Cosa sta succedendo sui mercati?

Abbiamo appena concluso la peggior settimana da aprile 2020 ed oggi. 

Cosa sta succedendo sui mercati?

Il Nasdaq ha lasciato sul terreno oltre il 7%, L’ S&P ha perso circa il 5,7% e il bitcoin è precipitato di circa il 15%.

Insomma, un quadro non proprio rassicurante. Non è però il caso stracciarsi le vesti ed imprecare contro gli omini neri di Wall Street , molto meglio restare calmi ed analizzare serenamente quello che sta succedendo, visto che non sempre un calo è una brutta notizia, anche se hai un portafoglio 100% azionario.

Infatti, non dimenticare mai che è proprio in questi momenti che Wall Street offre le migliori occasioni.

Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire cosa sta succedendo sui mercati.

Chiaramente è in atto una rotazione di capitali, ma attenzione, non si tratta della solita rotazione settoriale che porta gli investitori ad uscire dai titoli Growth per spostarsi ai titoli più value, ovvero quelli con un business più avviato e dividendi più solidi, ma con minori possibilità di crescita rispetto ai Growth.

Quello che sta accadendo ora sul mercato è qualcosa di più profondo, che sta spostando il denaro dai titoli più tecnologici, solitamente identificati come Growth, ad altri asset, in particolare il denaro sta arrivando al comparto obbligazionario.

In pratica sembra che il denaro stia uscendo dall’azionario per confluire nell’obbligazionario, secondo il principio dei vasi comunicanti di cui abbiamo parlato qualche mese fa.

Questo fenomeno solitamente viene definito come “Fly to Quality”, ovvero ricerca della qualità, cioè in una situazione di avversione al rischio come questa gli investitori tendono a preferire le obbligazioni considerate meno rischiose delle azioni.

Già su questo assioma ci sarebbe da ridire, infatti diversi studi hanno dimostrato che nel lungo periodo è molto più rischioso detenere obbligazioni che non azioni, ma adesso non divaghiamo.

Ora rimaniamo concentrati sull’analisi e andiamo a vedere quale può essere l’indicatore, che più di ogni altro ci può dare la misura di questo movimento in atto.

A mio avviso ciò che va monitorato con attenzione, come ho già più volte detto in passato, sono i TIPs, ovvero i titoli di Stato statunitensi parametrati all’inflazione.

Questi particolari tipi di bond sono legati all’inflazione e quindi esprimono il rendimento reale, ovvero il tasso di interesse depurato dall’inflazione.

Durante le prime fasi della pandemia erano sprofondati, proprio perché i tassi erano bassi e l’inflazione inesistente. Da qualche tempo, pur rimanendo con un rendimento reale negativo, i Tips hanno attratto capitali sempre maggiori e sono un chiaro segnale del fatto che il mercato si aspetta una inflazione in crescita.

Questo è il motivo per cui i capitali stanno uscendo dall’azionario per confluire in questi bond parametrati all’inflazione.

Tra l’altro la settimana che inizia oggi vedrà la prima riunione politica del 2022 da parte della FED ed anche l’uscita di importanti trimestrali come General Electric, Johnson & Johnson e Microsoft. Considerato il peso che ha avuto settimana scorsa la deludente trimestrale di Netflix, sarà bene tenere gli occhi bene aperti.

Tornando alla FED, il mercato è abbastanza preoccupato del fatto che Powell abbia sostanzialmente le mani legate, infatti con l’indice dei prezzi al consumo che ha toccato il 7%, nuovi stimoli monetari sarebbero estremamente rischiosi.

Tutto questo fa sì che gli investitori stiano cercando riparo nel Bond legati all’inflazione.

Ovviamente i recenti ribassi hanno dato maggior forza a chi vede l’arrivo di una forte burrasca, tanto che alcuni si sono addirittura spinti a profetizzare uno scoppio della bolla.

Tra questi c’è un investitore autorevole come Jeremy Grantham, cofondatore e chief investment strategist della società patrimoniale Grantham Mayo.

Secondo Grantham il mercato sarebbe in bolla già dall’anno scorso perchè i mercati sono saliti sull’idea che i rendimenti sarebbero rimasti a zero, cosa che invece non avverrà.

Grantham è un grande investitore, ma nemmeno lui ha la verità in tasca, come del resto non ce l’ho io e nessunaltro.

Se devo essere sincere io sono più ottimista. Non v’è dubbio che ora la Fed dovrà cercare di evitare il surriscaldamento dell’economia e per farlo l’unica via è quella di alzare i rendimenti reali. Tuttavia se questo processo verrà fatto in modo ordinato non ci dovrebbero essere forti ripercussioni sui mercati.

Ma quello che mi preme sottolineare è che, in ogni caso, non dobbiamo spaventarci se il mercato deciderà di fare uno storno importante, magari intorno al 30/35%.

Cali del genere sono sempre avvenuti e poi puntualmente sono stati recuperati. 

Nel lungo periodo investire in azioni è sempre l’idea migliore, su questo non ci piove. Ci sono centinaia di anni di storia a dimostrarcelo.

Quindi l’unica cosa che non bisogna fare è farsi prendere dal panico ed uscire totalmente dal mercato.

Come dico sempre non ti preoccupare di quello che fa il mercato nel suo complesso ma cerca di costruire un portafoglio che sia resiliente alle varie fasi del mercato.

Non sarà il cercare di fare market timing uscendo ed entrando continuamente dal mercato che ti preserverà dai crolli. Avere il tempismo giusto è praticamente impossibile.

Quello che farà la differenza sarà scegliere le azioni giuste.

Noi in PascaProfit facciamo proprio questo, studiamo con attenzione i bilanci per capire su quali cavalli puntare, e ti posso garantire che è proprio in questi momenti di calo che riusciamo a trovare le occasioni migliori.

Non siamo infallibili, ma negli ultimi 10 anni i risultati ci hanno premiato e abbiamo ottenuto un rendimento medio annuo di 2 volte superiore a quello dell’S&P 500.

Per farti capire quanto sia importante costruire dei portafogli solidi, ti voglio riportare un post di stamattina del mio socio Andrea che fa capire bene quanto sia importante saper scegliere le aziende giuste.

Una gestione di portafoglio si valuta sia nei momenti di rialzo del mercato sia nei momenti di ribasso:

Portafoglio Premium -2,24%

Portafoglio Pascarella -4,11%

S&P500 -8,26%

Per fortuna che il Premium dovrebbe essere il portafoglio “aggressivo”!

Al momento stiamo facendo il punto su alcuni titoli che seguiamo da tempo e che oggi hanno raggiunto prezzi interessanti rispetto al loro valore intrinseco.

I migliori entreranno nei nostri portafogli d’investimento.

Inoltre, abbiamo titoli di aziende che sono entrati di recente in portafoglio e che oggi le potresti acquistare ad un prezzo migliore del nostro.

Per info@pascaprofit.com e 392/5186777.

A presto

Giuseppe Pascarella

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