Il problema della catena di approvvigionamento comincia a fare le prime vittime.

Una delle major americane che si occupa di vendita di consumi di prima necessità ha avvertito che il suo profitto del prossimo trimestre sarà decisamente più basso.

Parliamo di Target, la catena di grandi magazzini americani con sede a Minneapolis.

Questo perché ha bisogno di annullare gli ordini con i fornitori e sarà costretta a offrire enormi sconti per eliminare le merci non desiderate che sono deteriorabili nei suoi depositi. 

Questo è un segno dell’inizio della discrepanza tra domanda e offerta all’interno degli shop statunitensi. 

In questo momento la domanda dei consumatori è veramente molto bassa, ma l’offerta dei produttori resta molto più elevata.

Ciò in primis crea discrepanza tra domanda e offerta.

In secondo luogo fa sì che molti prodotti restino invenduti.

Target si trova esattamente in questa situazione.

Ha una grande offerta di prodotti, ma a causa di una bassa domanda è costretta a mettere la merce in saldo per potersene liberare. 

I grandi rivenditori hanno beneficiato negli ultimi due anni del grande aumento durante il periodo pandemico per acquistare, ad esempio, i mobili da giardino, il laptop o decorazioni per la casa. 

Ora molti negozi sono alle prese con una rapida inversione perché il comportamento di acquisto è completamente cambiato. 

I consumatori spendono meno nei prodotti discrezionali come le automobili  o i nuovi cellulari a favore di servizi e beni di prima necessità come il cibo o il carburante. 

Meno di tre settimane dopo aver riportato un profitto trimestrale inferiore del previsto, Target ha dichiarato, proprio questa settimana, di aver ulteriormente ridimensionato le sue prospettive di profitto per l’anno.

Le scorte sono aumentate del 43% nel trimestre di aprile, perché la domanda di mobili da giardino, piccoli elettrodomestici e anche alcuni dispositivi elettronici sono diminuiti rapidamente. 

Questo lo ha affermato il CEO della società Brian Cornell. 

“Abbiamo avuto del tempo aggiuntivo dopo le trimestrali per valutare davvero l’ambiente operativo generale”, ha affermato Brian Cornell in un’intervista. 

Ciò include, da un lato, l’osservazione del comportamento dei consumatori mentre affrontano questi alti tassi di inflazione.

Dall’altro, l’osservazione di altri rivenditori che testano alcune soluzioni per smaltire merce rimasta invenduta in magazzino.

“Dobbiamo essere decisi ad andare avanti per assicurarci che questo non si protragga per la seconda metà dell’anno”, ha concluso. 

Gli avvertimenti di Target sottolineano ancora una volta la necessità delle aziende di prevedere la domanda futura poiché l’enorme quantità di prodotti invenduti potrebbe fare altre vittime. 

I registi degli ordini per molti rivenditori vengono fatti con un anticipo di quasi un anno, il che significa che prevedono le vendite di beni e le tendenze delle mode ben prima che i consumatori vadano nei negozi ad acquistarli.

Tuttavia, nelle ultime settimane società come Walmart e Gap hanno avuto grossi problemi con le loro scorte. 

Alcuni stanno scontando i beni, altri tendono a trattenere articoli per poterli vendere in una stagione successiva. 

Molti addetti hanno indicato come le preferenze degli acquirenti siano una rapidamente in evoluzione e gli ordini per le importazioni provenienti al di fuori dei confini nazionali fanno fatica ad essere processati in tempi brevi.

Questo perché, come abbiamo già sottolineato in passato, i container con la merce restano spesso fermi, anche per intere settimane, all’interno dei porti.

I principali problemi arrivano a causa dei problemi legati alla catena di approvvigionamento cinese, andata in crisi dopo i recenti focolai scoppiati nella regione di Shanghai.

Ordini che faticano a partire nonostante molti di questi siano già stati venduti. 

“L’avviso sul profit warning di Target è un cattivo segno per il settore della vendita al dettaglio” ha affermato un grande analista di Citigroup, Paul Le Jour.

Ma cosa significa profit-warning? 

Il “profit-warning” è letteralmente un allarme sugli utili.

Un evento simile è considerato una vera sciagura dagli operatori, tanto che generalmente le reazioni sono di sell-off o panic-selling.

Un problema, quello della merce invenduta, che ha portato Target a essere la cosiddetta first mover.

Ossia la prima, tra le aziende del settore, ad aver fatto registrare un dato negativo tra tutti i competitor. 

Personalmente credo che Target sia la prima, ma non l’ultima.

Infatti è probabile che si tratti solo di tempo prima che anche altri comincino ad accusare gli stessi problemi. 

Target ha affermato che mira a cancellare gli ordini con i fornitori quando le sarà possibile e a utilizzare delle promozioni per invogliare i consumatori all’acquisto così da regolarizzare l’inventario in eccesso durante il trimestre in corso. 

Questo annullamento comporterà probabilmente multe aggiuntive, mentre lo sconto ridurrà la redditività di ogni vendita. 

Brian Cornell, il CEO della società, vuole che gli inventari siano sgomberati per rifornire completamente i negozi con prodotti molto più richiesti come cibo, prodotti di bellezza e articoli per la scuola.

Inevitabilmente anche le stime di crescita sono state ritoccate a ribasso: Target ora prevede che il suo margine operativo potrebbe essere intorno al 2%, quando era stato a fine maggio indicato intorno al 5,3%, quindi meno della metà. 

E nonostante molti rivenditori abbiano registrato un aumento delle vendite, i negozi stanno ugualmente risentendo dell’aumento generale dei costi. 

Walmart, il più grande rivenditore al dettaglio del Paese per fatturato, ha anche riferito che le scorte sono aumentate del 33% nell’ultimo trimestre, quindi ha un inventario davvero molto pesante. 

Lo stesso Walmart aveva precedentemente acquistato prodotti in grande quantità per soddisfare la domanda, ma alla fine si è ritrovata con prodotti invenduti e inventari totalmente pieni. 

A questo punto, non può far altro che vendere a sconto, o in certi casi, incassare persino la perdita. 

Anche Macy’s, nonostante le vendite nette siano aumentate del 13,6% nell’ultimo trimestre… 

Ha affermato che i ribassi per eliminare l’inventario in eccesso peseranno sui margini di profitto in futuro, ma ha comunque avvertito che proporrà le promozioni più alte del settore.

Target sta invece adeguando le previsioni di vendita e nuovi piani promozionali in base alle aspettative di costo per categorie e rivenditori. 

“E’ ormai chiaro che la domanda sta cambiando”.

Affermazione che arriva direttamente dal CEO di Target che sintetizza in maniera eccellente tutto ciò che abbiamo detto all’interno dell’articolo.

Questo cosa significa?

Significa che ci stiamo dirigendo verso una nuova fase del ciclo di mercato.

 

Al tuo successo,

Giuseppe

 

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