Nvidia e SoftBank annullano l’affare del secolo

Più di una volta durante le mie dirette avevo segnalato che l’acquisizione di ARM da parte di Nvidia sarebbe stato uno degli affari più grossi degli ultimi vent’anni nel settore tecnologico in quanto Nvidia è leader nel settore delle schede video mentre ARM quello nella produzione dei chip per smartphone.

Per darti un’idea della vastità del mercato di ARM, ti basti pensare che il 90% dei chip per smartphone che sono presenti sul mercato in questo momento sono prodotti proprio da ARM.

Ecco perché Nvidia, se avesse finalizzato la sua acquisizione sarebbe diventata una società da quasi 1 trilione di dollari.

Però, come ti ho annunciato in un post nel gruppo Facebook, è arrivata la notizia che Nvidia e il gruppo giapponese SoftBank, stanno abbandonando l’accordo dopo che le autorità di regolamentazione hanno giustamente sollevato preoccupazioni sull’antitrust.

Se ne era già parlato nelle settimane scorse e alla fine è arrivata la conferma.

Le due società, in una dichiarazione congiunta, hanno espresso la volontà di non portare avanti la trattativa a causa proprio di significative sfide normative.

A seguito della fumata nera quindi, sfuma un accordo che vedeva Nvidia, il colosso statunitense della progettazione di schede video, mettere sul piatto la faraonica cifra di 40 miliardi di dollari per l’acquisizione di ARM.

E di conseguenza, svanisce anche quello che sarebbe stato il più grande accordo di sempre nell’industria dei microchip.

Ma in poche parole, perché è saltato l’accordo?

Perché se la trattativa fosse andata in porto, si sarebbe creato un colosso planetario praticamente incontrastabile.

Ecco perché sin dall’inizio ha rapidamente sollevato dubbi tra i regolatori e rivali nella produzione dei microchip.

Anche la Federal Trade commission a dicembre aveva espresso la sua posizione contraria in merito all’accordo tra Nvidia e Softbank, poiché sosteneva che avrebbe concesso a Nvidia il controllo totale sulla tecnologia informatica, dando quindi vita ad un’enorme società pressoché inarrestabile e decisamente poco concorrenziale.

Tuttavia, nonostante la fumata nera, la stessa Nvidia dovrà pagare una commissione a Softbank per la rottura di questo affare pari a 1,5 miliardi.

Ma questa non è la prima volta che la regolamentazione ribalta le sorti di affari così importanti.

Ricordiamoci che nel 2018 ci fu il tentativo di acquisizione con 117 miliardi di dollari di Qualcomm inc. da parte di Broadcom, ma il tutto venne bloccato da Trump per motivi di sicurezza nazionale.

Oppure quando l’acquisto di Qualcomm inc della olandese NXP Semiconductors NV per 44 miliardi di dollari andò in fumo dopo che la Cina non fornì la sua approvazione normativa.

Ma perché ARM, nonostante non sia ancora stata quotata, possiede circa il 90% delle quote di mercato dei chip per smartphone?

Potremmo dire che il motivo del suo predominio sia derivante da “clienti” piuttosto importanti…

Infatti società come Apple, Qualcomm inc o AMD, affidano ad ARM la progettazione di alcuni dei loro microchip.

E nonostante l’azienda inglese si trovi a lavorare con società spesso rivali, continua a mantenere una politica molto neutrale, un po’ come la Svizzera.

Nel senso che offre i suoi servizi a tutti, senza però fare favoritismi di alcun tipo.

Nvidia e ARM, peraltro, avevano confermato che qualora la trattativa fosse andata in porto, non avrebbe comportato cambiamenti negli accordi tra ARM e le sue società “Clienti“.

Ecco perché se la fusione fosse stata completata, Nvidia sarebbe diventata leader di due settori assolutamente centrali e quanto mai cruciali per gli sviluppi tecnologici dei prossimi anni.

Ma questo avrebbe probabilmente segnato la morte di molte aziende rivali che, impossibilitate a combattere la concorrenza di tale colosso, si sarebbero dovute arrendere alzando bandiera bianca.

Ad ogni modo, gli Stati Uniti non sono l’unica giurisdizione in cui la transazione è stata sottoposta a controllo.

L’anno scorso, infatti, le autorità dell’antitrust britanniche avevano già avviato un’indagine molto approfondita citando proprio quei famosi problemi di concorrenza e sicurezza nazionale prima citati.

Il regolatore, inoltre, aveva precedentemente affermato che l’acquisizione di ARM da parte di Nvidia avrebbe portato a una prospettiva realistica di meno concorrenza e meno innovazione con l’ulteriore aumento dei prezzi dei prodotti.

Anche la Cina aveva avviato una revisione dell’accordo, così come gli Stati Uniti, ma non è stata ancora resa pubblica la sua risposta.

E non dimentichiamoci che di recente Nvidia ha superato Intel come la più grande azienda americana di semiconduttori per valore di mercato, appena pochi mesi dopo che Apple ha dichiarato l’abbandono dei processori Intel per i suoi computer iMac a favore dell’M1 realizzato proprio grazie ai semi conduttori di ARM.

Ecco, non so se tutto ciò ti rende l’idea del colosso che sarebbe potuto diventare Nvidia, una volta acquisita Arm…

Non v’è dubbio che l’acquisizione sarebbe stata qualcosa di fantastico per Nvidia perché l’avrebbe veramente catapultata come la più grande società di semiconduttori del pianeta e per tanto tempo.

Ma forse, alla fine, i regolatori hanno ragione…

Perché ci saremmo trovati di fronte una società monopolista sui prezzi dei semiconduttori.

Quindi, con molta probabilità le aziende hanno fatto di tutto per bloccare questo affare.

Anche per oggi è tutto, ma anziché darci appuntamento a lunedì, ci vediamo domani ore 8:15 in diretta ai microfoni di RTL 102.5 per parlare di economia e finanza.

A domani.

Giuseppe


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