobre.

Se il prossimo week end sei libero ti consiglio veramente di partecipare, saranno due giorni che miglioreranno in modo decisivo la tua capacità di far rendere i tuoi risparmi.


Manda subito un whatsapp al 3925186777 e fatti spiegare, senza impegno, nel dettaglio di cosa si tratta per toccare con mano tutte le cose che imparerai in modo pratico e divertente.

Spero di vederti a Roma.

 

Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

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