Le grandi sfide che deve affrontare la Fed

Ormai è chiaro, la Federal Reserve è pronta a iniziare ad aumentare i tassi di interesse a breve termine. 

Questo probabilmente è ciò che ci aspettavamo già da tempo e quindi l’unica domanda, è: di quanti punti? Probabilmente aumenterà di 1/4 di punto, cioè di uno 0,25. Questo pone fine all’acquisto di obbligazioni che sono state fatte come misura di emergenza durante il periodo pandemico.

Ma più ancora che il rialzo dei tassi, sarà importante la cosiddetta guida prospettica del presidente della Fed, Jerome Powell, su quanto aggressivamente la banca centrale si muoverà per frenare l’aumento dell’inflazione, perché questo è il punto focale dell’aumento dei tassi di interesse.

La riunione di due giorni della Banca centrale, iniziata lunedì e che si concluderà oggi,arriva in un contesto molto particolare, con i prezzi al consumo che salgono al ritmo più veloce degli ultimi quarant’anni e in un quadro geopolitico abbastanza incerto, innescato dall’invasione russa dell’Ucraina. 

Powell ha recentemente dichiarato in un’intervista alla Camera che prevede di iniziare il “decollo” dei tassi di interesse con un aumento di zero 25 punti percentuali, portando il tasso di obiettivo a un intervallo compreso tra zero 25 a 0 cinque. Il tutto, ovviamente, rimanendo però sempre vigile sulla guerra in Ucraina e sull’impatto che questo potrà avere sull’economia statunitense. 

Come ha sottolineato lo stesso Powell, un altro fattore molto importante da considerare è che la Fed ha attualmente un bilancio di circa 8 trilioni di dollari che è stato gonfiato per gli acquisti di titoli delle famiglie T-Bond e di obbligazioni ipotecarie, misure prese per aiutare le famiglie quando la pandemia ha colpito nella primavera del 2020 gli Stati Uniti. 

Powell, inoltre, ha lasciato la porta aperta per avviare un inasprimento quantitativo più veloce di quanto non fosse stato fatto durante la crisi finanziaria del 2008. 

Del resto anche alcuni economisti che sono stati intervistati hanno affermato che questa volta la Fed dovrà essere molto più aggressiva nella sua riduzione di bilancio, perché 8 trilioni sono veramente importanti ed il bilancio sta diventando insostenibile.

Oltre ad aggiornare i piani per i tassi di interesse e il bilancio, la Fed aggiornerà anche le prospettive a lungo termine per la crescita economica e l’inflazione, il cosiddetto dot plot, o sintesi delle proiezioni economiche. 

La maggior parte degli analisti prevede che una raffica di aumenti dei tassi possa raffreddare più velocemente l’inflazione, che è arrivata al 7,5%. Cathy Borg, capo economista statunitense presso la Oxford Economics, afferma di aspettarsi che la Fed alzerà i tassi di 1,75 punti percentuali quest’anno, portando il tasso obiettivo stimato intorno al 2%. Ciò potrebbe tradursi in ben sette rialzi dei tassi di 1/4 di punto di quest’anno, dato che la Fed ha sette incontri in agenda.

Kevin Cummings, capo economista statunitense di Nat West, prevede che il punto medio nelle prospettive della Fed segnalerà cinque aumenti nel 2022 rispetto ai tre precedenti che aveva detto Powell nel 2021, dato il ritmo accelerato dell’inflazione nell’ultima riunione del consiglio di gennaio.

Ciò si tradurrebbe in aumenti di 1/4 di punto alle riunioni di marzo, maggio, giugno, settembre, dicembre. 

Noi di PascaProfit non pensiamo che possano esserci ulteriori aumenti, ma possono arrivare al massimo a cinque aumenti, quindi ci aspettiamo una forbice tra 1,25 e 1,50

I mercati dei futures invece assegnano le probabilità più alte che il tasso obiettivo della Fed finisca l’anno verso il 2%, suggerendo quindi aumenti di 1/4 di punto ad ogni incontro per il resto dell’anno. I famosi sette incontri che vi ho detto prima. 

Oltre a questo c’è la questione del bilancio. 

Sempre Oxford Economics prevede che la Fed inizierà a ridurre i suoi 8 trilioni di dollari di partecipazione di bilancio già a partire da luglio, con un ritmo di riduzione che salirà a 90 miliardi di dollari al mese.

Inoltre, sempre secondo Oxford Economics, si prevede che la banca centrale toglierà 400 miliardi di dollari dal bilancio entro la fine dell’anno e un trilione di dollari nel 2023. 

John Lynch, Chief Investment Officer di Chimerica Wealth Management, afferma che secondo la sua azienda  la Fed cercherà di tagliare circa 30 miliardi di asset al mese a partire da maggio, salendo a 75 miliardi entro settembre e continuando a questo ritmo fino al 2025. 

Ma queste sono tutte ipotesi che fanno i capi economisti di società finanziarie.

La domanda più grande è: la Fed dovrà vendere attivamente le attività che detiene o può consentire loro di esaurirsi pian piano? E ancora Powell troverà un taglio mensile che potrà andare avanti per sempre con lo stesso identico taglio o aumenterà nel tempo? 

Possiamo immaginare che la Fed non venderà obbligazioni direttamente sul mercato. L’importo della riduzione di bilancio dovrà essere visto come un limite, a condizione che ci siano abbastanza scadenze in un dato mese per consentire l’importo che viene definito roll off.

In alcuni mesi ci saranno più obbligazioni in scadenza rispetto ad altri. In quel caso la Fed investirà l’eccedenza nel mercato obbligazionario perché ci sono obbligazioni che vanno a scadenza e quindi a quel punto la Fed dovrà modificare l’uscita in quel determinato mese. 

Ci sono altri modi per questa tipologia di riduzione dell’acquisto delle obbligazioni, ma alla fine la Fed tollererà un bilancio elevato per i prossimi tre anni.

Quindi la Fed per i prossimi tre anni,  secondo il nostro punto di vista, tollererà un bilancio abbastanza pesante. 

Per concludere la mia idea è che con parole come stagflazione e recessione che catturano i titoli dei giornali, Powell probabilmente cercherà di proiettare un’immagine da falco sul fronte inflazionistico, pur mantenendo una certa flessibilità per rispondere a shock di crescita improvvisi come il recente aumento del prezzo del petrolio, la pandemia che ancora non è stata sconfitta, e soprattutto la grande incertezza geopolitica.

Le sfide che aspettano la Fed non sono semplici e certamente il destino dei mercati dipenderà per molta parte anche dalle sue scelte.

Ovviamente non mancherò di tenerti aggiornato sui vari aggiornamenti.

 

Al tuo successo,

Giuseppe

 

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