Editoriale Pascarella: Gli importanti fattori che potrebbero accadere nel 2020

Ormai ci siamo, tutti partono con le previsioni per il 2020 e io non potevo mancare. Non è una sfida, non metterei mai in gioco i vostri investimenti, sono analisi che è necessario fare, per cercare di capire, non prevedere, dove muoversi nel caso di un fattore che possa spostare il sottile equilibrio tra economia reale e il mercato.

Come al solito, le analisi che leggerai sono fatte in tutte le forme, chi è apocalittico, chi ottimista, chi non si scompone e chi come me analizza settore per settore, paese per paese e dato per dato, guardando al passato e proiettandosi nel futuro. Oltre alle cose che potrebbero accadere, ho pensato che sarebbe altrettanto interessante elencare le cose che credo non possano accadere.

Se alcune di queste opinioni sembrano semplicemente inquadrare negativamente le previsioni che hai già ascoltato, abbi pazienza. Ci sono già così tante previsioni che è più facile immaginare cosa porterà il futuro capendo cosa probabilmente non accadrà l’anno prossimo.

1. Non avremo una recessione nel 2020.

Dato lo slancio dell’economia globale e il sostegno politico da parte di ogni grande banca centrale del mondo, una recessione, a mio avviso, è assai improbabile, una correzione forse, ma un calo del 50% come lo ipotizzano con bolle a destra e sinistra, mi sembra illogico.

Attenzione però, l’economia globale non crescerà, rimarrà nel suo limbo tra rallentamento e qualche indicazione di ripresa. A mio avviso, la riaccelerazione dell’economia globale che si sta già svolgendo finirà per essere modesta nella migliore delle ipotesi. Mentre è molto probabile che la crescita nei mercati sviluppati si avvicinerà al suo potenziale e la crescita dei mercati emergenti rimarrà probabilmente al di sotto del potenziale.

Con la crescita in Cina e India in rallentamento e nessuna significativa mossa fiscale pianificata, i contributi alla crescita di altri paesi emergenti non sono sufficienti per consentire all’economia globale di raggiungere il suo pieno potenziale. Inoltre, mentre la crescita lenta dei paesi occidentali potrebbe essere migliore rispetto alla potenziale crescita economica, entro la metà dell’anno, la crescita dei mercati emergenti potrebbe iniziare ad appiattirsi. Dal mio punto di vista, l’unico paese con abbastanza spazio fiscale che ha abbastanza potere per stimolare la crescita globale con vari stimoli è la Cina, ma conoscendoli, non lo faranno.

2. I tassi globali non aumenteranno molto.

Data questa modesta prospettiva di riaccelerazione, non vedo come i tassi di interesse reali o le aspettative di inflazione possano aumentare in modo significativo. Inoltre, praticamente tutte le banche centrali sono entrate nella modalità di allentamento e/o espansione del bilancio. Ciò significa che il front-end della curva dei rendimenti nei mercati sviluppati probabilmente rimarrà ancorato dove si trova adesso, ma nei mercati emergenti il ​​front-end potrebbe spostarsi verso il basso.

Se questi scenari si esauriscono, la volatilità dei tassi non aumenterà molto. E mentre le curve dei rendimenti in queste regioni possono mantenere una propensione al ribasso, potrebbero non essere sufficientemente ripide da giustificare una scommessa al ritorno al negativo

3. Non avremo una risoluzione completa alle questioni commerciali.

I problemi commerciali sono troppo complessi e troppo strategici per essere risolti in un lasso di tempo breve, questo l’ho trattato più di una volta. Inoltre, il cosiddetto accordo di fase 1 sarà probabilmente un evento unico con una soluzione rapida che, a mio avviso, equivale ad andare in guerra con arco e frecce. Detto questo, sono fermamente convinto che non abbiamo bisogno che le questioni commerciali siano completamente risolte. Invece, tutto ciò di cui abbiamo bisogno è che non si esasperino ulteriormente. Se le tensioni commerciali non aumentano, i mercati probabilmente faranno bene di conseguenza, ma solo modestamente. Il conflitto commerciale è stato un consolidamento fiscale gestibile da un punto di vista economico, ma un disastro totale dal punto di vista del mercato e del sentiment economico.

4. Il value tornerà a ruggire.

Come ho accennato in un mio editoriale del 19 Novembre, Il value investing è morto, lunga vita al value investing, alla fine, la crescita del valore sottostante pagherà. Alla fine, i value colpiranno, per questo continuo a perseguire le mie regole, perché hanno senso. Devi trovare il coraggio di cambiare la tua strategia se non sta dando risultati, il coraggio di chiudere anche in negativo e puntare su società che hanno un valore maggiore di quanto stiano mostrando. Io sto di guardia, appena vedo un una società Value che sta per tornare alla ribalta, mi butto. Accadrà, come sempre, quando non lo so, ma accadrà e io sarò li.

5. Il dollaro USA non si indebolirà in modo significativo.

Dato che le banche centrali non hanno nuove politiche sui tassi, la crescita globale dovrebbe rimbalzare modestamente e le differenze di crescita tra gli Stati Uniti e le altre economie, a mio avviso, favoriscono economie internazionali. E’ difficile sostenere la debolezza significativa del dollaro, un dollaro debole richiederebbe una crescita dei mercati emergenti significativamente migliore e una risoluzione più importante delle questioni commerciali – entrambi improbabili, a mio avviso. Pertanto, le risorse internazionali potrebbero fare meglio nel 2020, ma dobbiamo domare le nostre aspettative.

6. Il 2020 non sarà un anno ad alta volatilità.

Date le mie aspettative per un modesto rialzo della crescita, una continuazione dell’attuale politica dei tassi di interesse, un’espansione del bilancio della banca centrale e un possibile accordo commerciale, credo che il 2020, almeno nel primo semestre, non sarà un anno altamente volatile per i mercati. Detto questo, gli investitori continueranno a preoccuparsi degli stessi problemi che hanno visto durante l’intero 2019: la mancanza di crescita e la dipendenza dell’economia dal supporto politico. Tale preoccupazione, tuttavia, è probabilmente anche positiva perché potrebbe tenere sotto controllo i rialzi dei mercati. Piaccia o no, abbiamo bisogno di guadagni modesti molto più di prestazioni spettacolari dai mercati per tenere a bada i falchi politici.

Le mie opinioni espresse sono aggiornate al 26 novembre 2019, si basano sulle attuali condizioni di mercato e sono soggette a modifiche senza preavviso. Queste opinioni possono differire da quelle di altri professionisti degli investimenti.

 

 

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