I dividendi Variabili, cosa sono e perchè sono importanti

Martedì parlando del petrolio avevamo lasciato in sospeso un argomento importante, quello dei dividendi variabili.

Siccome ti avevo promesso che ne avrei parlato in modo più approfondito, eccomi qui a mantener la promessa. D’altronde si sà, ogni promessa è debito.

Riprendiamo il discorso da dove l’avevamo lasciato…

Ti faccio un brevissimo riassunto nel caso ti fosse sfuggito l’articolo precedente.

Parlando della crescita del petrolio e della conseguente crescita dei titoli energetici, in particolare delle società che si occupano di fare estrazione, avevamo fatto una importante considerazione sul ruolo che le società energetiche hanno sempre avuto nelle fasi di cosiddetta “Extra Variazione Settoriale”

Fino al 2014 in queste fasi gli energetici venivano comprati, proprio perché garantivano lauti dividendi e quindi erano considerati come titoli difensivi.

La crisi energetica ha poi cambiato le carte in tavola, infatti i dividendi delle società energetiche sono stati spazzati via e quindi, di fatto, la loro caratteristica difensiva si è persa.

Ed qui che entrano in gioco i dividendi variabili.

Cosa sono i dividendi “normali” lo sappiamo tutti. È un modo estremamente diffuso che hanno le società di capitali di condividere i propri flussi di cassa con gli azionisti.

Il dividendo nel tempo è diventato anche uno strumento per attrarre investitori, tanto che alcune società hanno adottato la politica di aumentare il proprio dividendo ogni anno, anche quando le cose non sono andate proprio benissimo.

Molto nota è la categoria delle aziende dei cosiddetti: Dividendi aristocratici, ovvero le aziende che per ben 25 anni hanno dato ai propri azionisti un dividendo maggiore dell’anno precedente. Solo per farti alcuni nomi tra i dividendi aristocratici troviamo Johnson & Johnson che ha dividendi in crescita dal 1963, stesso anno anche per Coca Cola che resiste quindi ad aumentare il suo dividendo da ben 59 anni consecutivi. La più longeva è invece Diedold che da ben 68 anni non sbaglia un colpo in termini di dividendi.

Ora, come detto, gli energetici, pur essendo sempre stati di manica larga in termini di dividendi si sono trovati di fronte al problema che la variabilità dei prezzi del petrolio non consentiva loro di attuare una pianificazione adeguata in termini appunto di dividendi.

Ed è per questo che sono nati i dividendi variabili, composti da una base fissa + una variabile.

La base fissa è costituita dal dividendo che la società pensa di poter garantire durante tutta la fase del ciclo economico. Alla base va poi sommata una parte variabile che aumenta nelle fasi espansive.

Non mi addentro sui criteri che adottano le società per calcolare la parte variabile, il tutto naturalmente è affidato a degli algoritmi che tengono conto dei flussi di cassa e dei contratti che vengono chiusi con altre società. Quel che invece è importante è non confondere i dividendi variabili con i famosi dividendi speciali che sono dividendi una tantum che vengono dati quando la società decide di dividere parte della liquidità derivante da un’operazione straordinaria come ad esempio la cessione di un ramo d’azienda.

Tornando ai dividendi variabili il risultato finale spesso è molto interessante, ti basti sapere che, tra gli energetici citati martedì: Devon Energy e Pioneer Natural Resources che sono stati tra i primi ad adottare la formula del variabile, oggi vantano un dividendo di tutto rispetto, intorno al 7%, composto da circa un 2% fisso più una componente variabile che varia dal 4 al 6%. Niente male davvero.

Ovviamente non è sempre festa, come si dice dalle mie parti, infatti ad esempio ConocoPhillips distribuisce “solo” il 3% sommando sia il variabile che il fisso, ma è bene non dimenticare che l’aumento del prezzo del petrolio porterà ad un generale aumento dei dividendi , rispetto allo scorso anno, intorno all’1 o 2%.

Questo farà sì che gli energetici potrebbero arrivare a pagare da un 4 a un 9%, che è veramente tanto.

Ritengo comunque che il fenomeno dei dividendi variabili sarà molto importante in futuro, ed è per questo che te ne parlo.

Infatti anche altri settori hanno iniziato ad adottarlo, come ad esempio il settore del mining, ad esempio la società Newmont mining ha un dividendo del 4% con una parte variabile, e Freeport-McMoRan, il principale minatore mondiale di rame, ha annunciato un doppio dividendo.

Ma non solo, anche nel settore finance, ci sono aziende che stanno pensando al dividendo variabile, a conferma del fatto che questo sistema è destinato ad allargarsi.

Ma cosa comporta per noi azionisti?

Bè da un lato rende più difficile analizzare una azienda, visto che almeno quello del dividendo era un ritorno certo.

Ma dall’altro, quando l’analisi è fatta bene e si scelgono le aziende giuste, quelle che hanno i dividendi variabili possono gestire meglio le uscite di cassa, potendo diminuire appunto i dividendi quando il ciclo economico mette in difficoltà i conti dell’azienda. Non è raro infatti vedere aziende che mettono in pericolo i conti solo per rispettare la promessa dei dividendi.

Un possibile effetto potrebbe essere una miglior resistenza di queste aziende nelle fasi di calo, diminuendo così la volatilità, cosa sempre gradita a dei value investor come noi.

Ovviamente non bisogna mai fare l’errore di scegliere un titolo solo perché distribuisce dividendi variabili, ma se il titolo ci piace a prescindere, il fatto che abbia dividendi variabili potrebbe essere un motivo aggiuntivo per sceglierlo.
Va comunque detto che ora è prematuro fare queste valutazioni legate agli investimenti. Per ora quello dei dividendi variabili è un fenomeno legato quasi esclusivamente al settore energetico, ma a mio avviso è uno strumento che ogni investitore consapevole dovrebbe conoscere, ed è per questo che te ne parlo.

Come dico sempre investire richiede preparazione e mi piace dare una mano alle persone a saperne di più. Naturalmente poi, se ti vuoi affidare a me ed al mio staff per toglierti la paura di sbagliare noi siamo sempre pronti ad accoglierti a braccia aperte.

Ti basta mandare un messaggio al 392 518 6777 e ci pensiamo noi a ricontattarti e a spiegarti, senza impegno, in che modo possiamo esserti utile.

Alla prossima

Giuseppe

 

 

Giuseppe Pascarella

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