La curva dei rendimenti dei T-Bond è un segnale di recessione?

Questa settimana abbiamo assistito al peggior crollo obbligazionario degli ultimi dieci anni che ha fatto schizzare al 3% il rendimento dei T-Bond a 10 anni, i titoli di Stato emessi dal governo degli Stati Uniti con scadenza decennale.

Questo è un segnale molto importante da analizzare poiché, come ti spiegherò meglio più avanti, la curva dei rendimenti dei T-Bond è stata per decenni osservata come segnale premonitore di una recessione ormai prossima.

Ma andiamo per gradi.

Perché è così importante questo valore?

Vedi, l’aumento dei rendimenti è spesso associato a un rafforzamento dell’economia, perché una crescita più rapida e un mercato del lavoro più teso possono indurre le banche centrali a reprimere l’inflazione. 

In questo momento però le criticità sono troppe, per tanto si comincia a paventare sempre più l’ipotesi di recessione nei prossimi mesi.

Questo sta spingendo la Banca Centrale Americana, la FED, a sottoscrivere una rapida serie di aumenti dei tassi di interesse, innescando così anche una forte volatilità nei mercati finanziari.

E allo stato dei fatti, è improbabile, secondo il mio punto di vista, che gli investitori possano finalmente ritrovare la pace finché l’inflazione non diminuirà. 

C’è molta incertezza in questo momento.

E non solo a livello di politica monetaria, ma anche geopolitica:

I focolai di Covid-19 in Asia, mettono in difficoltà le catene di approvvigionamento globali e la guerra in Ucraina sta facendo salire i prezzi delle materie prime. 

E sebbene la Fed abbia segnalato che sta per inasprire in modo significativo il tapering, ossia ridurrà ulteriormente il ritmo di acquisto di asset sul mercato…

Questa mossa non sembra possa contribuire in maniera importante a ridurre l’inflazione, almeno non in modo duraturo. 

Ora, se si guarda al passato…

Con l’aumento dei rendimenti dei Treasury americani, è difficile non credere che il periodo di recessione sia ormai alle porte.

Un’inversione della famosa curva dei rendimenti dei Treasury americani è stata vista per decenni come un segnale di avvertimento…

E sembra stia per accadere di nuovo. 

Infatti non dimentichiamoci che nove volte su dieci, quando avviene questa inversione nella curva dei rendimenti dei Treasury, generalmente nell’arco di 6-8 mesi c’è una recessione. 

È passato poco più di un mese da quando i funzionari della FED hanno aumentato i tassi di interesse di un quarto di punto percentuale.

Ma gli ultimi verbali suggeriscono come la Banca Centrale potrebbe aumentare ancora i tassi di interesse di mezzo punto percentuale già mercoledì e iniziare a ridurre il suo portafoglio di asset da 9 trilioni di dollari. 

Ciò potrebbe sorprendere alcuni investitori che non si aspettavano un ritmo così aggressivo da parte della FED. 

Personalmente credo anche che la FED stessa non si aspettasse un’inflazione superiore all’8%. 

Di conseguenza l’aggressività è praticamente doverosa. 

I rendimenti dei T-Bond a dieci anni sono stati ben al di sopra del 3% per la maggior parte dell’ultimo mezzo secolo, superando addirittura il 15% negli anni 80’. 

Ma nell’ultimo decennio hanno chiuso sopra il 3% solo 64 volte, riflettendo un periodo che fino a poco tempo fa era caratterizzato da una crescita decisamente fiacca. 

Sebbene i rendimenti obbligazionari di oggi rimangono bassi rispetto agli standard storici, rappresentano comunque una notevole inversione di tendenza rispetto ai primi giorni della pandemia di Covid-19, quando il rendimento a dieci anni scese addirittura allo 0,5%. 

I rendimenti hanno iniziato poi a crescere alla fine del 2020 in risposta allo sviluppo di vaccini efficaci contro il Covid-19 e allo stimolo fiscale indotto dai democratici al Congresso.

Tuttavia il rendimento a dieci anni ha raggiunto il massimo intorno all’1,75% all’inizio dello scorso anno e ha trascorso gran parte del 2021 in un graduale calo, anche se l’inflazione continuava a salire. 

Da quel momento le obbligazioni hanno subito un duro colpo.

L’inflazione ha mantenuto quei livelli.

E gli analisti hanno continuato ad aumentare le loro aspettative sull’aumento dei tassi di interesse. 

Ora, in conclusione…

Cosa ci dobbiamo aspettare?

I prossimi mesi saranno molto delicati.

Il balzo dei rendimenti ha già portato costi di finanziamento nettamente più elevati per i consumatori.

Ad esempio i tassi ipotecari – i mutui a 30 anni – superano il 5% e hanno contribuito a ribassi azionari facendo registrare allo Standard & Poor’s 500 quasi il -15% su base annua.

E mutui più alti cosa potrebbe significare?

Gravi problemi a livello immobiliare.

Un settore, tra l’altro, che insieme a quello dei trasporti, generalmente anticipano un periodo recessivo che potrebbe durare tra i 6 e i 18 mesi. 

Tuttavia noi di PascaProfit riteniamo che il tasso sui fondi federali non dovrebbre salire al di sopra del 3% per contenere l’inflazione, suggerendo che il sell off delle obbligazioni potrebbe ancora avere spazio per proseguire. 

Le aspettative di inflazione nel prossimo decennio sono ancora abbastanza elevate, anche con l’atteso inasprimento della Fed. 

Ma i rendimenti dei Treasury rimangono bassi anche rispetto a standard storici recenti, fornendo un dato molto importante che potrebbe fornire un incentivo alle imprese nel prendere in prestito e investire. 

Questo sarebbe un segnale che l’economia potrebbe non essere così debole come la Banca centrale ci ha segnalato la settimana scorsa. 

E inoltre è un dato molto interessante che potrebbe spingere l’industria, come ti dicevo poco fa, a prendere in prestito…

Prendere in prestito significherebbe creare più prodotto e quindi maggiore richiesta di forza lavoro. 

Un mercato del lavoro più florido, aziende che producono di più e un’inflazione leggermente più bassa, potrebbero spazzare via questo periodo ribassista dei mercati finanziari portando a un aumento delle stime economiche globali.

Purtroppo in questo momento, molti investitori stanno perdendo soldi a causa della difficile situazione che stiamo vivendo.

A causa della Pandemia prima, ed ora della guerra…

Molti portafogli stanno registrando perdite superiori al 20%.

E questo è un peccato, perché i rendimenti maturati con gli anni stanno andando letteralmente in fumo.

Quindi cosa fare?

Devi cercare di apportare quelle giuste modifiche in grado di limitare i danni passando indenne questo brutto momento.

Ora, non so se hai seguito “Bunker Azionario”, la speciale diretta andata in onda il 20 aprile…

Ma vedi, lì ti mostravo come, in realtà è possibile rendere impermeabile il tuo portafoglio grazie a dei settori che storicamente hanno performato meglio durante i conflitti.

Evitando così che il tuo portafoglio continui a registrare il segno meno nei prossimi mesi.

Se vuoi sapere cosa devi fare per tutelare i tuoi risparmi e rendere impermeabile il tuo portafoglio alle numerose criticità a cui quotidianamente stiamo assistendo…

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Al tuo successo,

Giuseppe

 

 

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