LVMH conquista il mondo Tiffany

Il gruppo del lusso LVMH acquista il marchio Tiffany & Co per 16,2 miliardi di dollari, dopo una prima offerta di 14,5 miliardi che era stata respinta perché ritenuta troppo bassa.

LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton SE (LVMH) e Tiffany & Co. hanno annunciato che le società hanno concluso un accordo con il quale LVMH acquisirà Tiffany per 135 dollari per azione in contanti, per un valore totale di circa 14,7 miliardi di euro o 16,2 miliardi di dollari.

L’acquisizione di Tiffany, rafforzerà la posizione di LVMH nel settore gioielleria e aumenterà ulteriormente la sua presenza negli Stati Uniti.

La transazione dovrebbe concludersi verso la metà del 2020 ed è soggetta alle consuete condizioni di chiusura, tra cui l’approvazione degli azionisti di Tiffany e la ricezione delle approvazioni normative.

Bernard Arnault, presidente e Ad di LVMH, ha commentato: “Siamo lieti di avere l’opportunità di dare il benvenuto a Tiffany, un’azienda con un patrimonio senza pari e una posizione unica nel mondo della gioielleria globale, nella famiglia LVMH”.

Alessandro Bogliolo, Ad di Tiffany, ha dichiarato: “Questa transazione, che si verifica in un momento di trasformazione interna per il nostro marchio, fornirà ulteriore supporto, risorse e slancio per quelle priorità. Come parte del gruppo LVMH, Tiffany raggiungerà nuovi traguardi”.

Tiffany & Co è stata fondata nel 1837 a New York da Charles Lewis Tiffany e John B. Young.

Inizialmente, però, rivendeva una grande varietà di articoli, in particolare di cancelleria, si trasformò in un brand di gioielleria nel 1848.

Tra i suoi design celebri annovera Louis Comfort Tiffany, figlio del fondatore, Jean Schlumberger, le cui creazioni furono indossate da Jaqueline Kennedy, Diana Vreeland ed Elizabeth Taylor.

Una lunga storia fatta di impegno e coerenza che ha portato alla ribalta la famosa scatolina azzurra.

Dopo le vendite modeste dei primi anni, il primo passo verso il successo è datato 1845, quando Tiffany pubblicò il primo catalogo di vendita per corrispondenza degli Stati Uniti, portando così i beni di lusso nella casa degli americani.

Destinato a diventare il famoso Blue book, l’opuscolo viene ancora pubblicato annualmente e presenta i gioielli più rari del mondo.

Blue book Tiffany

Nel 1848, il fondatore Charles Lewis Tiffany mise un altro punto fermo per il lancio del brand e iniziò ad acquistare le gemme preziose di aristocratici europei.

Portandole in patria, consentì all’élite americana di comprare gioielli importanti, facendo così di Tiffany un punto di riferimento soprattutto per i diamanti.

Il successo fu grande, ma non paragonabile a quello provocato, nel 1961, dall’uscita di Colazione da Tiffany, il film cult diretto da Blake Edwards e tratto dall’omonimo romanzo del 1958 di Truman Capote.

Un’immagine di pura estasi e contemplazione dei preziosi resa memorabile da Holly, la protagonista interpretata da una giovanissima Audrey Hepburn

Un’immagine di pura estasi e contemplazione dei preziosi resa memorabile da Holly, la protagonista interpretata da una giovanissima Audrey Hepburn.

LVMH, abbreviazione di LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton SE, è una multinazionale e conglomerata francese presieduta da Bernard Arnault, già proprietaria di oltre 70 marchi tra cui Christian Dior, Bulgari, Givenchy e Louis Vuitton, di orologi come TAG Heuer, di vini e liquori come Moët & Chandon, Veuve Clicquot, di editoria come Les Échos e Le Parisien, di distribuzione come Sephora e Le Bon Marché, di alberghi di lusso.

Da un punto di vista strategico questa acquisizione ha molto senso, in quanto aggiunge a Lvmh un marchio forte nel segmento orologi e gioielli, raddoppiando le dimensioni in questo settore da 4,6 miliardi di dollari previsti nel 2019 a 9,5 miliardi di dollari oltre ad essere anche fra i più promettenti dell’intera industria del lusso.

Questa operazione aumenterà al 26% le vendite del gruppo francese negli Usa.

L’acquisizione farebbe anche salire leggermente i margini del gruppo, visto che la divisione orologi e gioielli di Lvmh ha un margine ebit al 16,5%-17% contro il 17,7% di Tiffany.

Il prezzo finale corrisponde a un multiplo di Tiffany di 26 volte il rapporto prezzo/utile del 2020, rispetto alle 24 volte di Lvmh e implica un cash-out di circa 15 miliardi di euro.

tiffany- tabella -indicati i principali ratios di salute finanziaria, di profittabilità e di crescita di Tiffany

Nella tabella soprastante sono indicati i principali ratios di salute finanziaria, di profittabilità e di crescita di Tiffany. Possiamo notare i punteggi sintetici: 6/10 punti sulla situazione finanziaria, mentre abbiamo un 8/10 eccellente sulla profittabilità aziendale.

A queste valutazioni, calcoliamo un aumento sugli utili 2020 del 5% circa e un impatto marginalmente diluitivo in termini di creazione di valore più che accettabile a nostro avviso, considerata l’opportunità strategica del deal e il potenziale di ulteriore accelerazione del business che Lvmh potrebbe dare a Tiffany.

Tiffany - grafico - dati economici annuali

Infatti Tiffany aumenta l’esposizione di Lvmh sul mercato Usa e soprattutto nel segmento orologi e gioielli con un fatturato atteso per il 2019 di 4,4 miliardi per Lvmh e di 4 miliardi per Tiffany, con particolare attenzione alla gioielleria che viene stimata circa 2,5 miliardi per Lvmh, e che presenta migliori prospettive di crescita, margini più interessanti e minore volatilità rispetto agli orologi.

Tiffany inoltre si rivolge molto al retail, con oltre 320 punti vendita, questo assicura un migliore controllo del marchio e delle vendite.

Pensiamo che Lvmh possa rilanciare ulteriormente il posizionamento del brand avviato dall’attuale management di Tiffany, come con Bulgari che dall’acquisizione nel 2011 ha quasi raddoppiato il fatturato e quasi quadruplicato l’utile operativo.

Tiffany è stata fondata cinquant’anni prima di Bulgari nel 1837, ma a differenza del collega romano ha già un’impostazione lifestyle che la rende più versatile e per questo complementare con gli altri marchi della stessa divisione.

Inoltre poche settimane fa ha lanciato la sua prima linea per uomo, altro business in pieno sviluppo nell’industria, composta dai classici fermacravatte ma anche dai cosiddetti “toys” (come le racchette da ping pong), passione soprattutto dei nuovi ricchi del pianeta, residenti soprattutto in Asia.

Questa operazione, inoltre, è vincente anche dal punto di vista dei consumatori più maturi, che vedono il lusso anche come esperienza. LVMH lo ha già testato, proprio con Bulgari, sviluppando gli Hotel.

Tiffany - Blue Box café al quarto piano dello storico flagship sulla Fifth Avenue

Tiffany nel 2017 ha aperto il suo Blue Box café al quarto piano dello storico flagship sulla Fifth Avenue, dove si mangia e si beve in piatti e bicchieri Tiffany.

La stessa arte viene estesa ai vasi e alle cornici, business marginali per LVHM, ma che potrebbero diventare un nuovo tesoro da scoprire.

Tiffany è considerato uno dei marchi di gioielli più iconici e come tale questa acquisizione deve essere vista positivamente, riteniamo però che potrebbero esserci delle iniziali difficoltà per fare emergere tutto il potenziale. A questi prezzi LVHM (MC.PA) ci risulta sopravvalutata almeno del 30% circa. Preferibile quindi aspettare un ritracciamento, prima di pensare ad un eventuale ingresso, questo ci permetterebbe di effettuare un acquisto con un margine di sicurezza.

tiffany - grafico LVHM (MC.PA)

 

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