Un interessante indicatore di analisi tecnica

Durante la mia consueta diretta del giovedì, ieri ho parlato dell’indicatore di analisi tecnica che seguo maggiormente.

E questo indicatore è l’RSI.

Se non sei riuscito a vedere la diretta e vuoi saperne di più di questo ottimo indicatore puoi rivederla cliccando qui, ne parlo al minuto 37.

Se invece vai di fretta puoi leggerti il succo di quello che ho detto nel PascaDaily di oggi.

Innanzitutto è bene sapere che qui in PascaProfit non siamo dei fanatici dell’analisi tecnica, però comunque la utilizziamo anche se in minima parte.

Quello che ti deve essere chiaro è che l’analisi tecnica va utilizzata non per fare market timing ma ben sì per analizzare i trend.

Ma che cos’è L’RSI?

Bè per essere preciso ti riporto la traduzione del sito Investopedia, che per queste cose è fatto molto bene:

L’indice di forza relativa (RSI) è un indicatore di momentum utilizzato nell’analisi tecnica che misura l’entità delle recenti variazioni di prezzo per valutare le condizioni di ipercomprato o ipervenduto nel prezzo di un’azione o di un altro asset. L’RSI viene visualizzato come un oscillatore (un grafico a linee che si muove tra due estremi) e può avere una lettura da 0 a 100. L’indicatore è stato originariamente sviluppato da J. Welles Wilder Jr. e introdotto nel suo libro fondamentale del 1978, “New Concepts in Technical Trading Systems.”

L’interpretazione e l’utilizzo tradizionali dell’RSI sono che valori pari o superiori a 70 indicano che un titolo sta diventando ipercomprato o sopravvalutato e può essere innescato per un’inversione di tendenza o un ritiro correttivo del prezzo. Una lettura RSI di 30 o inferiore indica una condizione di ipervenduto o sottovalutato .

Quindi in pratica l’RSI ci indica il momentum, ma cosa sono gli indicatori di momentum?

Gli indicatori Momentum sono strumenti di analisi tecnica utilizzati per determinare la forza o la debolezza del prezzo di un’azione. Il segnale misura il tasso di aumento o diminuzione dei prezzi delle azioni. Gli indicatori di momentum comuni includono l’indice di forza relativa (RSI) e la divergenza di convergenza della media mobile (MACD). Noi oggi vedremo l’RSI

Dal punto di vista del trend, il momentum è un indicatore molto utile di forza o debolezza nel prezzo. 

La storia ci ha mostrato che il momentum è molto più utile durante i mercati in aumento che durante i mercati in calo; il fatto che i mercati aumentino più spesso di quanto scendano è la ragione per cui sono molto utilizzati.

In altre parole, i mercati rialzisti tendono a durare più a lungo dei mercati ribassisti .

Ma perchè è importante che non usi questo indicatore per fare market timing?

Perchè tende a dare parecchi falsi segnali. Ci può dare l’idea del trend ma non va preso come un oracolo per indicarci quando il mercato invertirà la rotta.

Come ho scritto nel mio ultimo libro Dove metto i miei soldi:

Attento però, lascia che te lo ripeta, a non farti prendere la mano: non vuole affatto dire che appena un titolo entra in ipervenduto si possa comprare perché prestissimo i venditori spariranno e il titolo risalirà alla velocità della luce.

Nulla di più lontano dalla realtà.

Può succedere che un titolo rimanga in ipervenduto o in ipercomprato per molto tempo e prima di cambiare rotta vada nella stessa direzione ancora per parecchi punti percentuali.

L’uso che ne faccio è semplicemente di controllo. Se mi piace un titolo vado a vedere che non sia in ipercomprato, se lo è cerco di aspettare che il mercato si scarichi così da poter entrare ad un prezzo migliore.

Tuttavia, quando sono sicuro che il titolo è buono non c’è RSI che tenga.

Come ho detto fino allo sfinimento sono contrario al market timing, quindi se c’è da aspettare qualche giorno prima di entrare va bene, ma non baso tutte le mie decisioni su di un indicatore, questo è certo.

D’altronde il mio lavoro si basa sull’analisi dei numeri di bilancio, cose concrete e a lungo termine.

L’RSI mi dà una mano in certe circostanze ma credimi, non potrai mai trovare la verità in un indicatore che deriva dal prezzo, perché inevitabilmente sarà calcolato sui prezzi passati e una marea di studi hanno dimostrato che:

Non c’è nessun modo di prevedere i prezzi futuri con esattezza partendo dai prezzi passati.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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