Editoriale Pascarella: In questo momento di confusione, l’unica certezza è stare calmi

Già nel 2005, quando ero uno stupido trader di breve periodo e perdevo un sacco di soldi, capii che forse dovevo approcciarmi ai fondamentali aziendali per ottenere maggiori ritorni. 

All’inizio non conoscevo bene quel mondo, così utilizzavo gli indicatori elencati nel calendario economico di J.P. Morgan (ancora oggi un punto di riferimento standard), più alcuni indicatori di mercato, come l’andamento del settore trasporti (anticipatori dell’andamento economico) e dei semiconduttori.

Negli ultimi 15 anni questi dati sono rimasti sostanzialmente invariati, fino a qualche settimana fa, quando le cose hanno cominciato a non essere più allineate come prima.

In questo momento c’è molta confusione sul mercato e credo di non essere l’unico a sentirlo, immagino lo sentiate anche voi.

Persino lo stesso Jamie Dimon (CEO di JP Morgan) ha esposto tre ragioni per cui l’economia è così difficile da spiegare in questo momento nella sua lettera annuale agli azionisti pubblicata ieri.

Le parole che mi hanno colpito di più sono state, “Alcune cose del primo ciclo stanno cambiando. Ma i dati macro vanno bene. E’ molto difficile trovare prove a sostegno che dicano che una recessione è imminente.”

Lo stratega di Raymond James Tavis McCourt ha parlato di questi “giorni strani” durante il fine settimana, ma ha avvertito gli investitori di non saltare a conclusioni eccessivamente ribassiste da segnali come la curva dei rendimenti invertita o il recente crollo dei titoli dei trasporti. 

“Stiamo assistendo a un cambiamento sostanziale, dalla spesa per beni alla transizione verso i servizi, con la riapertura dell’economia statunitense”, ha scritto.

Venerdì il settore dei trasporti ha avuto il peggior giorno degli ultimi due anni scendendo del 6% in una settimana. Ma questo è successo anche dopo che il Dow Transports il 29 marzo ha raggiunto il massimo storico, il che rende un po’ presto dire che questo campanello d’allarme sta suonando.

Parliamo anche del settore dei semiconduttori, che sono stati ancora più deboli, con l’ETF “SMH” in calo del 15% dai massimi storici di inizio anno. Ancora una volta, questo normalmente sarebbe un “dire” che il ciclo economico sta cambiando, eppure questa volta, l’unico “dire” potrebbe essere che il periodo della pandemia è finito e stiamo tornando ad un’economia più normale.

In questi giorni il dato salariale statunitense di Goldman ha raggiunto un nuovo massimo storico, tornando ai livelli della metà degli anni ‘80. Sta salendo di circa il 5,5% rispetto a un anno fa e riportarlo ad un livello intorno al 4%, necessario affinché la Fed raggiunga i suoi obiettivi di inflazione, richiederebbe un inasprimento ancora maggiore di quello attualmente previsto.

Affinché la Fed raggiunga i suoi obiettivi di inflazione, dobbiamo anche vedere i guadagni mensili dell’IPC (Indice dei prezzi al consumo) nell’intervallo dello 0,3%, meno della metà di quello che abbiamo visto di recente e ben al di sotto del previsto, oltre l’1%, nel rapporto di marzo.

Alla fine noi non stiamo attendendo una recessione inflazionistica, noi già la stiamo vivendo, ci siamo già dentro. Ho scritto una email ad un grosso investitore americano tramite linkedin, sono in contatto con lui da anni e ogni tanto ci sentiamo. Gli ho chiesto se avesse qualche buon consiglio di investimento in un panorama del genere. Mi ha risposto, sono short sulle obbligazioni e lungo sulle materie prime e beni di prima necessità, perché credo che le materie prime continueranno a crescere e la gente non può morire di fame. 

Abbiamo sempre detto che non sono gli anni ‘70

Ho sempre sottolineato il fatto che quello che stiamo vivendo non è come gli anni ‘70. Però se guardiamo i dati macroeconomici, l’inflazione e i tassi di interesse tutto sembra indicare che stiamo entrando in una sorta di replica. Voglio rassicurare però che l’S&P500 ha generalmente registrato rendimenti positivi nei 24 mesi successivi all’inversione della curva dei rendimenti, tranne che negli anni ‘70.

Io sono convinto che le azioni nel 2022 chiuderanno l’anno in modo positivo ma non di molto. All’inizio degli anni ’70, la curva dei rendimenti a due anni/dieci anni si è invertita nel 1973 e alla fine l’S&P500 è sceso del 48%. Non credo siamo di fronte a questa discesa quest’anno.

Di la verità, ancora pensi che ci vuole più chiarezza. Si va giù o si va su?

Io non penso che siamo di fronte ad una recessione imminente, continuo a mantenere questo sovrappeso nelle azioni statunitensi. In una parola, la produttività dettata dalla pandemia è stata uno shock positivo per la produttività.

Noi di PascaProfit pensiamo che il settore finanziario ed energetico siano molto sopravvalutati in questo momento, ma riteniamo che altri settori siano sottovalutati, titoli difensivi come beni di prima necessità e utilities che gli investitori più ribassisti preferiscono in questo momento.

Per quanto riguarda Value contro Growth, i titoli Growth hanno recentemente riguadagnato il loro “mojo” poiché il mercato teme che una crescita ampia sarà in futuro più scarsa e quindi le Growth saranno quelle più performanti.

Conclusione

Il peggior risultato sarebbe un’altra variante Covid che colpisca persone più giovani. Questo sarebbe un ulteriore shock pandemico in cui le vittime sarebbero troppo giovani, perchè sono quelle che mandano avanti il paese, che vanno al lavoro. Un tale shock aumenterebbe i problemi alla catena lavorativa mondiale, senza contare che dal punto di vista umano sarebbe un colpo terribile.

Le pressioni al rialzo sui salari continueranno per diversi anni. Mi aspetto che tale pressione incoraggi la riallocazione del capitale dal lavoro al miglioramento del capitale. Questo ridurrà la dipendenza dalla manodopera che ora è costosa e difficile da trovare. Tale investimento dovrebbe alla fine aumentare la produttività e quindi ridurre le pressioni inflazionistiche.

L’incognita è se la Federal Reserve possa aumentare i tassi di interesse quanto basta per smorzare le pressioni inflazionistiche, ma non così in alto da rallentare troppo l’economia e innescare una recessione. Una recessione invertirebbe queste tendenze positive di ripresa. Questo è un compito molto arduo per i responsabili politici.

Finora, i mercati finanziari stanno scontando una serie di azioni della Federal Reserve che porterebbero a termine questo scenario di atterraggio morbido. 

Smettila di essere preoccupato. Sebbene investire in un conto di risparmio sia una scommessa sicura, i tuoi guadagni saranno minimi. Un conto di risparmio è un luogo affidabile come fondo di emergenza, mentre un investimento di mercato è un luogo che sul lungo periodo ti da la possibilità di comprarti il pagliaio e smettere di cercare l’ago.


Al tuo successo,

Giuseppe

 

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