Trump dichiara guerra ai social: cosa succederà a Facebook e Twitter?

Da qualche giorno è scoppiata una vera e propria guerra tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e Twitter, che però potrebbe coinvolgere anche gli altri social.

Come sempre non è mia intenzione avventurarmi in valutazioni politiche.

Il mio obiettivo non è stabilire chi ha ragione, ma piuttosto cercare di capire quali potrebbero essere i risvolti che questa vicenda avrà sulle quotazioni di queste aziende.

Prima di passare alle considerazioni strettamente finanziarie, lasciami fare un veloce riassunto della vicenda a beneficio di chi non fosse al corrente di quello che è successo.

Come riporta il Sole24Ore: Tutto nasce dal fatto che nei giorni scorsi Twitter ha etichettato due messaggi dell’account di Trump con l’avviso di verificare i fatti. Il social ha anche allegato un link ai due tweet del presidente in cui sostiene che l’affermazione di Trump sono prive di fondamento.

Apriti cielo…

Donald non è stato certo a guardare mentre uno dei social più importanti al mondo lo giudicava come una persona poco attendibile.

Prima ha reagito a parole, accusando Twitter di voler interferire sulle elezioni del 2020 ed arrivando addirittura a ventilare l’ipotesi di chiudere i social.

Poi è passato ai fatti firmando un provvedimento che renderà molto più facile alle authority, come la Federal Trade Commission, intervenire in favore della libertà di espressione quando qualche social sospende gli utenti, segnala o cancella i loro post.

Dopo la firma Trump ha Twittato trionfante: “Questo sarà un grande giorno per i social media e l’imparzialità”.

Dal canto suo Twitter non sembra intimorita e per bocca del suo CEO Jack Dorsey ha dichiarato: “continueremo a segnalare informazioni errate o contestate sulle elezioni a livello globale”.

Facebook invece sta cercando di tenersi fuori dalla vicenda. Zuckerberg si è comunque in parte dissociato da Twitter dicendo che non è il ruolo dei social quello di essere l’arbitro della verità.

Fin qui, per sommi capi, i fatti.

Ora veniamo alla parte che ci interessa di più, ovvero i risvolti che questa vicenda avrà sul mercato azionario.

Se dovessimo guardare a come ha reagito il mercato a caldo i motivi di preoccupazione non mancherebbero.

La vicenda è esplosa il 26 maggio e come si vede dal grafico gli effetti sono stati evidenti.

Twitter che stava guadagnando da inizio settimana il 4,26% ha chiuso con un pesante -5,06%; mentre Facebook malgrado stesse già perdendo l’1,15% è riuscita a limitare le perdite chiudendo comunque in profondo rosso a -4,18%.

Se paragoniamo questi risultati al +3% settimanale messo a segno dall’ETF più importante dell’indice S&P 500, risulta evidente che questo scontro Casa Bianca Vs Social ha avuto effetti profondi sul mercato.

Basta questo per indurci a vendere come se non ci fosse un domani tutte le aziende che hanno anche solo lontanamente a che fare con i social?

Ovviamente no.

Non confondiamo mai le reazioni a breve del mercato con quello che sarà il vero impatto sul lungo periodo.

Un conto sono i movimenti dettati dell’emotività ed un altro è il giudizio che il mercato darà rispetto al vero valore di una azienda.

Personalmente non darei molto peso a queste scaramucce.

Non solo perché ritengo che Facebook disponga di un vantaggio competitivo che non possa essere intaccato da questa vicenda -a differenza di Twitter che non dispone di un grande fossato- ma soprattutto perché…

… i ragionamenti che ti dovrebbero portare a scegliere se comprare o vendere un’azienda dovrebbero essere altri.

Come dico sempre il mio lavoro non è prevedere il futuro, ma analizzare il presente ed avere la capacità di capire quando un prezzo non rispecchia il reale valore dell’azienda.

E’ lì che si nascondono le vere occasioni.

Capire qual è il valore intrinseco di una azienda non è facile, ma si può imparare.

Se ti dovessi dire qual’è stata la singola abilità che mi ha permesso di moltiplicare di quasi sette volte il capitale dei miei clienti negli ultimi 10 anni ti direi senza dubbio:

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Giuseppe Pascarella

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