Come dobbiamo interpretare questo mini rally di mercato?

In questi giorni, il mercato azionario ha goduto di un mini rally. 

I principali indici hanno iniziato a crescere giovedì 12 maggio, dopo che l’S&P 500 e il Nasdaq hanno segnato i livelli intraday più bassi dell’anno.

Da allora sono aumentati rispettivamente del 6% e di quasi l’8%, per poi segnare un nuovo movimento a ribasso nella giornata di mercoledì.

Ma la domanda è…

Perché questo mini rally? 

Probabilmente le parole di Jerome Powell, hanno fatto tirare un bel sospiro di sollievo al mercato ed hanno stimolato gli acquisti.

La Fed, infatti, stando a quanto riportato dal suo presidente, non ha intenzione di alzare i tassi di interesse a breve termine così rapidamente come alcuni temevano.

Personalmente credo che le parole di Powell abbiamo fornito una buona ventata di aria fresca al mercato, ma difficilmente basteranno per combattere l’inflazione.

Ad ogni modo, però, vediamo che cosa accadrà nelle prossime settimane… 

Nel frattempo gli investitori continuano a spostarsi verso titoli azionari difensivi, anche se cominciano a esserci maggiori acquisti sui titoli growth. 

Il bear market, Il mercato ribassista, è già al terzo inning secondo buona parte degli americani. 

Cosa significa terzo inning?

Vedi, gli investitori statunitensi sono soliti a paragonare il mercato azionario al baseball.

Una partita di baseball si gioca su 9 inning, quindi, in teoria, secondo l’americano medio, abbiamo giocato un terzo di partita, o per meglio dire, siamo quasi a metà del ciclo ribassista del mercato.

Ma perché noi non dovremmo prendere sul serio questo mini rally? 

Perché non è una sorpresa vedere che le azioni guadagnino terreno. 

Il mercato era talmente malconcio che sembrava quasi implorare un aumento degli acquisti. 

Il punto più basso, come dicevo, è stato toccato giovedì, quando lo Standard & Poor’s era in calo del 17% e al di sotto della sua media mobile a 200 giorni. 

Vedi, quest’ultimo è un indicatore seguito da tantissimi investitori, analisti tecnici e trader come fosse un segnale di trend rialzista o ribassista sul lungo periodo quindi almeno 5/7 anni. 

In questo momento gli indici si trovano al di sotto della media mobile a 200 giorni. 

L’ultima volta che assistemmo ad un evento analogo fu marzo 2020, quando la pandemia stava per entrare nelle nostre vite. 

Tuttavia, dallo Standard & Poor’s 500 arriva anche un segnale decisamente positivo.

Attualmente, l’indice più famoso del mondo, viene scambiato a poco più di 17 volte gli utili per azione, in calo rispetto ai 21 dello scorso anno.

Questo cosa significa?

Più l’EPS è prossimo allo zero, maggiore è lo stato di salute in cui versa l’economia. 

Ma per tirare le somme, cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?

Beh, se gli investitori continuano a trattenersi dal comprare azioni nella speranza di un rendimento più elevato, quindi, stanno tentando di fare il cosiddetto market timing… 

Allora è molto probabile che vedremo un ulteriore ribasso. 

Attualmente ci sono movimenti, non così ampi, ma i volumi di acquisto sono decisamente aumentati. 

Ma in ogni caso è necessario capire e seguire l’umore del mercato, in questo momento ancora abbastanza negativo.

Personalmente mi aspetto un ulteriore ribasso, ma ciò non mi spaventa.

Come ho detto più volte, si stanno creando molte opportunità e noi abbiamo una lista della spesa praticamente pronta, un po’ come il buon Warren Buffett.

Seguiamo i volumi, monitoriamo con attenzione le prossime settimane e, alla fine, decideremo quali operazioni compiere per i nostri portafogli.

Se vuoi sapere quali titoli stiamo monitorando con attenzione, e quali, sono pronti ad essere acquistati, scrivici al 392 5186777 e un nostro consulente gratuitamente cercherà di aiutarti.

Al tuo successo,

Giuseppe

 

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