È forse arrivata al capolinea la forza dirompente dell’industria tecnologica?

L’industria tecnologica in questo momento è piuttosto vacillante. 

Dopo quasi 15 anni in costante crescita, nel 2022 sta mostrando una perdita di quasi il 23%. 

Certo, l’anno non è ancora chiuso, però sono poche le condizioni che possono salvare l’indice Nasdaq dalla sua prima perdita dopo 15 anni. 

L’industria tecnologica ha alimentato l’economia statunitense durante la Pandemia ed è cresciuta su vasta scala durante l’ultimo decennio, ma ora sta affrontando uno dei periodi più punitivi degli ultimi anni. 

Le aziende che negli ultimi due anni hanno creato migliaia di nuovi posti di lavoro, hanno iniziato a bloccare le assunzioni e addirittura a licenziare i dipendenti di qualsiasi livello. 

Sono preoccupate dal futuro.

Le stime sui guadagni spesso hanno registrato inversioni di tendenza.

Quindi, per cercare di alleggerire la pressione data dalla montagna di costi fissi che devono sostenere stanno effettuando importanti tagli salariali.

Ma questo, se da un lato offre una boccata d’ossigeno alle società, dall’altra è un segnale di indebolimento e induce molti investitori a spingere il pulsante “vendita” facendo crollare le quotazioni verso il basso.

Quest’anno abbiamo visto molte società andare giù pesantemente…

Come dimenticare il tonfo di Peloton dell’86%…

O quello di Netflix del 69%.

Diverse società, tra le quali anche Meta e Amazon sono scese di oltre il 30% quest’anno, superando il calo del 13% dello Standard & Poor’s 500. 

E gli investitori in questo momento si domandano se il rallentamento sia temporaneo, dal momento che le società ben posizionate stanno attraversando un periodo di stagnazione dopo essersi espanse velocemente negli ultimi anni… 

O se questi siano i primi segnali di un ridimensionamento più profondo per il settore. 

Non dimentichiamoci che le società tecnologiche hanno fornito un tipo di crescita che raramente si trova in altre parti dell’economia. 

Nel 2020 Meta, Amazon, Google, Apple e Microsoft hanno prodotto collettivamente ,1 trilioni di dollari di vendite, eclissando il PIL di Paesi Bassi, Svizzera, Turchia e Arabia Saudita. 

Ma ora è forse arrivata al capolinea la forza dirompente di questo settore?

Eh, bella domanda.

Negli ultimi anni moltissimi investitori hanno riversato i propri soldi in questo settore facendo schizzare verso l’alto i prezzi delle azioni dei rivenditori online, delle piattaforme di video conferenza, dei servizi di streaming e tanti altri ancora…

Ora, però, la confluenza di alcuni fattori ha frenato la corsa di questo treno all’apparenza inarrestabile.

1. L’inflazione sta raggiungendo i massimi da quattro decenni.

Questo sta limitando enormemente il potere di spesa dei consumatori. 

2. L’aumento dei tassi di interesse ha iniziato a smorzare l’ondata di capitali alla ricerca di rendimenti elevati negli investimenti tecnologici. 

3. La riapertura di ristoranti e negozi fisici ha indebolito gli acquisti online, spingendo le aziende di e-commerce a ricalibrare la propria espansione. 

4. I lockdown in Cina stanno creando nuove interruzioni della catena di approvvigionamento. 

A causa di queste criticità, quasi tutti i colossi tecnologici dell’ultimo decennio sono stati costretti a rallentare.

Amazon alla fine di aprile ha registrato la crescita dei ricavi trimestrali più lenta degli ultimi due decenni.

Meta, appena sette mesi dopo aver annunciato importanti nuove assunzioni e investimenti per sviluppare il metaverso…

…la scorsa settimana ha dichiarato di rallentare – o persino interrompere – le assunzioni per posizioni di medio-alto livello . 

Netflix ha perso abbonati durante il suo primo trimestre per la prima volta negli ultimi dieci anni, e ha segnalato che le perdite sono destinate a continuare. 

La notizia ha scatenato un violento sell-off azionario che ha fatto sprofondare il titolo.

Tirando un attimo le somme, personalmente credo che ci stiamo avvicinando al momento in cui bisogna tirar fuori la lista della spesa. 

La PascaProfit in questo momento è concentrata principalmente su società tecnologiche con bilanci solidi e non su start up giovani con pochi track record alle spalle. 

Tuttavia, come molti altri investitori, sono preoccupato di come l’aumento dei tassi possa avere un impatto sfavorevole sulle valutazioni dei titoli tecnologici. 

Quindi non so se acquisteremo in modo così aggressivo se i tassi di interesse continueranno a salire con questa velocità. 

Ora, non v’è dubbio che questi prezzi possono far gola a molti investitori.

In tanti si chiedono se è ora il momento giusto per acquistare, o se meglio aspettare maggiori segnali di incoraggiamento.

La paura è molta.

Ma come si combatte?

Qual è il modo migliore per approfittare di questo particolare momento?

Rintracciando società sottovalutate, con bilanci solidi e con ottime prospettive per i prossimi mesi.

Per carità, non è facile, soprattutto in questo momento…

Ma è anche vero che acquistare ai prezzi attuali, società in grado di moltiplicare il loro valore in futuro, potrebbe regalare gioie a molti investitori.

Se vuoi sapere come noi di PascaProfit ci stiamo muovendo in questo momento e, quali operazioni stiamo per compiere, puoi scrivere – senza impegno – al 392 5186777 e un nostro consulente gratuitamente cercherà di aiutarti.

 

Al tuo successo,

Giuseppe 

 

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