In che direzione sta andando il settore energetico?

A causa dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina e il conseguente aumento del costo del petrolio, molti investimenti si stanno orientando verso le energie alternative e le energie pulite in quasi tutti i mercati del mondo. 

Tra l’altro, un dato molto interessante conferma come nel primo trimestre del 2022 siano stati concessi più prestiti alle società di energia alternativa rispetto, ad esempio, alle compagnie petrolifere e del gas. 

Le banche, infatti, hanno già sottoscritto più di 100 miliardi di dollari di obbligazioni e prestiti a favore di progetti riguardanti l’energia pulita rispetto ai 95 miliardi di dollari per i produttori di combustibili fossili.

Ora, questo non significa che le energie pulite abbiano scavalcato gas e petrolio, assolutamente no…

Anche perché, i principali finanziatori del settore energetico, le banche, hanno raccolto quattro volte più denaro per i combustibili fossili che, ad esempio, per l’energia pulita dal 2018 al 2022. 

Per carità, anche noi PascaProfit riteniamo l’energia pulita sia un settore molto interessante, ma è ancora in una fase embrionale.

Ad oggi rappresenta solo il 5% dell’energia globale, e questo significa solo una cosa…

Il mondo ha ancora fame di combustibili fossili. 

Tuttavia, nonostante il settore delle energie alternative in generale abbia effettuato più sottoscrizioni nel primo trimestre, alcune banche, non hanno seguito questo trend. 

Citigroup, ad esempio, mentre lo scorso anno offrì più debito alle aziende di energie alternative, nel primo trimestre del 2022 è andata a favore delle società petrolifere e del gas. 

Ora, il problema è il seguente:

Da una parte abbiamo maggiori richieste di prestiti da parte delle società produttrici di energie pulite poiché la guerra potrebbe garantire loro una buona crescita nel breve-medio periodo, se non addirittura sul lungo periodo.

Dall’altra però abbiamo i creditori, ossia le banche, che fiutando una migliore opportunità di guadagno nel combustibile fossile vogliono continuare ad investire in società di gas e petrolio.

E la soluzione qual è?

Secondo molti finanziatori, si dovrebbe collaborare di più con le aziende per cercare di ridurre le emissioni piuttosto che disinvestire su di esse.

Stando a quel che dicono molti Paesi sembra che entro il 2030 riusciranno in qualche modo ad eliminare quasi il 30%-40% dell’utilizzo del carbone nelle loro centrali elettriche. 

Beh, se così fosse sarebbe fantastico, ma come me, anche gli analisti di varie banche pensano sia impossibile. 

Probabilmente dovremmo attendere ancora fino al 2040, se non addirittura il 2050, prima che ciò accada. 

Anche la Cina, ad esempio, aveva affermato che entro il 2030 avrebbe smesso di usare il carbone.

Tuttavia, visti i recenti effetti dell’inflazione del petrolio e soprattutto le difficoltà della catena di approvvigionamento dopo che il Covid è tornato pesantemente nel paese, ha cominciato a richiedere carbone dai Paesi con cui aveva tagliato i rapporti.

Molti ambientalisti sono preoccupati che il ritmo dei finanziamenti a favore dell’energia pulita stia rallentando, ritardando così anche la spesa necessaria per raggiungere gli obiettivi climatici mondiali e ridurre la dipendenza globale dal petrolio e dal gas. 

L’azienda biotecnologica Amgen Corporation e la Honda Motor sono stati tra quelli che hanno aumentato i cosiddetti “Green Bond”, ma l’importo totale raccolto è stato ben al di sotto del ritmo rispetto al 2021.

Molti analisti affermano che per accelerare la transizione energetica saranno necessari da 5 a 10 volte il totale di Green Bond e prestiti rispetto all’anno scorso.

In ogni caso, quelle del primo trimestre 2022 sono comunque delle ottime indicazioni perché per la prima volta nella storia, le richieste di Green Bond sono state pari, se non più alte, rispetto a quelle di petrolio e gas.


Questo è davvero un ottimo segnale per il futuro. 

Ovviamente non significa che bisogna buttarsi a capofitto nelle energie alternative… 

Significa che, molto probabilmente, da una fase embrionale in cui si trovavano le energie alternative, ora cominceranno a mangiare importanti quote di mercato da qui ai prossimi anni, grazie ai finanziamenti percepiti.

Di recente noi di PascaProfit, abbiamo fatto una ricerca per quanto riguarda le società energetiche che si occupano sia di energia alternativa che di energia a combustibile fossile…

Ma secondo noi sono ancora troppo sopravvalutate perché nell’ultimo periodo sono cresciute veramente molto. 

Tuttavia, c’è una società del settore energetico che abbiamo nel nostro portafoglio Pascarella… 

Una società sottovalutata che mostra davvero un ottimo potenziale.

Se sei interessato a sapere di che titolo si tratta, basta scriverci al numero 392 51 86 777.

Al tuo successo,

Giuseppe

 

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