Come se la passa Zoom?

Quante volte nel 2020 mi è stato chiesto: ma perchè non hai comprato Zoom?

Semplice, io guardo al lungo periodo e nel lungo periodo le valutazioni di quel titolo non mi convincevano.

Ieri abbiamo avuto l’ennesima conferma del fatto che Zoom non è in grado di reggere le aspettative che ad ottobre 2020 l’hanno portata a valere oltre i 580 dollari.

Da allora è stato un lento e costante declino fino al minimo di 114 dollari di qualche giorno fa.

Ma come Giuseppe, ci parli del declino di Zoom proprio ora che ha rialzato la testa e ha messo a segno un rialzo di circa il 6% grazie alla pubblicazione dei conti degli ultimi 3 mesi chiusi il 31 gennaio?

Certo, te ne parlo ora proprio perché non vorrei che qualcuno si facesse pericolose illusioni.

Ma andiamo per gradi e vediamo di capire cosa è successo.

Come ti ho detto, Zoom ha pubblicato i dati degli ultimi tre mesi chiusi il 31 gennaio e, a ben vedere la crescita delle vendite ha vacillato nel quarto trimestre segnalando che la domanda per l’app per le videoconferenze non è stata poi così eccellente come ci si aspettava. 

Questo, secondo me, deriva dal fatto che le speranze dell’azienda che le persone avessero continuato a preferire lavorare da casa anche a Pandemia finita sono ormai tramontate.

Le persone preferiscono tornare in ufficio, questo ormai credo sia un dato chiaro.

Tuttavia, i dati non sono poi così male visto che le vendite della società sono aumentate a 1,07 miliardi di dollari, contro gli 882 milioni e soprattutto contro una previsione di 1,05 miliardi di dollari.

Ed ecco spiegata l’impennata dei prezzi del 6%.

Attenzione però, come dico sempre, mai fermarsi ai dati superficiali.

Ciò che non mi convince di Zoom, e assieme a me non convince nemmeno molti analisti, sono le stime sul futuro.

Infatti Zoom ha fatto sapere di attendersi per il primo trimestre 2023 un fatturato tra i 1,07 e gli 1,08 miliardi di dollari, decisamente sotto le attese di 1,20 miliardi di dollari.

Questo segnerebbe, almeno per il primo trimestre del prossimo anno, una forte battuta d’arresto a cui bisogna prestare attenzione. Infatti anche se il fatturato dovesse essere nella fascia alta delle previsioni dell’azienda si tradurrebbe in una crescita di appena il 12%, ben lontano da ciò che ci si aspetta da un’azienda Growth

Ovviamente, Kelly Steckelberg, il CFO di Zoom, predica ottimismo. 

Per l’intero anno fiscale 2022 la società ha affermato che prevede delle entrate tra i 4,53 e i 4,55 miliardi di dollari.

Secondo il CFO le vendite dell’azienda sono molto buone e le attività aziendali cresceranno su una media del 20%. Poi però ha aggiunto che le attività online, soprattutto quelle per i clienti che vengono definiti client self service saranno per lo più stabili durante tutto l’anno e quindi a me non sembra che i dati siano poi così eccezionali come ci vorrebbe far credere Kelly.

Steckelberg ha inoltre affermato che l’azienda sta guardando soprattutto al mercato aziendale perché è quello dove ci possono essere ritorni maggiori rispetto al mercato retail.

A mio avviso però il vero problema di Zoom non è solo il ritorno alla normale vita d’ufficio dopo la pandemia, ma soprattutto l’intensa attività dei suoi competitor.

In primis Microsoft che ha ancora saldamente in mano tutto il mercato delle grandi aziende e che ha dichiarato a luglio che la sua applicazione Teams  -che combina videoconferenze e altre funzionalità di collaborazione- ha raggiunto livelli record con quasi 250 milioni di utenti attivi mensilmente. Microsoft intende anche portare Teams a tutti gli utenti di Windows come parte del suo sistema operativo di prossima generazione attualmente in fase di implementazione. 

Ma non c’è solo l’azienda creata da Bill Gates a creare grattacapi a Zoom, infatti  c’è anche Facebook, cioè l’attuale Meta platform, che intende sfruttare il metaverso per creare grandi spazi di collaborazioni in ambito lavorativo.

Zoom dal canto suo non sta certo a guardare e il management sta provando in tutti modi a conquistare nuove quote di mercato.

Purtroppo però le cose non stanno andando benissimo. Infatti l’acquisizione del competitor FIVE9, per quasi 15 miliardi di dollari è andata in fumo in quanto giudicata troppo onerosa dagli azionisti e bloccando così uno dei principali piani di espansione dell’azienda.

Ed anche la sua attività di telefonia basata su cloud zoom Phone -che attualmente in Italia non è ancora disponibile- stenta a decollare, anche se la società sembra decisa ad insistere per trovare nuove aree di crescita.

Insomma, Zoom non ha certo intenzione di darsi per vinta e questo è positivo.

Tornando ai numeri, Zoom ha affermato anche di aver circa 510 mila clienti con più di 10 dipendenti, quindi stiamo parlando di aziende di piccole e medie imprese ma purtroppo non riesce ancora a entrare nelle aziende molto più grandi dove, come detto, Microsoft regna ancora indisturbata.

Zoom ha registrato un utile netto di 490 milioni di dollari che sono attribuibili agli azionisti ordinari per il quarto trimestre fiscale.

La società ha dichiarato di aver nominato Bill McDermott nel suo consiglio. Questo è un fatto molto positivo, infatti McDermott è presidente della importante società di software ServiceNao ed ha un background all’interno di società tech veramente molto alto. Succederà a Bart Swanson. 

Inoltre il consiglio del consiglio di amministrazione ha autorizzato un programma di buyback da un miliardo di dollari per le azioni in circolazione e questo dovrebbe far bene nel breve periodo con un aumento del valore azionario almeno del 10-15 per cento.

Fin qui le notizie, per chiudere vorrei farti una mia considerazione personale.

Per quanto una crescita del 11/12% sia veramente un ottimo risultato per un’azienda, credo che non ci si possa più attendere da Zoom crescite da azienda Growth.

Per questo, per quanto Zoom nei prossimi 5/7 anni possa diventare un ottima azienda non mi aspetto di vedere grandi tassi di crescita, paragonabili a quelli a cui ci aveva abituato il titolo nel 2020.

La concorrenza è molto agguerrita e di società che offrono gli stessi servizi di Zoom con più efficienza non mancheranno in futuro, per questo non mi aspetto grandi cose da questo titolo, anche se sarò lieto di cambiare idea se l’azienda porrà in essere delle mosse che vadano a smentire la mia analisi attuale.

Non bisogna mai innamorarsi di un’idea sul mercato. Bisogna sempre essere lucidi e obiettivi nel giudicare. Io non sto sul mercato per avere ragione ma per cercare di fare soldi per me e per i miei clienti, quindi quando cambiano le condizioni io cambio volentieri idea.

Se anche tu ti vuoi avvalere delle miei analisi e di quelle del mio super team di analista non devi far altro che entrare nella grande famiglia di PascaProfit.

Per info 392 51 86 777.

Al tuo successo,

Giuseppe

 

Firma


Vuoi continuare a leggere l’articolo?
Iscriviti subito a Editoriali Pascarella, è GRATIS
Iscrivendoti all’Editoriale Pascarella
avrai accesso a:
Sei già iscritto?

Lascia un commento

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli da non perdere

Cerchi qualcosa?

Premi INVIO per avviare la ricerca.

Iscriviti per leggere
gli Editoriali Pascarella
E' gratis, per sempre...

Accedi a Pascaprofit