L’unica strategia testata per schermare i tuoi investimenti dalle attuali criticità

Qual è lo scenario globale nel quale viviamo?

Sul fatto che sia delicato e molto complesso, ormai non dovrebbero esserci più dubbi…

Tuttavia, oggi non parleremo solo di attualità, ma vedremo anche qual è l’unica strategia testata per schermare i tuoi investimenti dalle attuali criticità.

Prima però, ti voglio aggiornare su alcune novità davvero molto importanti.

La prima, riguarda la Cina.

Una Cina che, ad oggi, non solo rallenta pericolosamente…

…ma comincia a fare anche un po’ paura. 

Il lockdown indetto a Shanghai e poi diffuso anche in altri centri industriali, sta iniziando ad esercitare un freno sull’economia del Paese. 

Le vendite di auto sono praticamente crollate, i prezzi al consumo sono aumentati e gli economisti hanno anche abbassato le previsioni di crescita.

Le restrizioni per contenere la diffusione della variante Omicron hanno portato alla chiusura di parecchi stabilimenti, mettendo ulteriormente a dura prova le catene di approvvigionamento, già molto sotto pressione.

E non dimentichiamoci che la Cina produce un terzo dei prodotti a livello mondiale, quindi dopo queste nuove criticità era inevitabile che si venissero a creare dei colli di bottiglia mettendo in forte discussione l’affidamento della Cina e dei suoi prodotti.

Dal conflitto tra Ucraina e Russia, non arrivano buone notizie, anzi…

Le nazioni hanno inviato rinforzi nell’Ucraina orientale questo fine settimana, probabilmente per prepararsi a quella che potrebbe essere una delle più grandi battaglie di questa maledetta guerra. 

Dal fronte americano…

I titoli di Stato statunitensi hanno esteso il loro sell off, visto che gli investitori si trovano di fronte ad una probabile politica monetaria molto più restrittiva e il rendimento dei T-Bond a dieci anni è arrivato a 2,779%, il massimo da dagli ultimi 3-4 anni. 

Quindi per risponderti alla domanda:

Qual è lo scenario globale nel quale viviamo oggi?

La mia risposta è che senza dubbio ci troviamo di fronte a numerose criticità.

Nei prossimi mesi la situazione potrebbe lentamente tornare alla normalità… 

Ma vedere i listini di martedì tutti in rosso, è sicuramente indice di uno scenario economico decisamente complicato. 

Tuttavia, aspettiamo anche il dato delle performance aziendali con la nuova stagione degli utili del primo trimestre 2022 e poi avremmo davvero un quadro chiaro e ben dettaglio della situazione attuale. 

Ora, però, c’è da fare anche un’altra importante considerazione.

Ci stiamo avvicinando a maggio…

Un mese nel quale storicamente vige il motto “Sell in may and go away”.

“Vendi a maggio e vai via”. 

Ma da dove nasce questo detto? 

In teoria nasce da “Sell in may and go away, and come back on St. Leger’s Day”. 

Un motto che veniva utilizzato tantissimi anni fa in Inghilterra, quando gli aristocratici banchieri e mercanti abbandonavano le loro case in centro a Londra per recarsi nelle abitazioni di campagna orientativamente dalla primavera fino a settembre-ottobre. 

Ora, sebbene dietro l’etimologia della frase vengono associati diversi significati…

Attualmente è diventato una sorta di mantra per alcuni investitori che, a partire da maggio fino alla fine di settembre, abbassandosi i volumi, chiudono i loro investimenti per riaprirli poi successivamente ad ottobre, dimenticandosi totalmente della Borsa per tutto il periodo estivo. 

Per tantissimi anni è stato così…

Poiché i rendimenti medi nel periodo estivo erano più o meno dello 0,3%, mentre quelli invernali del 7,5%. 

Una gran bella differenza insomma. 

Però poi, nell’aprile del 2017, gli analisti di Bank of America hanno esaminato i dati del mercato azionario trimestralmente a partire dal 1928 e hanno scoperto che, in realtà, da giugno ad agosto è quasi sempre stato il secondo periodo più robusto dell’anno. 

Quindi che cosa suggeriscono? 

Invece di vendere a maggio e correre via, raccomandano la cosiddetta rotazione. 

E cos’è la rotazione?

In poche parole invece di chiudere le posizioni, gli analisti consigliano di fare delle modifiche al portafoglio, investendo su asset che potrebbero essere meno colpiti dalla ridotta crescita dei mercati durante l’estate e l’inizio dell’autunno. 

Ma quindi, considerando le criticità del momento: l’inflazione, la guerra, le difficoltà nella catena di approvvigionamento, le prossime elezioni francesi…

Cosa dobbiamo fare in questo momento?

Beh, a meno che i fondamentali non cambino, manteniamo invariata la nostra linea: buy&hold. 

Ciò significa mantenere le posizioni aperte e procedere con alcune correzioni ove sia necessario per migliorare il rendimento del nostro portafoglio.

Continueremo a fare le nostre rotazioni settoriali, concentrandoci principalmente su società sottovalutate dal mercato.

L’unica strategia, studiata e analizzata in un migliaio di modi, che ha dimostrato di riuscire a generare sempre un ritorno economico nel tempo.

Ora, però va anche detta un’altra cosa…

Non tutte le società sottovalutate sono in grado di crescere nel tempo, o meglio…

…crescere abbastanza per farci registrare un profitto degno di nota.

E come facciamo noi di PascaProfit a selezionare solo quelle che promettono ottimi risultati in ottica futura?

Vedi, noi dal 2010 abbiamo adottato il “Protocollo Pascarella”: un particolare sistema di investimento articolato in 5 step che non solo ci ha permesso di chiudere il 70% delle operazioni in positivo…

…ma ha consentito a centinaia di investitori che hanno seguito i nostri portafogli negli ultimi 12 anni di generare un rendimento medio annuo del 22,33%.

Un sistema che ho voluto raccontare e spiegare passo-passo nel mio libro “Battere il Benchmark”.

Se vuoi dare un’occhiata a “Battere il Benchmark” >>CLICCA QUI<<.

Noi ci vediamo lunedì con un nuovo PascaDaily.

Al tuo successo,

Giuseppe

 

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