Netflix e Tesla occhio ai competitor

Oggi parleremo di alcune società come Tesla e Netflix, che in questo momento si stanno finalmente rendendo conto che ci sono anche altri competitor nel loro mondo. 

E il -40% fatto registrare da Netflix ieri ci deve far riflettere. 

Negli ultimi anni il suo fondatore e amministratore delegato ha sempre detto che non temeva i competitor, ma lo scotto di una concorrenza sempre più alle porte potrebbe cominciare a farsi sentire.

Mi riferisco soprattutto a Prime Video, Disney Plus e Apple Tv.

E non è escluso che ora Tesla, leader nella produzione di auto elettriche, ragioni e valuti quanto accaduto a Netflix come un possibile avvertimento.

Non dimentichiamoci che negli ultimi anni abbiamo assistito all’ascesa di numerose case automobilistiche produttrici di veicoli elettrici.

Ford, General Motors, Volkswagen, Kia…

…ma anche Nio, Xpeng e LiAuto.

E nonostante le previsioni di Elon Musk per quanto riguarda le auto completamente autonome siano eccellenti, ci sono società che si stanno muovendo molto più velocemente. 

Ma forse Elon Musk è troppo preso da Twitter o da altre acquisizioni per rendersene conto…

La concorrenza per Tesla sta davvero aumentando, e anche se continua a fare degli ottimi numeri, a mio avviso è bene che si cominci a guardare seriamente intorno. 

Per quanto riguarda i tori di Tesla, secondo me, dovrebbero riflettere attentamente sull’impatto che questa corsa al first to market, cioè il primo che si è lanciato in questo mercato, ha trascinato verso il basso Netflix in questi giorni. 

Netflix ora è entrato in un buco profondo. 

Il titolo è sceso di oltre il 37% nelle contrattazioni dell’altro giorno, dopo che la società ha perso oltre 700.000 abbonati in Russia e non è riuscito a battere le stime nelle ultime trimestrali. 

Questo, però, al momento non spaventa Netflix…

D’altronde resta comunque la società numero uno nella distribuzione via internet di film, serie tv e altri contenuti multimediali e probabilmente grazie alle nuove policy che introdurrà, si riprenderà. 

Però, finalmente, si è resa conto che intorno a sé, non solo ci sono molti competitor… 

…ma hanno anche tantissima liquidità generata grazie ad una vasta gamma di prodotti. 

Prime Video gode della forte spinta di Amazon.

Disney Plus può contare dei profitti di parchi avventura e merchandising. 

Apple Tv non ne parliamo neanche…

Se diamo uno sguardo al recente passato, le azioni di Netflix sono scese del 63% da inizio anno e del 68% dai massimi delle ultime 52 settimane. 

E la sua capitalizzazione praticamente si è più che dimezzata. 

Le riflessioni che Netflix deve fare per quanto riguarda il suo titolo vanno ben oltre il proprio recinto, perché società come Paramount Plus, Disney Plus, Hulu o Amazon Prime le stanno sottraendo importanti quote di mercato. 

Raggiungendo così quel limite di saturazione del mercato dello streaming per cui tutto ora sta rallentando. 

Io tempo fa feci una diretta dove definivo la stessa Netflix una burn cash machine, una macchina brucia soldi. 

Questo perché? 

Perché Netflix deve assolutamente sfruttare tutto il suo denaro per poter creare nuovi contenuti e, possibilmente i contenuti migliori in circolazione.

Ora però, viviamo un momento dove a causa dell’elevata inflazione, quindi l’aumento generale dei prezzi, le famiglie tendono a eliminare il superfluo.

E se prima avere l’abbonamento a Netflix, Prime Video, Apple Tv e Disney Plus non è era un grosso problema, ora comincia ad esserlo.

Meno abbonati, meno guadagni.

E se poi ti chiami Netflix e l’unica fonte di reddito è lo streaming video, questo comincia ad essere una bella gatta da pelare.

Ma come ti dicevo prima, credo che Netflix abbia tutte le carte in regola per potersi risollevare dopo questo violento arresto.

Quindi, continuando il paragone con Tesla, chi è il Disney Plus o il Prime Video nel mondo dei veicoli elettrici? 

Ad oggi non c’è una risposta vera e propria, tuttavia in molti stanno provando a diventare la prima forza rivale di Tesla nel mercato delle auto elettriche.

E dobbiamo ricordare che, sebbene Tesla possegga l’80% del mercato americano, in Europa e in Cina, fa ancora fatica a prendere piede.

Questo per due motivi:

Innanzitutto ci sono molti più modelli elettrici in vendita. 

In secondo luogo, Tesla per ora non ha abbastanza capacità di produzione.

Le Gigafactory sono ancora in fase di costruzione, mentre i competitor hanno già delle fabbriche dove possono produrre migliaia e migliaia di veicoli ogni mese. 

E se andiamo a guardare la quota mercato estera, questa ci fornisce un’indicazione di quello che potrebbe essere il futuro per Tesla.

L’azienda di Musk ha venduto circa 16.000 veicoli nell’Unione Europea a febbraio, secondo gli ultimi dati. 

Le coreane Hyundai e Kia e la tedesca Volkswagen hanno venduto circa 6.000 veicoli elettrici ciascuno. 

Audi, un altro marchio del gruppo Volkswagen, BMW e Renault, ne hanno venduti altri 5.000. 

Tuttavia, tenere traccia delle vendite di mercato con l’aumento della penetrazione complessiva dei veicoli elettrici è molto difficile, per esempio, per Mercedes. 

La casa automobilistica tedesca ha venduto circa 4.000 auto elettriche a febbraio. 

La Mercedes EQS è uno dei modelli che vende di più in assoluto, ma la versione di base ha un prezzo di listino di circa 100.000$. 

Quindi, difficilmente questa potrà essere un’auto dai grandi volumi. 

E vista l’esigua quota di mercato estera per Tesla, e i molteplici modelli prodotti al di fuori degli Stati Uniti…

Basterà a Tesla essere leader del mercato americano, oppure dovrà ampliare le vendite all’estero per sostenere il proprio titolo in futuro? 

In questo momento l’azienda non è ancora preoccupata… 

Ma i competitor stanno cercando di recuperare il gap che li separa da Tesla.

General Motors prevede di vendere milioni di veicoli elettrici all’anno entro la metà del decennio. 

Le vendite di batterie elettriche di Volkswagen hanno totalizzato circa 100.000 unità in tutto il mondo nel primo trimestre. 

Quelle di Tesla sono state 310.000, è vero, il triplo…

…ma è anche vero che tre anni fa le batterie elettriche di Volkswagen ancora non c’erano. 

Alla fine, il succo è che tutte le aziende dovranno combattere per delle quote di mercato.

La penetrazione dei veicoli elettrici nelle vendite di auto sta rallentando e continuerà a farlo. 

Ciò significa che non tutte le case automobilistiche saranno vincitrici alla fine. 

Questo è il motivo per cui detenere un paniere di azioni automobilistiche in portafoglio, secondo il mio punto di vista, è un errore.

In questo momento stanno combattendo tra di loro e da questa battaglia probabilmente ne usciranno in pochi da vincitori. 

E chi saranno questi vincitori? 

Eh, chi può dirlo, è una scommessa. 

Però, non v’è dubbio che quanto accaduto a Netflix deve essere un monito per Tesla per cercare di capire ciò che potrebbe accadere nel suo prossimo futuro. 

 

Al tuo successo,

Giuseppe

 

 

Firma


Vuoi continuare a leggere l’articolo?
Iscriviti subito a Editoriali Pascarella, è GRATIS
Iscrivendoti all’Editoriale Pascarella
avrai accesso a:
Sei già iscritto?

Lascia un commento

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli da non perdere

Cerchi qualcosa?

Premi INVIO per avviare la ricerca.

Iscriviti per leggere
gli Editoriali Pascarella
E' gratis, per sempre...

Accedi a Pascaprofit