Editoriale Pascarella: La Cina crea lo Yuan digitale e supera le altre potenze economiche

Il mondo della valuta digitale è in costante evoluzione, non parlo di Bitcoin, Ethereum e via dicendo, ma delle valute che i grandi paesi stanno creando a specchio di quella a corso legale. Se ci pensiamo attentamente può sembrare che la moneta sia già virtuale, in fin dei conti quasi tutto lo acquistiamo tramite carte di credito, app di pagamento e smartphone.

Attenzione però, questi sistemi non sono altro che un modo per spostare denaro in modo elettrico, alla base esiste sempre la moneta a corso legale. La Cina però sta facendo qualcosa che altri paesi hanno solo ipotizzato, trasformare il corso legale in codice informatico. 

Prima ho citato le cryptovalute esclundendole dall’equazione, è doveroso però citarle come mezzo precursore di un movimento che ha portato questi paesi a porsi la domanda sul futuro digitale del denaro. 

La versione cinese di una valuta digitale sarà controllata dalla sua banca centrale, che rilascerà e controllerà la nuova moneta elettronica. Il governo cinese avrà a disposizione avanzati strumenti per monitorare sia la sua economia che la sua popolazione. Lo yuan digitale annullerà de facto uno dei fattori negativi più importanti del Bitcoin: l’anonimato di chi lo possiede. 

Pechino è avanti rispetto Europa e America che stanno meditando da tempo rispettivamente all’Euro e al dollaro digitale. Lo Yuan digitale sarà progettato non solo per un utilizzo domestico ma avrà lo scopo di non essere collegato al dollaro americano, valuta regina da quasi 100 anni. Quindi sarà una valuta digitale internazionale. 

La finalità è di abbracciare la digitalizzazione in molte forme, tra cui il denaro, nel tentativo di ottenere un controllo più centralizzato, ottenendo al contempo un vantaggio sulle tecnologie del futuro. Il denaro digitalizzato potrebbe riordinare i fondamenti della finanza.

Il fatto che uno stato autoritario e una delle superpotenze economiche globali, abbia preso l’iniziativa di introdurre una valuta digitale nazionale, sta spingendo gli Stati Uniti a riflettere sulle possibili conseguenze di arrivare secondi.

Qualche settimana fa, il ministro del Tesoro americano Janet Yellen, alla domanda su come valute nazionali digitalizzate come quella cinese potrebbero influenzare il dollaro, ha risposto che la questione è allo studio in modo serio, inclusa l’ipotesi se un giorno un dollaro digitale abbia senso.

Il dollaro supera di gran lunga tutte le altre valute per l’uso nelle scambi internazionali, circa all’88% nelle ultime classifiche della Bank for International Settlements. Lo yuan è stato utilizzato appena al 4%.

La digitalizzazione di per sé non farebbe dello yuan un rivale per il dollaro ma nella sua nuova incarnazione potrebbe guadagnare trazione ai margini del sistema finanziario internazionale. Offrirebbe alle persone nei paesi poveri la flessibilità di trasferire denaro a livello internazionale. Anche un uso internazionale limitato potrebbe ammorbidire il “morso” delle sanzioni statunitensi, che vengono sempre più utilizzate contro aziende o individui cinesi.

Come sarà lo Yuan digitale

Lo Yuan digitale risiederà nel cyberspazio, sarà disponibile sullo smartphone del proprietario o su una tessera per i meno esperti di tecnologia. Utilizzarlo non richiederà necessariamente una connessione internet. Apparirà su uno schermo con una sagoma di Mao Zedong, sembrerà a tutti gli effetti una valuta a corso legale.

Nei test degli ultimi mesi, più di 100.000 persone in Cina hanno scaricato un’app per telefoni cellulari dalla banca centrale che consente loro di spendere piccole cifre di denaro digitale, compresi i punti vendita cinesi di Starbucks e McDonald’s.

La Cina ha indicato che lo yuan digitale circolerà insieme a banconote e monete per qualche tempo. Banchieri e altri analisti dicono che Pechino punta a digitalizzare tutto il suo denaro nei prossimi 10 anni. Pechino non ha voluto rispondere in merito questa questione.

La privacy ormai non è più un problema

Il denaro digitalizzato sembra un potenziale strumento macroeconomico per il governo emittente, utilizzabile per monitorare la spesa delle persone in tempo reale, accelerare i soccorsi alle vittime di disastri o segnalare attività criminali. 

Sarà tracciabile, aggiungendo un altro strumento alla pesante sorveglianza statale cinese. Il governo utilizza centinaia di milioni di telecamere per il riconoscimento facciale per monitorare la sua popolazione, a volte usandole per imporre multe per attività come il jaywalking. Una moneta digitale consentirebbe di riscuotere multe non appena viene rilevata un’infrazione.

Ma la People’s Bank of China controllerà rigorosamente lo yuan digitale per garantire che non ci siano differenze di valutazione tra banconote a corso legale e le monete digitali, questo per evitare un secondo grande problema delle cryptovalute, la volatilità.

Ciò significa che non ha senso per investitori e trader speculare nello yuan digitale come fanno alcuni con le criptovalute. Le misure anticontraffazione saranno progettate per rendere impossibile per chiunque oltre alla People’s Bank of China creare nuovo yuan digitale.

Il resto del mondo cosa aspetta

Più di 60 paesi in questo momento hanno studi avanzati per la creazione di una valuta digitale. Le valute digitali detengono parte del loro più grande potenziale per gli 1,7 miliardi di persone a livello globale che secondo la Banca Mondiale non posseggono un conto corrente.

Le Bahamas hanno già emesso una valuta digitale. Alcune banche centrali affermano che tali valute sarebbero utili per le famiglie di lavoratori migranti che fanno piccoli trasferimenti di fondi che sono costosi.

La BCE sta osservando da tempo che i trasferimenti internazionali di denaro da persona a persona possono richiedere giorni e temendo che la velocità e l’efficienza possano alla fine rendere lo yuan digitale una valuta preferita sta accelerando la creazione dell’Euro digitale.

La Cina, con un modello funzionante, offre un modo pronto per gestire il “contante” digitale. L’anno scorso il presidente Xi Jimping ha chiesto alla Cina di cogliere l’opportunità di stabilire regole internazionali per le valute digitali, così come Pechino ha cercato di influenzare e dominare una serie di standard tecnologici avanzati come per le telecomunicazioni 5G, le auto a guida autonoma e il riconoscimento facciale.

Alla domanda durante una recente apparizione al Senato se il dollaro potesse essere digitalizzato per aiutare gli Stati Uniti a difendere la sua supremazia, Powell, presidente della Fed, ha risposto che fare ricerche sullo sviluppo di una valuta digitale è un “progetto ad altissima priorità”.

“Non abbiamo bisogno di essere i primi. Dobbiamo farlo bene.”

Che la corsa abbia inizio.

Al tuo successo.

Giuseppe Pascarella

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