L’inflazione è alta ma Wall Street festeggia, Perchè?

Ieri alle 14 e 30 italiane è uscito l’attesissimo dato sull’inflazione anno su anno americana.

Il dato, visto da solo, fa piuttosto impressione. L’inflazione si è attestata al 7%, in aumento rispetto al 6,8% dell’ultima rilevazione. Tuttavia i mercati ieri hanno disegnato una candela verde.

Ma se i prezzi salgono la Fed sarà costretta ad accelerare le sue politiche restrittive e quindi cos’hanno da festeggiare a Wall Street, si sono impazziti tutti?

No, non è impazzito nessuno, stai tranquillo. Il mercato è sempre in equilibrio e c’è una spiegazione più che logica a tutto questo.

Per prima cosa questo dato era stato totalmente prezzato dal mercato, infatti l’aumento non solo era stato previsto, ma addirittura è stato minore delle attese, tanto che le previsioni davano per lo più un dato intorno al 7,1%.

Quindi questa in realtà è stata una non notizia, d’altronde come dico sempre un dato va visto sempre in funzione delle aspettative e mai solo in relazione al dato in sé.

Inoltre Powell nel suo discorso di martedì era stato abbastanza chiaro, le sue aspettative per il 2022 sono per un inflazione in calo quindi per molti operatori di Wall Street questo dato è stato visto come un eccesso che presto verrà riassorbito.

Questo ovviamente non vuol dire che la FED non porti avanti nel 2022 politica maggiormente restrittiva rispetto all’anno passato, ma non è questo che spaventa i mercati. Powell ha già fatto capire in vari modi che ci dobbiamo preparare ad almeno 3 aumenti dei tassi di interesse e quindi il mercato si è già settato su questo scenario.

Ciò che potrebbe spaventare i mercati sarebbe un peggioramente rispetto a questo quadro.

Ancora un volta sono le aspettative a guidare i listini, quando la realtà si discosta da ciò che il mercato pensa allora possiamo vedere degli scossoni, diversamente un dato che conferma le aspettative è praticamente una non notizia.

Se ricordi giorni fa ti ho parlato di un miglioramento della catena di approvvigionamento a livello mondiale e questo a mio avviso aiuterà molto l’inflazione a rimanere sotto controllo.

Ecco perché i mercati non hanno avuto particolari sussulti di fronte ad un dato del 7% che, abituati ai tassi di inflazione bassissimi degli ultimi anni, aveva tutte le caratteristiche per spaventare.

Ma come dico sempre per cercare di capire i mercati bisogna avere uno sguardo largo senza mai farsi prendere dall’emotività o dalla forza di un singolo dato.

Mi rendo conto che possano apparire concetti un po’ ostici, ma se li mastichi piano piano, vedrai che tutto diventerà di più facile lettura in molto meno tempo di quel che pensi.

È anche per questo che tengo una rubrica quotidiana. Credo sia il modo migliore per aumentare la cultura finanziaria di chi mi segue. È come una coltivazione goccia a goccia che piano piano rende fertile anche il terreno più difficile.

Se poi ti piacerebbe accelerare il processo di apprendimento quello che ti consiglio è di arare il terreno con il mio libro “Dove metto i miei soldi”. Lì trovi tutte le basi per poter capire in modo facile e pratico le poche ma fondamentali leggi che muovono il denaro.

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 Al tuo successo!

Giuseppe Pascarella

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